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JOHANNESBURG: DELUSIONE DELLE ONG E APPELLO DI ZANOTELLI

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C'è grande delusione tra le organizzazioni non governative italiane e tra chi è impegnato nella solidarietà con i Paesi poveri, per i risultati raggiunti finora dal vertice di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile. Il missionario comboniano Alex Zanotelli, da anni impegnato per i poveri dell'Africa, rivolge un appello all'Italia "a riscoprire la sua vocazione politica africana", mentre "quello che ha fatto finora per l'Africa non è stato aiuto ma business", una "politica estera delle proprie ditte". Per questo propone "una nuova legislazione che permetta alla società civile di impegnarsi con chi soffre": "La società civile organizzata presente nel nostro Paese – spiega padre Zanotelli - potrebbe oggi esprimersi con una dicastero civile sotto l'egida del presidente della Repubblica, che prenda contatto diretto non con i governi del Sud del mondo (corrotti!) ma con i soggetti nuovi emergenti nei Paesi impoveriti (cooperative, comunità di base, movimenti popolari). Questo permetterebbe all'Italia di ritornare ad essere un Paese con la vocazione geografica e morale di essere ponte fra la fortezza europea e l'Africa".

Intanto l'associazione delle ong italiane si dice delusa del discorso del presidente del Consiglio incentrato sulle due proposte di e-government e de-tax (ossia tecnologia per i Paesi del Sud e destinare una percentuale delle spese dei consumatori alla cooperazione internazionale), giudicate dalle ong "assolutamente avulse dalle grandi questioni affrontate alla conferenza": "La speranza di un'Italia leader o quanto meno propositiva sulle grandi questioni aperte – afferma Sergio Marelli, presidente dell'associazione delle ong italiane - è stata ancora una volta disattesa da un governo che sembra ascoltare unicamente i propri interessi".
Anche il Cipsi (Coordinamento iniziative popolari di solidarietà internazionale), giudica l'accordo sull'acqua "una farsa" perché "si limita a riconoscere che l'acqua è un diritto" ma "non prevede nessun impegno su come coprire i costi per l'accesso all'acqua, nessun impegno di investimenti per la distribuzione, i servizi igienici e le fognature. Tutto viene rimandato al libero mercato, non c'è un piano d'azione né stanziamenti dei governi". Stesse riserve sono espresse dalla Campagna per la riforma della Banca mondiale.
Sir

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