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L'Italia commossa rende omaggio ai tre caduti

Tre bare avvolte nel tricolore, con le spade sguainate e il berretto dell'uniforme sopra, con attorno il dolore dei parenti, consolati dall'affetto di tanti amici, commilitoni, autorità e gente comune. E il silenzio che, nonostante le centinaia di persone che si sono avvicendante nel corso della giornata, è stato sempre pesante nella camera ardente dei tre caduti a Nassiriya, il capitano Nicola Ciardelli (di Pisa) e i marescialli Carlo De Trizio e Franco Lattanzio, allestita nella cappella dell'ospedale militare del Celio a Roma. Martedì mattina i funerali solenni dei tre caduti. Poi per il toscano Nicola Ciardelli, funerali anche a Pisa, mercoledì mattina. Nell'occasione l'arcivescovo di Pisa Alessandro Plotti battezzerà anche il piccolo Niccolò, il figlio di due mesi che Nicola ha fatto appena in tempo a veder nascere.

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L'Italia commossa rende omaggio ai tre caduti

Tre bare avvolte nel tricolore, con le spade sguainate e il berretto dell'uniforme sopra, con attorno il dolore dei parenti, consolati dall'affetto di tanti amici, commilitoni, autorità e gente comune. E il silenzio che, nonostante le centinaia di persone che si sono avvicendante nel corso della giornata, è stato sempre pesante nella camera ardente dei tre caduti a Nassiriya, il capitano Nicola Ciardelli e i marescialli Carlo De Trizio e Franco Lattanzio, allestita nella cappella dell'ospedale militare del Celio a Roma.

Alle spalle dei feretri, proprio accanto all'altare, la corona di fiori del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, con il picchetto dei Corazzieri. E a fianco alle bare, la guardia dei carabinieri per i due marescialli, e dei parà per la bara dell'ufficiale, messa al centro.

In una Roma deserta per il ponte del primo maggio, già prima delle dieci di domenica 30 aprile si era formata una coda di un centinaio di persone, in gran parte anziani e militari in congedo, pronti a visitare la camera ardente, dove i feretri erano giunti poco prima delle 9. I primi a rendere omaggio ai caduti sono stati i vertici militari con il Capo di Stato maggiore della Difesa, ammiraglio Gianpaolo di Paola, il capo di stato maggiore dell'esercito generale Filiberto Cecchi e il generale Luciano Gottardo, comandante generale dell'arma dei carabinieri.

Subito dopo è stata la volta delle istituzioni, rappresentate dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta e dal presidente della Consulta, Annibale Marini, e del mondo politico, che ha visto presente tutto il vertice dell'Unione, con una delegazione guidata da Romano Prodi, accompagnato dal leader della Margherita Francesco Rutelli e dai vertici dei Ds, Piero Fassino e Massimo d'Alema, giunti insieme con Marco Minniti.

Nel pomeriggio arrivano il ministro dell'Interno Pisanu, il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa e il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga che annuncia che non andrà ai funerali per non essere partecipe delle "ipocrisie di Stato". Un affettuoso saluto ai parenti è stato dato anche dalla vedova di un altro italiano morto in Iraq, Nicola Calipari, la neo senatrice Rosa Villecco. Visite senza commenti, affidati soltanto al generale Cecchi: "E' una giornata di grande lutto per tutto il paese. Questi ragazzi sono, erano dei fedeli servitori dello Stato, quindi meritano il rispetto e la gratitudine di tutti noi".

Un affetto che si è concretizzato con le centinaia di persone che hanno voluto essere presenti e che si sono messe in fila per entrare nella camera ardente: numerosi baschi bordò dei parà in congedo, tanti mazzi di fiori, qualche bandiera e coccarda tricolore. Nel corso della mattinata, poi, la fila si é esaurita ed è diventata un afflusso regolare di persone, anche di turisti, e di tante famiglie, anche con i bambini piccoli. Una in particolare portava la tuta con la scritta Italia, madre, figlio e papà con in testa il basco. "Ho portato un saluto ai giovani che sono caduti per la patria - ha detto un ex militare - ma bisognerebbe parlare di questi ragazzi quando sono vivi, invece che in queste tristi occasioni".

Non si è registrata alcuna contestazione, solo il rammarico espresso a mezza voce da un anziano: "Siamo stanchi di questa guerra", a cui ha fatto seguito il commento di una donna: "dovevamo andare via prima". La piccola chiesa è stata di continuo gremita di parenti, amici e colleghi dei tre militari uccisi in Iraq, in particolare dai tanti carabinieri e parà di ogni grado in divisa e in borghese, che si sono fermati anche fuori per ricordare i commilitoni. Numerosi i messaggi di solidarietà lasciati nel libro delle firme, tra i quali anche un "Siete degli eroi". La camera ardente è rimasta aperta fino alle 19 e riaprirà lunedì mattina alle 9 per chiudersi definitivamente alle 19. Martedì le esequie solenni a Santa Maria degli Angeli.

La moglie di Ciardella: "Lo immagino sorridente"
"Lo immagino mentre mi sorride". Nella camera ardente allestita nella piccola cappella del policlinico militare Celio, accanto alla bara del capitano Nicola Ciardelli, la moglie Giovanna Netta si fa forza ricordando i momenti felici passati col marito, ucciso giovedì scorso a Nassiriya. E pensando al piccolo Niccolò, due mesi e mezzo, che mercoledì verrà battezzato a Pisa, alla presenza della salma del padre.

Tanta gente entrata alla camera ardente si è detta ammirata dal coraggio e dalla compostezza dimostrati dalla vedova, che ha testimoniato il suo orgoglio per il marito. Oggi, vestita di nero, gli sta accanto, accarezzando la sciabola ed il basco amaranto, simbolo della Brigata Folgore, posti sopra il feretro avvolto dalla bandiera tricolore. In piedi, davanti alla bara, due parà vegliano sul loro compagno caduto in Iraq. Vicino a Giovanna, come sempre fin da giovedì scorso, la psicologa dell' esercito, tenente Mara Sampietro.

"La signora Ciardelli - ha spiegato la giovane ufficiale - sta mantenendo tantissima calma: è molto affranta, ma felice di essere vicina al marito in questo momento. Mi ha detto: sono orgogliosa di lui e immagino che in questo momento lui mi stia sorridendo". Secondo la psicologa, "questo per la signora è importante, deve immaginare scene di ricordo positive".

E la forza per andare avanti, come la vedova ha detto sabato al capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, che la consolava all' arrivo dei feretri all' aeroporto di Ciampino, le arriva anche dal piccolo Niccolò, che crescerà senza il padre. Il battesimo del bambino è in programma per mercoledì prossimo a Pisa, in occasione della cerimonia funebre di tumulazione di Ciardelli. "Così - ha aggiunto il tenente Sampietro - saranno insieme anche in quel momento, perché la signora aspettava il rientro del marito per battezzare il piccolo".

Per Nicola Ciardelli ed i suoi due sfortunati compagni ci saranno le esequie solenni dopodomani a Roma. Lo stesso giorno, nel pomeriggio, la salma del capitano - promosso maggiore per onorare il suo sacrificio - sarà trasferita a Pisa, dove sarà vegliata per tutta la notte, presso la Cappella del Centro Militare di Paracadutismo, dagli uomini della Folgore. La camera ardente sarà aperta dalle 19 fino alle 9.30 del mattino seguente. La salma sarà quindi portata nella Chiesa di S.Nicola, dove il vescovo di Pisa, monsignor Alessandro Plotti, battezzerà il figlio del caduto. Giovanna Netta ha infatti voluto che il battesimo fosse celebrato come se il padre fosse presente. Assieme al piccolo Niccolò, sarà battezzato anche Matteo, figlio di Francesca, la sorella di Nicola Ciardelli, nato lo scorso 24 aprile. (Fonte: ANSA).

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