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LA CLONAZIONE DI EVA, CONDANNA UNANIME DEGLI SCIENZIATI

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«Questa tecnica è stata già sperimentata più volte sugli animali. Dal punto di vista delle procedure sappiamo come fare. (...) Clonare un animale, così come un essere umano, non richiede apparecchiature eccezionali. Basta una laboratorio ben attrezzato. Quanto alla dottoressa Boisselier, conosco il suo nome solo dagli articoli dei giornali. Non ho mai letto una sua pubblicazione scientifica e non ho la più pallida idea di quali siano le sue competenze». Comincia così l'intervista a «Repubblica» del premio Nobel Renato Dulbecco dopo l'annuncio della Clonaid. «La clonazione - continua il professore - è un intervento molto delicato e incerto. Negli animali abbiamo visto che un gran numero di embrioni clonati muore durante la gestazione. Anche quando riescono a nascere, questi individui presentano sempre dei problemi. Possono essere obesi, soffrire per un cattivo funzionamento dei reni o degli altri organi. Che io sappia non esiste un solo animale che sia cresciuto in maniera perfettamente normale».

L'annuncio della nascita in un paese non ancora specificato della prima bambina clonata, di nome Eva, è stato dato venerdì 27 dicembre, in Florida, dal direttore scientifico della Clonaid Brigitte Boisselier, che non ha fornito prove ma ha assicurato che nei prossimi giorni un esperto genetista imparziale prenderà un campione di Dna da Eva e lo confronterà con quello della madre, da cui è stato prelevato. Secondo la Boisselier, la bambina è in salute e la sua famiglia è molto felice: tra tre giorni potrà andare a casa dove sarà però seguita da un team di medici.

La società americana Clonaid è collegata ai «Raeliani» che credono che la stirpe umana sia stata creata dagli extraterrestri. L'associazione che prende il nome dal fondatore Claude Vorihon - che si proclama profeta e si fa chiamare Rael – riunisce 55.000 persone sparse per il mondo.

Secondo il direttore dell'Istituto di genetica molecolare dell'Accademia russa delle Scienze, Ievgheny Sverdlov, l'eventuale clonazione «potrebbe diventare un vero incubo». «Si sono verificate varie anomalie dello sviluppo» precisa Sverdlov ricordando che la pecora Dolly oltre a una serie di patologie «ha mostrato tutti i sintomi dell'invecchiamento precoce». Per lo scienziato russo l'individuo clonato «potrebbe essere trasformato in un vecchio all'età di trent'anni».

«Non so quanto ci sia di veritiero - ha dichiarato a La Stampa » mons. Elio Sgreccia, direttore del dipartimento di Bioetica dell'università Cattolica - questi annunci devono essere pubblicati da riviste od organi scientifici. In questi tempi registro una specie di delirio, diciamo di corsa all'annuncio strepitoso, di chi è primo ad arrivare, di chi è più bravo nella manipolazione che risulta la più choccante. Questo è sempre pericoloso, anche quando non fosse vero. Perché addomestica il pubblico ad aspettarsi di tutto e presenta una scienza che va a coprire la fantascienza piuttosto che a curare le malattie». «Sono preoccupato in ogni caso - continua mons. Sgreccia - mi sembra comunque un atteggiamento che deve essere represso. E a questo punto, dal momento che c'è una presa di posizione universale almeno per quanto riguarda la clonazione riproduttiva (la Chiesa e parte dell'opinione pubblica sono contrarie anche a quella terapeutica che risulta sempre più inutile e comunque immorale) è ora di passare alle proibizioni di fatto. È ora anche di dare delle proibizioni penali perché si tronchi questa voglia di fare la bomba atomica in biologia. Abbiamo ben altro a cui pensare per il bene dell'umanità e di tante persone affette da malattie non ancora domate».

Sulla vicenda è intervenuto anche il Vaticano con una dichiarazione del portavoce Joaquin Navarro-Valls: «L'annuncio, senza elemento alcuno di prova, ha sollevato già lo scetticismo e la condanna morale di gran parte della comunità scientifica internazionale. Ma già l'annuncio stesso è espressione di una mentalità brutale, priva di qualsiasi considerazione etica ed umana».

Il sito dei raeliani

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