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LIBANO: PORTAVOCE UNIFIL, TUTTI I FERITI FUORI PERICOLO DI VITA

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(ASCA) - Nessuno dei sei feriti italiani coinvolti nell'esplosione che ha investito un mezzo Unifil delle Nazioni Unite nel sud del Libano è in pericolo di vita. Lo ha confermato all'ASCA il portavoce Unifil Andrea Tenenti, precisando che in queste ore stanno giungendo sul luogo dell'esplosione team specializzati per analizzare le dinamiche dell'attacco. Tutti i feriti sono stati trasportati nell'ospedale di Hammoud, a pochi chilometri da Sidone.
Il nostro impegno in Libano. Un totale di 1.780 militari, compresa la componente navale. Questo l'impegno del nostro paese all'Operazione “Leonte” in Libano, nell'ambito della missione Unifil. Nella stessa missione operano anche due 'Battle Group' di manovra, un gruppo di supporto che garantisce il sostegno logistico al contingente, unità specialistiche (genio, trasmissioni, Cimic, Nbc, Eod e nuclei cinofili), assetti dell'aviazione dell'Esercito ed una componente di Polizia Militare dell'Arma dei Carabinieri.
Il comando del contingente è stanziato nella base “Millevoi” presso Shama (sede anche del Comando del Settore Ovest di Unifil), mentre le unità di manovra e i supporti sono suddivisi tra le basi di Ma' Araka, Al Mansuri, Zibqin, Bayyadah, Hariss e Shama. Nell'ambito del Contingente nazionale operano anche unità di paesi quali Brunei, Francia, Ghana, Corea del Sud, Slovenia e Malesia. In Libano sono impegnati anche una componente dell'Aviazione dell'Esercito costituita da elicotteri AB-212, con compiti d'evacuazione sanitaria, ricognizione, ricerca e soccorso e collegamento, con base a Naqoura. Per quanto riguarda, invece, la componente navale, nelle acque prospicienti le coste libanesi, questa è finalizzata “ad impedire il traffico di armi illegali dal mare verso il Libano”.
La missione Unifil è nata con la Risoluzione 425 adottata dal 19 marzo 1978 da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a seguito dell'invasione del Libano da parte di Israele (marzo 1978). Successive Risoluzioni hanno prorogato, con cadenza semestrale, la durata della missione.

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