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LIBERTÀ RELIGIOSA: RAPPORTO SULLE DISCRIMINAZIONI DEI CRISTIANI IN EUROPA

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Parole chiave: cristiani perseguitati (551), europa (111), osce (9)

Quaranta pagine dove vengono passati in rassegna fatti e situazioni di discriminazione e intolleranza ai danni dei cristiani nei diversi Paesi europei: Francia, Italia, Spagna, Germania, Regno Unito, Svezia fino a raggiungere la Turchia, la Grecia, l'Albania. E' il Rapporto stilato dall' “Osservatorio sulla intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa” e presentato oggi a Vienna in occasione del “Meeting” sulla libertà religiosa promossa dall'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce). Il Rapporto (clicca qui ) è diviso in paragrafi tematici. Nei capitoli riservati alla libertà di coscienza e di espressione, viene ricordato il tentativo portato avanti in ottobre da una parlamentare britannica di convincere l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa di adottare un provvedimento che avrebbe limitato il diritto dei medici all'obiezione di coscienza in caso di aborto. Viene citato anche il caso del primate della Chiesa cattolica belga, mons. André Leonard, accusato in novembre di omofobia per aver espresso una posizione controversa relativa alla malattia dell'Aids. Si segnalano poi casi di mancato rispetto verso i luoghi pubblici religiosi come il caso della provocazione organizzata a febbraio da un gruppo di attivisti gay di fronte alla cattedrale di Notre-Dame.
I cristiani sono discriminati anche nei luoghi di lavoro. In Spagna, nel 2008, un giudice è stato sospeso perché non ha accolto la richiesta di adozione di una bambina da parte del partner dichiaratamente lesbica. In Europa infine si registra anche la difficoltà dei genitori di educare i figli secondo le proprie convinzioni religiose. E' il caso soprattutto dei corsi di educazione sessuale previsti nei sistemi scolastici di Austria, Germania e Regno Unito. Sotto i riflettori dell'Osservatorio, ci sono anche i mezzi di comunicazione soprattutto quando favoriscono il diffondersi di stereotipi negativi nei riguardi dei cristiani. Nel Rapporto si citano l'adattamento cinematografico del libro di Dan Brown “Angeli e Demoni” e la popolare soap britannica “Coronation Street” che va in onda sulla Bbc che presenta il cristianesimo come fatto “ridicolo e assurdo”. Un capitolo a parte è riservato alle “diffamazioni e agli insulti”. Il documento ricorda quando in un incontro sugli abusi sessuali sui minori nel Parlamento Europeo (maggio 2010), si è detto che la Chiesa cattolica stava proteggendo i criminali e che il suo comportamento era “comparabile a quello della mafia siciliana”. In Ungheria, durante un talk show di grande successo (andato in onda in gennaio), si è affermato che “la vita di un bambino può essere distrutta da due cose: il cristianesimo e la pornografia”.
Sotto accusa sono anche le opere d'arte che non rispettano l'identità e le convinzioni religiose. Tra i casi denunciati, il Rapporto menziona il programma televisivo italiano “Annozero” (aprile 2009) durante il quale si sono mostrate delle vignette satiriche rappresentanti la Croce. Un capitolo a parte è riservato alla rimozione dei simboli religiosi. “Indossare o esporre simboli religiosi – si legge nel Rapporto – è un elemento costitutivo della fede”. Viene ovviamente citata la sentenza della Corte Europea dei diritti umani relativa alla rimozione del crocifisso dalle scuole pubbliche italiane e vengono segnalati casi simili in Germania e in Inghilterra. Il Rapporto esplora infine gli atti di dissacrazione e vandalismo contro le Chiese e i luoghi religiosi come i cimiteri. Ma la violenza colpisce purtroppo anche direttamente i cristiani. I casi si riferiscono soprattutto alla Turchia, con il tragico assassinio del vescovo Luigi Padovese. “Chiediamo ai governi dei paesi europei – conclude il Rapporto - di garantire la libertà di religione e di credo, la libertà di espressione e il diritto alla obiezione di coscienza”. L'appello si rivolge anche all'Unione europea e alle istituzioni internazionali sui diritti umani perché incoraggino i governi a “monitorare attentamente sulla situazione dei cristiani”.
Sir

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