Toscana
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Latte ovino. Regione a Granarolo-Alival: no calo prezzi

Granarolo e Alival stanno comunicando negli ultimi giorni agli allevatori toscani, in particolar modo di Grosseto, Siena e Pisa, la disdetta dei contratti di fornitura di latte ovino. Le prospettive dell'agricoltura toscana sono messe a rischio nel 2019 da una possibile frenata della domanda mondiale del formaggio Dop. In aiuto dei pastori toscani, tuttavia, interviene la Regione.

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Pecore al pascolo

L'assessore all'Agricoltura, Marco Remaschi, ha incontrato oggi tutte le associazioni di categoria. Al termine del vertice lancia un ammonimento alle due società: «Siamo molto preoccupati. In settimana incontreremo sia Alival che Granarolo per capire la portata di questa loro scelta, ma anche le loro motivazioni – afferma -. Se la spiegazione è legata solo a un abbattimento dei prezzi non siamo d'accordo, perché il latte toscano è di grande qualità, siamo interessati a fare in modo che il mondo allevatoriale resti sul territorio». Remaschi annuncia un tavolo latte della Regione. Sarà quella la sede di confronto col mondo produttivo. Fin da ora, ad ogni modo, intende lanciare un messaggio a Granarolo e Alival: «Se la loro politica è di incidere solamente sulla diminuzione dei prezzi per noi questo approccio è insostenibile».

L'assessore vedrà nei prossimi giorni anche gli oltre 130 trasformatori impegnati nel settore: «Dobbiamo capire quali sono le opportunità legate all'utilizzo del formaggio Dop, in relazione ad esempio al pecorino toscano fatto dal caseificio di Manciano così come rispetto a quello delle balze volterrane che vede una costante crescita della domanda di consumo dall'estero».

In effetti, fa notare, «siamo andati pochi giorni fa in Canada e il pecorino Dop è molto, molto richiesto. È in continua crescita. È chiaro che non si possono collocare 5-6 milioni di litri di latte con uno schiocco di dita, abbiamo la necessità di fare una seria programmazione». La Toscana, del resto, mira a valorizzare anche il mercato interno. Per farlo spingerà, dove possibile, per un'aggregazione dei trasformatori e di pari passo sulla promozione dei prodotti. Più in generale, sostiene, «la filiera ha bisogno di ragionare e di stare insieme». Intanto, il mondo produttivo incassa una difesa d'ufficio della Regione sul nodo più spinoso della contesa con i due grandi marchi del latte: «Non potremmo accettare un ulteriore calo dei prezzi, perché renderebbe impossibile la presenza delle aziende sui mercati».

Fonte: Agenzia Dire
Latte ovino. Regione a Granarolo-Alival: no calo prezzi
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