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Livorno, esplosione in un serbatoio: due operai morti

Due operai sono morti a Livorno in seguito ad un’esplosione di un serbatoio all’interno del porto industriale. Il serbatoio scoppiato si trova all’interno del deposito costiero della società Neri: è il numero 62 e a quanto si apprende conteneva acetato di metilene. Domani sciopero di 8 ore e fiaccolata a Livorno.

Il luogo dell'esplosione

Oltre alle due vittime, c’è almeno un altro operaio ferito gravemente. Sul posto ci sono i Vigili del fuoco che stanno lavorando per mettere in sicurezza la zona, anche se non si è sviluppato nessun incendio, probabilmente perché il serbatoio era stato svuotato. La zona del deposito è stata completamente evacuata.

«Si tratta dell'ennesimo inaccettabile incidente che ci deve spingere ad incrementare le azioni di prevenzione in tutti i settori». Così il segretario generale Uiltec, Paolo Pirani, in merito al grave incidente verificatosi nel porto di Livorno. Secondo le prime informazioni i due operai deceduti sarebbero dipendenti di una ditta specializzata nelle bonifiche. «Occorre accertare le responsabilità- ha spiegato il leader sindacale-, perché incidenti e infortuni avvengono con maggiore frequenza per le attività di manutenzione e terziarizzazione. Non è ammissibile assistere passivamente a queste tragedie, occorre implementare l'impegno della sicurezza sui luoghi di lavoro». Il segretario generale e la Uiltec tutta esprimono il massimo cordoglio e si stringono attorno alle famiglie delle vittime.  

«Nell'esprimere profondo cordoglio per i due lavoratori vittime del gravissimo incidente verificatosi al porto di Livorno, non possiamo non rilanciare l'allarme e la denuncia per la preoccupante inversione di tendenza sul versante della sicurezza nei luoghi di lavoro, che si registra ormai da alcuni mesi. È tempo che tutti, a partire dalle Istituzioni, facciano la loro parte». Così Franco Martini, segretario confederale della Cgil. «La nostra preoccupazione- prosegue- è aggravata dalla coincidenza con la ripresa economica in atto, a dimostrazione che prevenzione e qualità del lavoro non costituiscono ancora il punto cardinale di questa crescita». Il dirigente sindacale ricorda poi che «l'Italia è uno degli ultimi Paesi della Comunità Europea a non aver messo ancora a punto la propria strategia nazionale per la sicurezza sul lavoro», e sostiene che sia inoltre necessario «combattere contro l'aumento della precarizzazione del lavoro, che avviene con il massiccio ricorso agli appalti e con la moltiplicazione dei contratti pirata. Le imprese- sottolinea- devono investire in formazione e innovazione». «Le indagini verificheranno le responsabilità, che andranno colpite con il massimo rigore. Ma- aggiunge il segretario confederale- occorre una straordinaria mobilitazione nazionale per restituire nuova dignità al lavoro. Cgil, Cisl e Uil, proprio per rilanciare l'impegno di tutto il mondo del lavoro - conclude Martini - dedicheranno la manifestazione nazionale del Primo Maggio al tema della sicurezza».

Le organizzazioni sindacali Cgil Cisl e Uil, in un comunicato, si stringono attorno «alle famiglie dei lavoratori», «esprimono le più sentite condoglianze interpretando il pensiero di tutti i lavoratori» e proclamano «per la giornata di domani 29 marzo una prima azione di 8 ore di sciopero. Lo sciopero sarà articolato dalle categorie nell’arco della giornata, saranno esclusi dallo sciopero tutti i lavoratori che sono assoggettati al rispetto della legge 146 sull’autoregolamentazione al diritto di sciopero».
I sindacati, inoltre «in memoria di questi lavoratori e per rimettere al centro la sicurezza afffinchè questi episodi non accadono più promuovono una fiaccolata chiamando tutti i cittadini a partecipare. Il corteo partirà alle 21 da Piazza della Repubblica e terminerà davanti all’Autorità Portuale».

Fonte: Agenzia Dire
Livorno, esplosione in un serbatoio: due operai morti
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