Toscana

Livorno, per la prima volta al ballottaggio

Per la prima volta nella sua storia Livorno ricorrerà al ballottaggio per scegliere il proprio Sindaco.

Marco Ruggeri, il candidato del Pd, sarà sfidato il prossimo 8 giugno da Filippo Nogarin del Movimento Cinque Stelle.

Un risultato clamoroso se si pensa al trionfo riportato dal Partito Democratico a livello nazionale e praticamente in tutti i comuni e regioni dove si è votato per le elezioni amministrative.

Marco Ruggeri candidato sindaco del Pd, sostenuto anche da altre quattro liste (Sel, Idv, Socialisti e una lista civica), ha raggiunto il 40% dei consensi, il 12% in meno di quelli ottenuti dal solo Pd  nelle elezioni europee che si sono svolte in contemporanea.

L’elezione del nuovo sindaco di Livorno si presentava già alla vigilia come una sfida storica. Tanti candidati come in questa occasione non c’erano mai stati; la sfida era al blocco politico che ha governato la città praticamente da settanta anni, dalla fine della seconda guerra mondiale.

Sono cambiati i nomi dei partiti, con il muro sono crollate le ideologie che hanno caratterizzato il Novecento, ma la città di Livorno sostanzialmente è stata governata sempre dal partitone di sinistra.

Dopo le elezioni politiche del 2013, che avevano fatto parlare qualcuno di un tramonto rosso, questa tornata elettorale si presentava molto incerta, ma l’effetto Renzi avrebbe potuto confermare l’egemonia del PD anche in questa occasione. Qualche presagio negativo per il Pd si poteva però  trarre dalla rinuncia dell’ultima ora del Presidente del Consiglio a chiudere personalmente la campagna elettorale livornese come è successo invece a Firenze e Prato.

Al candidato del Pd si contrapponevano tanti candidati, espressione delle forze politiche del centrodestra, in ordine rigorosamente sparso, il candidato del Movimento 5 stelle, che lo scorso anno a Livorno aveva raccolto il 27% dei consensi, alcuni candidati rappresentativi della sinistra alternativa al Pd e altre liste civiche variamente caratterizzate. In tutto undici candidati che manifestavano una polverizzazione partitica mai vista a Livorno.

Sarà l’ingegnere aereospaziale Nogarin. espressione del M5S, a sfidare Ruggeri, già capogruppo del Pd in Consiglio Regionale, per diventare sindaco. Una situazione inedita a Livorno che presenta parecchie incognite, anche se il vantaggio di Ruggeri al primo turno è molto corposo (quasi il 20%) avendo raccolto di fatto più del doppio dei voti di Nogarin.

Sarà fondamentale il ruolo degli elettori della lista civica Buongiorno Livorno che, con Andrea Raspanti, ha conteso il secondo posto al Movimento fondato da Grillo raccogliendo oltre il 16% dei voti. Deludente il risultato del centro destra che, con almeno quattro candidati sindaco che facevano riferimento a quell’area, non ha raggiunto numeri significativi al primo turno e non sembra quindi prevedibile che possa risultare determinante al ballottaggio.

Sullo sfondo di questa sfida una città in piena crisi, in cui le situazioni di povertà aumentano ogni giorno e la burocrazia sembra soffocare qualsiasi tentativo di rilanciare l’economia locale, in particolare quella portuale, la più importante della zona. Lo ha sostenuto con grande passione anche il vescovo Simone Giusti in occasione della festa patronale di Santa Giulia quando, dal pulpito della cattedrale, ha detto: «Per i poveri si può fare la rivoluzione».

Se in tutto il resto di Italia nei prossimi giorni il Pd potrà festeggiare il trionfo di Renzi, a Livorno si prospettano quindi giorni caldissimi in vista di una sfida politica che, non solo a livello simbolico, vale moltissimo.