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MEDIO ORIENTE, CARITAS LIBANO: URGENTI VERI CORRIDOI UMANITARI

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“Il fatto che Israele dica di aver autorizzato l'apertura di corridoi umanitari non è che pura propaganda mediatica. Quello che chiediamo sono veri corridoi umanitari e spazi finalizzati al passaggio di ministri e ambasciatori”: lo ha detto alla MISNA padre Louis Samaha, presidente della Caritas Libano, contattato stamani per telefono a Beirut a poche ore dal bombardamento di quattro ponti a nord della capitale.

“Con i raid israeliani di stamani sono stati distrutti i principali ponti che collegano Beirut a Tripoli, rendendo la situazione ancora più problematica e insostenibile” aggiunge il responsabile dell'organismo umanitario cattolico, che in Libano conta 38 sedi in tutto il paese e 3.700 volontari. “Per di più le strade per la Siria erano già impraticabili da alcuni giorni per i danni provocati dalle bombe”. Ventiquattro giorni di offensiva israeliana in Libano – iniziata il 12 luglio – secondo padre Samaha hanno provocato “circa 870 vittime, quasi 3.400 feriti e circa 850.000 sfollati, anche se purtroppo questo bilancio si aggrava di ora in ora”.

La situazione umanitaria è sempre più critica, “soprattutto nel sud del paese, dove gli abitanti dei villaggi isolati non ricevono alcuna assistenza da oltre 15 giorni perché è impossibile raggiungerli a causa dell'insicurezza per i nostri operatori” dice ancora alla MISNA il presidente della Caritas Libano. “Le autorizzazioni a far atterrare voli umanitari vengono concesse da Israele col contagocce e non sono sistematiche, contrariamente a quello che si vuole far credere”. In aggiunta, spiega, “non ci sono autorizzazioni per le navi-cisterna che trasportano carburante e altri prodotti indispensabili; non c'è benzina per i camion che trasportano aiuti alimentari” sostiene padre Samaha.

Secondo la Caritas Libano, le “prime vittime del conflitto sono bambini, ammalati e feriti. Gli ospedali hanno un grande bisogno di medicinali sia per le urgenze che per gli ammalati cronici”.

Da Roma, l'allarme sulla situazione umanitaria in Libano è rilanciato dalla Caritas Italiana: “Nessuno vuole veramente fermare le armi e questo conflitto continua a mietere vittime” afferma il direttore, monsignor Vittorio Nozza, in un comunicato. "Perché i corridoi umanitari promessi tardano ad entrare in funzione?".
Misna

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