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MISSIONARIO RAPITO NELLE FILIPPINE: APPELLO DI PADRE ZANCHI (SUPERIORE PIME) AI RAPITORI, «FATEVI VIVI»

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“Fateci sapere chi siete e perché avete rapito padre Bossi”: è un appello “molto concreto” quello rivolto oggi al SIR da padre Gian Battista Zanchi superiore generale del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) ai rapitori di padre Giancarlo Bossi, il missionario del Pime rapito ieri nell'arcipelago di Mindanao nelle Filippine, nel villaggio costiero di Bulawan. “Stamattina ho parlato con il superiore locale ma ancora nessuno ha fatto rivendicazioni – dice padre Zanchi -. Domani l'arcivescovo e altre autorità locali dovrebbero incontrare il colonnello della zona dove è stato sequestrato padre Bossi. Siamo in grande attesa. Finché non si hanno notizie su chi sono i responsabili del gesto abbiamo davanti solo un punto interrogativo. Almeno se qualcuno rivendica pian piano iniziano i contatti. Aspettiamo che qualcuno si faccia vivo e si prenda la responsabilità del sequestro, per capire perché lo abbiano rapito”. I ribelli del Moro islamic Liberation front (Milf) - che con l'altro gruppo Abdulsalam sono in trattative con il governo per un accordo di pace, ndr - hanno negato qualsiasi coinvolgimento con il sequestro, “però uno dei capi ha appena lasciato il partito – ricorda padre Zanchi – e viene accusato di questo gesto”.

Citando l'altro sequestro di un missionario del Pime avvenuto nel 1998, quando il sacerdote rimase ostaggio dei rapitori per 68 giorni, padre Zanchi ricorda che “anche allora i motivi erano dovuti ad una spaccatura all'interno di un gruppo grosso, con alcuni contrari agli accordi di pace con il governo e che vogliono lottare per l'indipendenza di Mindanao. Quando accade così è un po' più pericoloso perché possono passarsi i prigionieri da un gruppo all'altro e non si riesce mai a capire chi sono i diretti responsabili”. Padre Zanchi, come gli altri missionari del Pime, si è chiesto perché abbiano preso di mira padre Bossi, “che è benvoluto dalla gente, ha sempre lavorato per i poveri, non ha nemici personali”: “Lo stesso Milf ha ammesso che non avrebbe mai compiuto un gesto simile perché sa cosa i missionari stanno facendo per la gente”. “La notizia – aggiunge padre Zanchi - ci ha sorpreso tantissimo perché solo un mese fa era stato in visita da lui il superiore del Pime locale e avevano parlato anche dei possibili rischi, visto che in zona girano anche dei pirati. Ma padre Bossi aveva rassicurato che era in una botte di ferro. Invece è successo proprio a lui”. I superiori del Pime sono in stretto contatto con l'unità di crisi della Farnesina e sperano che accada come per “l'altro caso, quando i rapitori si sono fatti vivi dopo due o tre giorni dal sequestro”.

Sir

MISSIONARIO RAPITO NELLE FILIPPINE: APPELLO DI PADRE ZANCHI (SUPERIORE PIME) AI RAPITORI, «FATEVI VIVI»
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