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Manovra. A Firenze sit-in pensionati: non siamo un bancomat

«Ancora una volta siamo il bancomat del governo. Ma stavolta i pensionati non ci stanno». Lo sottolineano i sindacalisti di Cgil, Cils e Uil nel corso del presidio organizzato in via Cavour, sotto la Prefettura di Firenze, per protestare contro la legge di stabilità.

Parole chiave: Pensioni (31)
Sit in di protesta dei pensionati sotto la Prefettura di Firenze

«In tre anni – aggiungono - la manovra del governo sottrae 2,5 miliardi dalle tasche dei pensionati intervenendo nuovamente sull'adeguamento delle pensioni all'inflazione. I pensionati vogliono far sentire la propria voce per denunciare l'ipocrisia del governo, che con una mano sembrerebbe dare ma con l'altra certamente toglie».

L'impegno, spiega Silvano Pini, segretario dello Spi Cgil di Empoli, era quello di rivalutare le pensioni, invece la manovra colpisce le pensioni superiori a tre volte il minimo». Una scelta «che incide molto su quelle medio-basse, con una decurtazione che potrebbe aggirarsi tra i dieci e i venti euro al mese». Qui, continua, «non stiamo parlando delle pensioni d'oro, su cui potremmo essere d'accordo, ma del lavoro di una vita, di 40 anni di contributi». Una pensione «da 1.300 euro netti, per un lordo intorno ai 2.000, avrà una decurtazione assai cospicua con la manovra», aggiungono dalla Cisl. «Nel 2016 e nel 2017, infatti, abbiamo firmato un accordo che ci avrebbe garantito, dal primo gennaio 2019, la rivalutazione delle pensioni in base alla legge Letta. Ma questo patto è sparito».

Fonte: Agenzia Dire
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