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Mattarella a Sant’Anna di Stazzema, “essere vigili, germe dell’odio non è sconfitto”

“A Sant'Anna si è compiuta una strage di civili tra le più efferate e sanguinose della seconda guerra mondiale”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Sant'Anna di Stazzema per la celebrazione del 50° anniversario del conferimento della Medaglia d'Oro al Valor militare alla città.

Mattarella a Sant’Anna di Stazzema

"Bene fanno gli storici - aggiunge- a continuare la ricerca tra i punti che restano ancora da unire in quella tremenda giornata. La consistenza effettiva dei partigiani nella zona, dopo le divisioni interne alla brigata e i ripetuti scontri con i tedeschi nei giorni precedenti. La presenza e le responsabilità di fascisti accanto ai reparti tedeschi che compirono il rastrellamento a Stazzema. L'incursione di sciacalli che provarono a strappare le poche cose di valore a chi era stato da poco ucciso. Oltraggio che si aggiunse all'oltraggio".

Continua il Capo dello Stato: "Avete reclamato giustizia quando la coltre di dolore e di silenzi impediva di ricomporre per intero le stesse sequenze dell'eccidio. Non è stato facile risalire lungo i sentieri della verità. Ma siete riusciti a raggiungere traguardi importanti, disvelando protagonisti, responsabilità, crudeltà, comprese le folli motivazioni che resero possibile tanto orrore. La nostra civiltà democratica non è sorta dal nulla. E’ nata perché chi ha conosciuto l'orrore ha promesso solennemente alle nuove generazioni che mai più quell'orrore si sarebbe ripetuto. Questa promessa è iscritta nella nostra Costituzione, dove i diritti sono legati ai doveri di solidarietà, dove l'uguaglianza non è soltanto un orizzonte ma un impegno incessante a rimuovere gli ostacoli, le discriminazioni, le ingiustizie.

"Eppure dobbiamo essere vigili: germe dell'odio non è sconfitto per sempre. Il timore del diverso, il rifiuto della differenza, la volontà di sopraffazione, sono sentimenti che possono ancora mettere radici, svilupparsi e propagarsi. Il processo di costruzione europea è stato la proiezione esterna, lo sviluppo coerente dei principi che hanno ispirato la Resistenza e unito il popolo italiano attorno alla sua Carta costituzionale. Sono comparse - ricorda - scritte contro ebrei sui muri e persino su porte di abitazioni. Folli e fanatici assassini hanno colpito cittadini inermi in borghi e quartieri della nostra Europa. Sono fenomeni limitati ma che non possono essere sottovalutati. Perché puntano a colpire i principi, le fondamenta della convivenza, la stessa memoria. La memoria non appartiene mai soltanto al passato ma è parte della nostra vita e della costruzione del futuro".

Fonte: Agenzia Dire
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