Toscana
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Dal n. 2 del 13 gennaio 2002

Misericordie a dimensione mondiale

Una maggiore attenzione alla dimensione internazionale ma anche un richiamo alle proprie radici. Sono questi i propositi per il 2002 del presidente della Confederazione delle Misericordie italiane Gianfranco Gambelli che dal dicembre scorso guida anche la Confederazione internazionale.
DI SIMONE PITOSSI

DI SIMONE PITOSSI
Una maggiore attenzione alla dimensione internazionale ma anche un richiamo a non perdere le proprie radici. Sono questi i propositi per il 2002 del presidente della Confederazione delle Misericordie italiane Gianfranco Gambelli che dal dicembre scorso guida anche la Confederazione internazionale.

Ma sul tappetto ci sono anche problemi di casa: innanzitutto quello del piano sanitario presentato dalla Regione Toscana che, per le Misericordie, potrebbe nascondere delle insidie. Gambelli è allerta: «Al primo punto della nostra agenda c'è la questione del piano sanitario regionale che un po' ci preoccupa per le implicazioni che potrebbe avere soprattutto per ciò che riguarda la nascita delle “società della salute”». Qual è il pericolo più grosso? «Il rischio maggiore – risponde – è lo snaturamento del volontariato, il considerarlo un apporto di lavoro. Per il momento sono solo rischi, non c'è niente di concreto ma noi dobbiamo sempre tenere alta l'attenzione».

Gambelli dal 1982 è presidente della Confraternita di Castelfiorentino. E, per questo, ha sempre un occhio di riguardo per le associazioni e per i volontari. «Dobbiamo impegnarci – sottolinea – affinché aumentino i volontari, intesi come persone dedite al servizio degli altri: oggi è sempre più difficile acquisirli e mantenerli nelle nostre associazioni. In un certo senso dobbiamo tornare all'antico: le Misericordie con le convenzioni e con l'apporto degli obiettori di coscienza hanno un po' perso quello stimolo e quella accortezza a tenersi il volontario. Ma non dobbiamo mai perdere di vista ciò che siamo: un'associazione di volontariato di estrazione cattolica. E allora non possiamo in alcun modo perdere o, ancor peggio, svendere i nostri principi di fondo in funzione dell'accaparramento dei servizi. Su questo non si devono fare sconti. Altrimenti perdiamo la nostra identità».

Oggi le Confraternite di Misericordia sono più di seicento – 400 in Toscana – diffuse su tutto il territorio nazionale, e raccolgono 670 mila iscritti, di cui 450 mila nella nostra regione. Di questi, un quarto è impegnato attivamente nei servizi assicurati grazie anche a 2.500 automezzi. «Le Misericordie – commenta i dati il presidente – vanno sempre avanti. I nostri 750 anni di storia testimoniano la facilità con cui le Misericordie riescono a trasformarsi per essere sempre all'altezza della situazione. Non passa settimana che io non vada ad inaugurare nuovi mezzi, nuovi ambulatori, nuove strutture per anziani. Questa eterna giovinezza viene dalla costante attenzione ai problemi del territorio. Le nostre associazioni, dalla più piccola alla più grande, non perdono mai l'occasione per far emergere i bisogni e per cercare di risolverli in modo concreto. Questo è il nostro fiore all'occhiello da sempre : fare opere in favore dei bisognosi».

I campi in cui operano i confratelli sono molteplici. In primo luogo le Misericordie assicurano il servizio di emergenza medica con ambulanze attive 24 ore su 24 e spesso attrezzate con medico a bordo. A questa attività si affiancano i servizi sociali e di teleassistenza, rivolti a disabili, anziani o portatori di handicap. Da anni le Misericordie sono attive anche sul fronte della protezione civile con gruppi attrezzati e specializzati pronti ad intervenire nell'arco di sei ore. Della Confederazione fanno poi parte 540 gruppi Fratres, da anni attivi nella donazione di sangue ed organi. Uno degli ultimi servizi attivati è quello dello sportello anti-usura che, in Toscana, in due anni di attività, ha erogato prestiti per più di cinque miliardi di lire a un tasso di interesse particolarmente vantaggioso.

Negli ultimi anni, poi, le Misericordie hanno allargato i propri confini di intervento, operando anche fuori dall'Italia: i volontari italiani, durante l'ultimo conflitto balcanico, hanno portato il loro aiuto in Albania e Kossovo dove sono impegnati ancora oggi. «Ogni Misericordia locale – osserva il presidente – ha la propria specificità e i propri programmi. Come Confederazione stiamo lavorando al cambio di sede che dal viale Matteotti sarà trasferita, sempre a Firenze, in dello Steccuto: avremo più spazio e quindi saremo più efficaci ed efficienti nei rapporti con i confederati. Per il 2002 daremo poi maggiore rilievo alla dimensione internazionale. In particolar modo vorrei indirizzare questa attenzione verso due fronti importanti: il primo, la costruzione del Seminario a Taiwan con il contributo di tutte le Misericordie d'Italia; il secondo è quello delle adozioni a distanza ed effettive di bambini del Terzo Mondo facendoci riconoscere come organizzazione autorizzata a fare questo tipo di servizio. Tutto ciò – conclude Gianfranco Gambelli – senza dimenticare il nostro impegno in alcuni Stati in situazione di emergenza e bisogno come il Kosovo».

Dove sono nel mondo
In tutto il mondo esistono circa 2.000 Confraternite di Misericordia, nate sull'esempio fiorentino e italiano, riunite in una Confederazione internazionale delle Misericordie, alla guida della quale dal dicembre 2001 è stato scelto il Presidente della Confederazione italiana, Gianfranco Gambelli. Il Portogallo è il paese che, dopo l'Italia, conta il più alto numero di Confraternite (circa 500). Ma le Misericordie sono oggi presenti anche in Spagna, Francia e altre nazioni d'Europa, ma pure in paesi extraeuropei, come Brasile (circa 300 confraternite), Argentina, Messico, Bielorussia, Russia, Mozambico, Timor Est, Macao, Angola, Sao Tomé, fino alla neonata Misericordia di Klina, in Kossovo, che ha chiesto ed ottenuto il 21 dicembre scorso, l'affiliazione alla Confederazione delle Misericordie d'Italia.

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