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Misericordie, «divisioni inaccettabili»

«Confido in uno spirito di collaborazione da parte di tutti. Non è accettabile questa divisione all'interno delle Misericordie». È fiducioso, ma deciso l'avvocato Mauro Giovannelli chiamato a presiedere la Commissione congiunta per ricomporre i contrasti tra la Confederazione nazionale delle Misericordie d'Italia e la cosiddetta Compagnia delle Misericordie con in testa le confraternite di Firenze e di Rifredi.

Parole chiave: volontariato (316), sanità (77), misericordie (157), regione toscana (1598)
Misericordie, «divisioni inaccettabili»

Confido in uno spirito di collaborazione da parte di tutti. Non è accettabile questa divisione all'interno delle Misericordie». È fiducioso, ma deciso l'avvocato Mauro Giovannelli chiamato a presiedere la Commissione congiunta voluta dall'arcivescovo Giuseppe Betori, presidente della Conferenza episcopale toscana, per ricomporre quello che il giurista pratese definisce un «conflitto ormai consolidato» tra la Confederazione nazionale delle Misericordie d'Italia e la cosiddetta Compagnia delle Misericordie con in testa le confraternite di Firenze e di Rifredi.

Avvocato tra i maggiori esperti di diritto amministrativo a livello italiano, Giovannelli è stato, a seguito degli accordi per la revisione del Concordato, membro della delegazione italo-vaticana che ha partecipato alla formulazione delle norme in materia di enti e beni ecclesiastici e alla definizione degli impegni finanziari dello Stato nei confronti della Santa Sede; è stato proposto (ovvero presidente) dell'Arciconfraternita della Misericordia di Prato dal 2000 al 2008 e tuttora fa parte del Magistrato (ovvero del Consiglio) della Misericordia di Prato. Dunque la persona giusta per tentare di ricomporre la frattura.

«Ho avuto molti colloqui – spiega Giovannelli – prima di raggiungere un accordo sulla composizione della Commissione e poi per ottenerne la nomina. Ho riscontrato una volontà molto decisa nel trovare un'intesa. In particolare da parte del presidente della Confederazione nazionale Gabriele Brunini, del presidente della Federazione regionale Alberto Corsinovi, del provveditore della Misericordia di Firenze Andrea Ceccherini e di quella di Rifredi Raul Caneschi. Adesso si tratta di verificare la reale disponibilità. Vedremo chi tira avanti e chi tira indietro, se prevalgano o meno questioni personali sui problemi reali e sulla necessità di risolverli. Verificheremo insomma la reale buona volontà e trarremo le nostre conclusioni».

La Commissione è composta da membri indicati dalla Confederazione nazionale (Maria Pia Bertolucci, Paolo Sanchini, Filippo Toccafondi e Alceste Santuari), da un membro indicato dalla Misericordia di Firenze (Alvise Revedin) e da uno indicato dalla Misericordia di Rifredi (Emanuele Spina).

La Commissione si riunirà nella seconda decade di luglio per esaminare ed affrontare i problemi più delicati e più difficili con cui si confronta il mondo delle Misericordie e concluderà i suoi lavori con la stesura di un documento che indichi alla Confederazione il percorso consigliato per la elaborazione e l'approvazione del nuovo Statuto.

«Compito della Commissione – precisa l'avvocato pratese – non è quello di riscrivere lo Statuto della Confederazione. Per questo ci sono gli organi preposti. Noi cercheremo di affrontare tutti i problemi che si sono manifestati in questi anni e per ognuno di questi proporremo una soluzione che poi, chi ne ha la competenza, possa tradurla nel nuovo Statuto».

A.F.
Intervista/1: Gabriele Brunini, presidente della Confederazione nazionale
di Claudio Turrini

«E' il momento in cui tutti dobbiamo fare uno sforzo di buona volontà. Devo dire che i segnali che mi arrivono anche da Firenze e Rifredi sono positivi e ringrazio il provveditore Ceccherini e il governatore Caneschi». È ottimista il presidente nazionale della Confederazione, Gabriele Brunini. Nonostante i ricorsi ai probiviri. Nonostante sedute infuocate del Consiglio nazionale. E nonostante l'azzeramento degli incarichi del comitato di presidenza richiesto da un buon numero di consiglieri nazionali nell'ultima riunione del 4 giugno scorso. Motivo del contendere la nascita un anno fa della Federazione regionale delle Misericordie.

Presidente Brunini, non esisteva già un organismo regionale della Confederazione?

«In effetti all'interno dell'attuale quadro statutario c'è un articolazione territoriale che si chiama Conferenza regionale, però non ha un'autonomia adeguata perché dipende in toto dalla struttura nazionale. Le Misericordie toscane chiedevano a livello regionale un'autonomia più definita e meglio strutturata, tenuto conto anche che le principali competenze che riguardano il nostro mondo, dalla sanità, al sociale alla protezione civile, sono materie di stretta gestione della Regione».

Se c'era questa esigenza, perché non avete prima modificato lo Statuto?

«Perché il processo di modifica radicale dello Statuto confederale si è rivelato più complesso del previsto. Questo ha portato ad un aumento delle tensioni. La nascita della Federazione era stata accelerata in previsione di specifiche richieste che provenivano dall'ente Regione che doveva modificare l'attuale accordo-quadro sulla gestione dei trasporti di emergenza. Quando, anche in previsione del rinnovo del Consiglio regionale, c'è stata la proroga di un anno del vecchio accordo, molti hanno ritenuto non più urgente la creazione di una nuova Federazione. Ma ormai il processo era avviato...».

Alla Federazione regionale hanno aderito tutte?

«No. La scelta di alcune Misericordie è stata quella di attendere la modifica dello Statuto».

E la nascita della Federazione è finita ai probiviri...

«Quella che da parte mia era stata una volontà di assecondare la richiesta di tante Misericordie della Toscana per non arrivare ad ulteriori lacerazioni, dopo quelle che avevamo già patito con l'uscita delle confraternite di Firenze e Rifredi, è stata però ritenuta da altri e anche dal Collegio dei probiviri, una forzatura dello Statuto».

E come se ne esce?

«Fortunatamente, in questo momento – grazie all'autorevole intervento dell'arcivescovo Giuseppe Betori, che si è fatto carico di capire i problemi e anche di raccomandare la ricostituzione di un'unità del movimento delle Misericordie – con la costituzione di un'apposita commissione si sta lavorando per superare i problemi. Addirittura ricostituendo un'auspicata unità anche con Firenze e Rifredi».

C'è lo spazio per una mediazione?

«Alcuni segnali sono positivi e lasciano ben sperare. E anche l'autorevolezza della persona, che – incaricata da mons. Betori – è stata da noi scelta come presidente della Commissione, l'avv. Mauro Giovannelli, penso che dia garanzie che questo processo di discussione possa ottenere i risultati sperati».

La Commissione deve studiare soluzioni condivide, ma poi sarà l'assemblea della Confederazione che dovrà approvarle.

«Su questo ci stiamo attrezzando. Abbiamo ritenuto giusto fare questo ulteriore passaggio con Firenze e Rifredi e anche con la Federazione toscana, per capire meglio quale processo di modifiche statutarie possa ricondurre all'unità. Modifiche che dovrà adottare la Confederazione nella sua assemblea nazionale, quindi anche con la presenza di tante altre realtà regionali che magari non hanno la storia, la tradizione della Toscana. Dobbiamo indubbiamente creare una grande condivisione. E questo sarà il lavoro dell'ultimo scorcio di legislatura».

I tempi sono ristretti. L'accordo quadro con la Regione è prorogato fino al 31 dicembre di quest'anno. Entro quella data dovrebbe arrivare la nuova legge. Pensate di farcela?

«Dobbiamo riuscire ad avere a fine dell'estate un quadro chiaro di quelle che possono essere le modifiche statutarie».

Nel frattempo la Federazione è congelata?

«Per evitare ulteriori strappi le Misericordie della Toscana si muovono attraverso la Conferenza regionale che è un organismo previsto dallo Statuto. Il fatto che Corsinovi sia contemporaneamente presidente della Federazione toscana e vicepresidente della Conferenza regionale (il presidente per Statuto è quello nazionale, ndr), in questo momento semplifica i rapporti».

E con la«Compagnia delle Misericordie» come pensate di ricucire?

«È una realtà che alcune Misericordie hanno ritenuto di creare nella loro autonomia. Diverse Misericordie, una decina dell'area fiorentina, facenti parte tuttora di Confederazione, hanno aderito anche a Compagnia proprio per tenere unite queste realtà. E questi – che potrei definire pontieri – hanno svolto una funzione positiva. Per esempio, il governatore di Badia a Ripoli, Enrico Cini, ha aderito a Compagnia ma è tuttora il coordinatore delle Misericordie fiorentine e quindi presiede un organismo confederale. Il fatto che non si siano assunte decisioni di rottura testimonia la volontà di tutti di arrivare di nuovo a quella unità che giova al movimento, soprattutto di fronte alle istituzioni nazionali, regionali e locali».

Intanto il consiglio nazionale ha chiesto di azzerare tutti gli incarichi di presidenza.

«La richiesta di molti consiglieri nazionali è proprio quella che il Consiglio di presidenza e gli altri organi esecutivi abbiano un rinnovamento significativo in questo scorcio di legislatura a testimonianza di un metodo diverso di condivisione».

E quando lo farete?

«Sabato 3 luglio, a Livorno, in occasione del Meeting delle Misericordie toscane, si riunirà il Consiglio nazionale e – come mi auguro – ci sarà un rinnovamento del consiglio di presidenza. Un segnale verso il dialogo, non verso un'ulteriore lacerazione».

Quanto arriva alla base di queste vostre lacerazioni?

«Le singole Misericordie stanno lavorando tranquille. Anche se vivono sicuramente il disagio di questi organi confederali che stanno discutendo in una maniera forse troppo vivace. Le Misericordie hanno invece bisogno di serenità. Un volontariato come il nostro, che si rifà ai principi del Vangelo, può dare un grosso contributo in questo momento di difficoltà economica e di modifiche al welfare. Ma per mettersi a disposizione delle istituzioni bisogna avere al nostro interno una serenità e un'unità assoluta d'intenti. Le divisioni ci danneggiano».

Oltre alla riforma dello Statuto quali progetti avete come Confederazione nei prossimi mesi?

«Ci sono dei temi che vogliamo portare avanti e che ci devono unire, come la costituzione della Misericordia di Betlemme, assiema alla Fondazione “Giovanni Paolo II”, o la collaborazione internazionale con i padri camilliani».

Intervista/2 Andrea Ceccherini, Provveditore della Misericordia di Firenze
di Riccardo Bigi

«Ci aspettiamo molto dai lavori di questa commissione, perché anche noi vogliamo uscire da questa situazione di divisione tra le Misericordie». Andrea Ceccherini, Provveditore della Misericordia di Firenze, guarda con favore alle iniziative che dovrebbero riportare l'unità tra le varie confraternite di Misericordia presenti in tutta Italia. La Misericordia di Firenze è la capostipite dell'intero movimento e dalla sua sede storica in piazza del Duomo offre un punto di osservazione particolarmente importante per capire quello che sta succedendo. Proprio qui infatti è nato il dissenso su alcuni punti che ha portato all'uscita (insieme alla Misericordia di Rifredi) dalla Confederazione nazionale. La commissione che dovrà sciogliere i nodi del nuovo Statuto potrebbe essere il punto di inizio per una ricomposizione di questa frattura. «Questo è l'obiettivo che tutti vogliamo perseguire – spiega Ceccherini – e per il quale anche la Conferenza episcopale toscana ci ha chiesto con forza di impegnarci».

Il rinnovo dello Statuto d'altra parte era proprio una delle richieste della Misericordia di Firenze, ma faceva parte anche del programma elettorale con cui Brunini è stato eletto alla presidenza della Confederazione. «Chiediamo – afferma Ceccherini – uno Statuto che tenga conto della realtà di ogni confraternita, di quelle più grandi e di quelle più piccole, assegnando compiti e responsabilità secondo quello che ognuno può dare. Uno Statuto che valorizzi il grande patrimonio morale che accomuna le Misericordie, e non tenga conto solo degli aspetti economici. Questa è la strada giusta per elaborare un bel documento, che speriamo poi la Confederazione possa recepire».

Da questo primo passo, secondo Ceccherini, potrebbero poi derivarne altri per risolvere altri problemi come quello della nascita di una Federazione regionale delle Misericordie, su cui non tutti sono stati d'accordo.

Ma quali sono i tempi di questo percorso? «Noi abbiamo le idee chiare – afferma Ceccherini – e siamo disposti a collaborare per costruire insieme, rapidamente, qualcosa di buono. Temo che i rallentamenti possano derivare invece dalla necessità di sciogliere alcuni nodi interni alla Confederazione: confido che anche questo possa avvenire alla svelta».

La Misericordia di Firenze, intanto, prosegue il suo lavoro: queste vicende non fermano certo l'impegno dei fratelli e delle sorelle che ogni giorno si dedicano ai tanti servizi offerti alla città. «Dopo quasi 8 secoli dalla sua nascita – afferma Ceccherini – la Misericordia di Firenze continua ininterrottamente la sua missione di carità e solidarietà». Un'opera che si è via via adattata al contesto storico e sociale, ma che ha sempre cercato di mantenere viva la sua caratteristica di assistenza nei confronti dei fratelli più deboli e bisognosi che prende spunto dai valori del Vangelo e della carità cristiana. Perchè la crescita dell'efficienza e della professionalità non deve far perdere alle Misericordie l'«anima» e l'essenza della propria storia.

La vicenda

La riforma dello Statuto. Il 6 ottobre 2007, nell'assemblea di Roma, viene eletto presidente della Confederazione nazionale, con 318 voti su 502 votanti, Gabriele Brunini, vice-governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano (Lucca). Tra gli impegni, quello di arrivare in modo condiviso ad un nuovo «Statuto confederale in grado di interpretare stabilmente e in modo moderno, i nostri secolari principi e le nostre antiche tradizioni». Il percorso di approfondimento sullo Statuto inizia subito.

Nasce la Compagnia. Il 28 luglio 2008 si costituisce a Firenze la «Compagnia delle Misericordie». A fondarla, con caratteristiche federative, l'Arciconfraternita della Misericordia di Firenze e la Confraternita della Misericordia di Rifredi, che escono dalla Confederazione nazionale. Iscritta al registro regionale del Volontariato, comprende oggi una quindicina di confraternite dell'area fiorentina (Bivigliano, Badia a Ripoli, Casole d'Elsa, Fiesole, Varlungo, San Piero Martire, Ponte di Mezzo, S. Maria all'Antella, Dicomano, Vaglia, Rufina, Pontassiebe e Figline Valdarno) che, a parte le fondatrici, fanno tutte parte anche della Confederazione nazionale. Presidente, dal marzo 2010, è Riccardo Beconcini, che è subentrato a GiovanGualberto Basetti Sani.

Nasce la Federazione toscana. La decisione di dar vita ad un nuovo soggetto regionale viene presentata a fine giugno 2009 al 4° Meeting delle Misericordie della Toscana che si tenne a Bibbiena (Ar). Ad affrettare i tempi è l'urgenza di avere un soggetto regionale capace di sottoscrivere convenzioni e firmare accordi con la Regione nel settore socio-sanitario. La formalizzazione avviene nel consiglio nazionale che si tiene il 17 e 18 luglio 2009, mentre l'atto costitutivo viene firmato a Firenze, davanti al notaio, il 5 dicembre 2009. In quella stessa giornata vi aderiscono la metà circa delle 311 Misericordie toscane.

Il ricorso ai Probiviri. L'8 agosto 2009 la Conferenza Toscana delle Misericordie chiede un parere sulla nascita della Federazione regionale al Collegio dei probiviri della Confederazione che il 15 settembre 2009 la boccia, ritenendola possibile solo dopo l'approvazione di un nuovo Statuto, in quanto quello vigente non consente la costituzione di soggetti giuridici dotati di autonomia di indirizzo politico che abbiano personalità giuridica distinta dalla Confederazione. Il consiglio nazionale del 6-8 novembre 2009, incontrandosi con i probiviri, prese in esame questo parere negativo ma decise di andare avanti comunque, dato che da lì a poco (31 dicembre) sarebbe scaduto l'Accordo quadro con la Regione per il trasporto sanitario. Il 21 dicembre 2009 la Giunta regionale, verificata l'impossibilità di giungere in tempo utile all'approvazione di una legge di modifica alla n. 40 del 2005 (Disciplina del servizio sanitario regionale), decide però di prorogare l'Accordo quadro con il volontariato al 31 dicembre 2010. Il 7 gennaio 2010, il presidente del Collegio probivirale, Paolo Bechi, chiede al presidente Gabriele Brunini di pubblicare sul sito confederale il parere negativo sulla creazione della Federazione, già trasmesso a suo tempo, cosa che avverrà l'11 gennaio.

La prima assemblea. La prima assemblea della Federazione toscana delle Misericordie si tiene il 6 marzo al «Together Florence Inn» di Bagno a Ripoli (Firenze). Sono presenti 252 Misericordie sulle 263 che hanno aderito. In quell'occasione viene eletto presidente per acclamazione, Alberto Corsinovi, vicepresidente della Conferenza regionale.

L'affiliazione. Nel consiglio nazionale del 12-13 marzo 2010 viene approvata una delibera (la 13/10) con cui si trasferiscono fondi e competenze dalla Confederazione nazionale alla Federazione Toscana. Delibera che viene impugnata dal consigliere Andrea Cavaciocchi che chiede un parere al collegio dei proviviri. Quest'ultimo, il 29 marzo, emette parere negativo, bocciando la delibera. Nel consiglio nazionale del 9 aprile 2010 a Tivoli, il presidente Brunini propone di affiliare alla Confederazione la Federazione regionale. La delibera (18/10) viene approvata. Anche questa volta Cavaciocchi ricorre ai probiviri che il 21 maggio bocciano all'unanimità l'affiliazione della Federazione.

DAL 2 AL 4 LUGLIO A LIVORNO MEETING REGIONALE DELLE MISERICORDIE E GRUPPI FRATRES

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