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Musei: ‘Apriamoci attraverso la rete’, iniziativa promossa dalle associazioni L’Immaginario e Autismo Firenze

Arriva da una giovane artista con disturbi dello spettro autistico, laureata con il massimo dei voti all’Accademia delle Belle Arti Carrara di Bergamo, la proposta che ha entusiasmato gli oltre 90 partecipanti all’incontro In service on line Musei Arte Autismi promosso

Percorsi: autismo - Musei - solidarietà
Musei: ‘Apriamoci attraverso la rete’, iniziativa promossa dalle associazioni L’Immaginario e Autismo Firenze

La tecnologia non deve fare paura, anzi. Si è rivelato un supporto fondamentale nel lavoro fatto a distanza, tra educatori museali e specializzati nell’autismo insieme ai ragazzi con neurodiversità. E’ un messaggio positivo e di grande speranza, che getta ponti per una nuova comunicazione e interazione quello che è emerso dal convegno IN-SERVICE ON-LINE MUSEI ARTE AUTISMI che si è tenuto stamani promosso dalle associazioni L’Immaginario e Autismo Firenze con l’obiettivo di riunire a livello nazionale gli educatori che hanno condiviso il percorso formativo Musei Arte Autismi e oggi, in tempi di pandemia, sperimentano progetti museali per le persone nello spettro autistico.

Giunto alla settima edizione e sostenuto dalla Regione Toscana per la quale sono intervenuti il Presidente Eugenio Giani, Chiara Larini del Gabinetto della Presidenza e Cinzia Manetti dell’ufficio per la promozione e la valorizzazione dei Musei toscani, l’incontro all digital è stato un successo di partecipazione: circa un centinaio gli addetti ai lavori, ma anche giovani autistici, genitori, rappresentanti delle istituzioni del territorio. Un’esplorazione che è uscita dai confini fisici dei musei, luoghi di fondamentale mediazione tra l’arte, il pubblico generico e speciale, per unire più voci. Ha lasciato un segno importante quella di Roberta Biondini, artista nell’autismo, laureata all’Accademia delle Belle Arti Carrara di Bergamo. Invitata a parlare dalla sua educatrice Marilena Zacchini, Roberta ha fatto qualcosa di più del testimoniare la propria esperienza, proponendo una modalità operativa, un modello di comportamento integrato: “Cambiare, fare qualcosa di diverso, è una ricchezza che normalmente non ci viene proposta, conoscerci attraverso uno schermo può rappresentare una nuova apertura che ci aiuta a superare distanze e differenze”. “La tecnologia – ha proseguito - può essere un inizio importante, anticipando magari la visita in presenza allo spazio museale. Quelle paure che possono sorgere nel museo, potrebbero non svilupparsi con un primo approccio virtuale e permettere agli educatori di conoscere l’autismo anche con questa modalità. Apriamoci attraverso la rete, impariamo con un video”.

Tanti i contributi volti a promuovere equità, inclusione e accessibilità per le persone neurodiverse nei musei italiani, a cominciare da quelli delle responsabili di settore per la Fondazione Palazzo Strozzi, Irene Balzani e Nicoletta Salvi, della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e del Gruppo Civita per le Gallerie d’Italia di Milano e Napoli. Ripetere le esperienze, allargare la platea e ampliare le opportunità, questa la chiamata collettiva che deve andare a generare le buone pratiche di domani. Occhi puntati anche sulla formazione: la storica dell’arte Cristina Bucci e la coordinatrice di tanti progetti artistici Anna Maria Kozarzewska, portano avanti il percorso iniziato ormai nel 2018 a seguito della mostra itinerante con opere di artisti autistici L’arte risveglia l’anima. Ora più che mai, dicono, è fondamentale trasformare una difficoltà in una grande opportunità.

Fonte: Comunicato stampa
Musei: ‘Apriamoci attraverso la rete’, iniziativa promossa dalle associazioni L’Immaginario e Autismo Firenze
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