Toscana

NENCINI: LA TOSCANA SI MOBILITI PER JURI ANGIONE IN CARCERE IN INDONESIA

“La Toscana deve mobilitarsi contro la richiesta di condanna a morte dei magistrati indonesiani per Juri Angione, il nostro concittadino grossetano arrestato nel dicembre scorso a Bali per traffico di droga”. Lo sostiene, in una nota, il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini, secondo il quale “non cesseranno mai le nostre battaglie contro legislazioni che calpestano i diritti inalienabili dell’uomo, e prima di tutti, il diritto alla vita”. Nencini ricorda come la Toscana, primo Stato al mondo, abolì la pena di morte e la tortura il 30 novembre del 1786. “Di quella data – ha aggiunto – abbiamo fatto un simbolo dei valori sui quali si fonda la nostra moderna civiltà e per sottolinearne il messaggio morale, politico, umano, in quel giorno, ogni anno, celebriamo la festa della Toscana. Ci mobilitiamo sempre, quando, senza volere entrare nelle responsabilità e nelle colpe individuali, il diritto alla vita viene calpestato, in qualsiasi parte del mondo”. “Lo abbiamo fatto – osserva ancora Nencini – con Safiya e Amina, le due donne nigeriane strappate alla condanna a morte con una campagna globale di mobilitazione dell’opinione pubblica; cerchiamo di farlo con ogni possibile iniziativa, a cominciare da quel disegno di legge europeo sulla pena di morte che vorremmo che i nostri futuri parlamentari europei mettessero fra i più importanti dei loro impegni e al centro della loro campagna elettorale”. “Dobbiamo farlo – conclude Nencini – anche per Juri Angione e per questo invieremo un appello all’ambasciata indonesiana affinché anche in quel paese si inizi un dibattito e un percorso che conduca alla riaffermazione di un valore come il diritto alla vita, senza la tutela del quale un paese non può dirsi civile”. (cs)