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Nucleare. Brasimone, arriva piano da 100 milioni per il rilancio

Intesa tra Enea, le regioni Emilia Romagna e Toscana per rilanciare la struttura di ricerca con la previsione di 100 nuovi posti di lavoro.

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Il centro di ricerca sul Lago Brasimone

Si diradano le nubi all'orizzonte per il centro ricerche del Brasimone. Emilia-Romagna e Toscana hanno siglato con l'Enea un piano di rilancio della struttura, con investimenti congiunti per 100 milioni di euro e almeno un centinaio di nuovi posti di lavoro nel breve periodo. L'obiettivo è realizzare sull'Appennino bolognese, una vera e propria cittadella della scienza e della tecnologia di livello internazionale, ridando lustro al centro di ricerca, in grado anche di attrarre i migliori esperti da tutto il mondo. Il protocollo d'intesa prevede obiettivi da realizzare entro il 2025 e progetti all'avanguardia da sviluppare.

Si parla ad esempio della realizzazione dell'infrastruttura di ricerca Sorgentina-RF, per la produzione di radiofarmaci con l'utilizzo di neutroni da fusione. Prevista inoltre la collaborazione col centro Enea di Frascati per lo sviluppo del Dtt, il reattore sperimentale per la fusione nucleare assegnato nella primavera scorsa alla struttura vicino Roma (anche lo stesso Brasimone era in gara), e sulla sua evoluzione Demo per la produzione di energia elettrica in maniera pulita e sostenibile.

Le Regioni Emilia-Romagna e Toscana, insieme agli enti locali, si impegnano dunque a collaborare per lo sviluppo di progetti di ricerca e di avanzamento tecnologici, facilitando così l'accesso a fondi nazionali e internazionali, sia pubblici che privati, in collaborazione anche con università, centri di ricerca e imprese hi-tech. Per garantire che tutto questo accada, Regioni ed enti locali valuteranno anche «eventuali migliorie della dotazione infrastrutturale logistica e telematica», per favorire lo sviluppo del centro e dei territori circostanti.

Per Federico Testa, presidente Enea, il Brasimone «rappresenta da decenni un'importante realtà nel contesto internazionale della ricerca applicata nel campo della fusione nucleare e delle radiazioni ionizzanti. Ora, grazie al supporto degli enti locali, tecnologie innovative e sostenibili con una forte connotazione industriale potranno essere ulteriormente valorizzate nel territorio». Con questo accordo, dunque, «Enea dà avvio a una nuova fase di potenziamento infrastrutturale del centro- afferma Testa- che si pone come elemento centrale tra i soggetti del territorio e la comunità internazionale nella sfida intrapresa dal nostro Paese nel campo delle nuove tecnologie che favoriscano il benessere dei nostri concittadini».

Gli assessori regionali Palma Costi (Emilia-Romagna) e Stefano Ciuoffo (Toscana) sottolineano come «dopo la mancata assegnazione per la realizzazione del progetto del Dtt, non ci siamo persi d'animo, forti della consapevolezza che il centro Enea del Brasimone offre un'infrastruttura idonea ad alta specializzazione scientifica di valenza internazionale e abbiamo portato avanti un grande lavoro insieme a enti locali, sindacati e associazioni di categoria del versante emiliano e toscano». Il protocollo rafforzerà il Brasimone «nella capacità di attrazione di talenti, progetti di ricerca e investimenti di ricerca e di produzione in tecnologie avanzate- assicurano Costi e Ciuoffo- abbiamo sempre creduto che il Centro del Brasimone rappresenti una grande opportunità per la rivalorizzazione di un ingente investimento pubblico a beneficio dello sviluppo e della buona occupazione del territorio ed in particolare della fascia appenninica».

Fonte: Agenzia Dire
Nucleare. Brasimone, arriva piano da 100 milioni per il rilancio
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