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Onorificenze al merito della Repubblica, ci sono anche due toscani

Ci sono anche due nuovi commendatori toscani tra le onorificenze al merito della Repubblica assegnate dal Presidente Mattarella: Valeria Parrini (Piombino) premiata il suo impegno per la sicurezza sul lavoro, dopo la morte del marito in acciaieria e Enrico Pieri, 86 anni, superstite e testimone dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema del 12 agosto del 1944

Percorsi: Lavoro - mattarella
Valeria Parrini (foto da iltirreno.gelocal.it )

Sono 36 le persone a cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito, motu proprio, l’onorificenza al Merito della Repubblica Italiana individuandole “tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni” come “casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani”.
Si tratta, spiega una nota del Quirinale, di “cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute”.  

Nell'elenco c'è anche una donna toscana: Valeria Parrini, 65 anni, di Piombino, in provincia di Livorno, giornalista del ‘Tirreno’, moglie del padre di Ruggero Toffolutti, un operaio morto sul lavoro nel 1998 all’età di 30 anni nell’acciaieria Magona di Piombino, oggi Arcelor Mittal. Nello stesso anno fonda l’Associazione nazionale per la sicurezza sul lavoro ‘Ruggero Toffolutti’ di cui è presidente onoraria e anima da più di 20 anni. Si batte instancabilmente perché tragedie come quella che ha colpito la sua famiglia non accadano più.

Diventa commendatore anche Enrico Pieri, 86 anni (Sant’Anna di Stazzema - Lucca), superstite e testimone dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema: aveva dieci anni il 12 agosto del ‘44 quando, nascosto sotto la scala vide morire per mano nazista i genitori, due sorelle, nonni, zii e cugini. È Presidente dell’associazione “Martiri di Sant’Anna di Stazzema” e ha donato all’associazione la sua casa di infanzia, la stessa in cui fu sterminata la famiglia, per favorire incontri e dare spazio alle delegazioni di studenti e ricercatori che si recano a Sant’Anna per informarsi e approfondire la conoscenza storica. E proprio ai più giovani Enrico non si stanca di raccontare di quella strage, mettendoli in guardia da ideologie e nazionalismi. Così si esprime: “Viviamo da 76 anni in una condizione di pace e benessere grazie a tutte le persone che hanno pagato per la guerra. Non dobbiamo perdere la memoria, la dobbiamo tenere viva”. Emigrato in Svizzera, dove ha vissuto per 32 anni, è stato militante attivo nell’organizzazione “Colonia Libera Italiana”. Per il suo impegno ha ricevuto nel 2011 il premio di Cittadino europeo dell’anno dal Parlamento europeo.

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