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PAKISTAN: I CRISTIANI DI QUETTA SULL'ATTENTATO A MOSCHEA

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Parole chiave: pakistan (132), terrorismo (193), islam (208)

“Un giorno di pace e di festa è stato trasformato in un giorno di lutto e di sciagura. Bisogna unire gli sforzi dei cittadini musulmani e cristiani e di tutti gli uomini di buona volontà contro il terrorismo”. Gulshan Barkat, diacono nel Vicariato apostolico di Quetta, in Pakistan, all'agenzia Fides ha giudicato “molto grave” l'attentato che questa mattina ha colpito una moschea della città causando 11 morti e almeno 20 feriti, proprio nel giorno dell'Eid al-Fitr, la festività che celebra la fine del Ramadan. Il diacono fa parte di una comunità locale di circa 30.000 cattolici, in una regione, quella del Beluchistan, in cui “la gente vive nella paura”, a causa della presenza di terroristi di diversa estrazione. “Come cristiani – conclude Barkat – ci uniamo al cordoglio verso i nostri fratelli di fede musulmana. Ci auguriamo comunque che l'Eid possa essere un giorno di dialogo e di pace fra cristiani e musulmani, in Beluchistan e in tutto il paese. Auspichiamo che le autorità statali prendano ogni misura necessaria per contrastare il terrorismo che vuole portare caos nel paese. Vogliamo contribuire a costruire la pace in Pakistan. Faremo la nostra parte, con la preghiera e con l'impegno sociale”. (Sir)

PAKISTAN: I CRISTIANI DI QUETTA SULL'ATTENTATO A MOSCHEA
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