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Prato, bilancio sociale per l'Emporio: nel 2016 aiutate 8.500 persone

L’Emporio della solidarietà di Prato ha presentato oggi il bilancio sociale. Nel 2016 1895 famiglie in difficoltà hanno fatto la spesa grazie al «supermercato» di via del Seminario, per un totale di 8500 persone sostenute. Distribuiti prodotti per un controvalore di oltre 2 milioni di euro. Aumenta il contributo dei promotori, passato da 80mila a 140mila euro.

Foto di gruppo alla presentazione del bilancio sociale al Dagomari

A Prato c’è bisogno dell’Emporio. I numeri del bilancio 2016 confermano l’importanza di questo servizio rivolto alle famiglie in difficoltà. Lo scorso anno sono stati 1895 i nuclei familiari che hanno fatto la spesa al supermercato solidale di via del Seminario, cinquanta in più rispetto al 2015. Facendo un calcolo, un po’ approssimativo, ma per difetto, possiamo dire che oltre 8500 persone hanno potuto ricevere gratuitamente prodotti alimentari e per la casa «acquistati» grazie alla tessera a punti, concessa da un apposito gruppo di monitoraggio formato dai servizi sociali del Comune, Caritas, Conferenze San Vincenzo e Volontariato Vincenziano. Il valore medio erogato a famiglia è stato di 815 euro (nel 2015 erano 725 euro), con un minimo di 360 per i nuclei piccoli e un massimo di 1080 euro per le famiglie numerose.

La presentazione. Il bilancio sociale 2016 è stato presentato questa mattina, mercoledì 3 maggio, nell’auditorium dell’Istituto tecnico commerciale «Paolo Dagomari» in via di Reggiana, alla presenza degli studenti delle classi quarta e quinta. Dopo i saluti della dirigente Maria Josè Manfrè, hanno preso la parola i rappresentanti del comitato promotore del progetto: Diocesi, Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.

«Mi fa piacere che la sede scelta quest’anno per la presentazione delle attività dell’Emporio sia una scuola – ha osservato il vescovo Franco Agostinelli – sono felice che i ragazzi e le ragazze qui presenti conoscano il progetto per quello che è, ovvero un fatto corale, un’unità di intenti promossi per sostenere coloro che vivono nella fragilità. Forse non ce ne rendiamo conto – ha detto il Vescovo agli studenti – ma qui a Prato ci sono persone travolte dalla vita che meritano la nostra attenzione e il nostro aiuto. L’Emporio è nato per questo».

Il sindaco e presidente della Provincia Matteo Biffoni ha definito il servizio reso dall’Emporio come «una delle punte di eccellenza di una città che, nonostante le difficoltà, cerca di aiutare tutto coloro che non ce la fanno ad andare avanti. Quella che abbiamo creato è una rete di protezione. Il prossimo anno – ha ricordato Biffoni – festeggeremo i dieci anni di attività dell’Emporio, da un lato siamo orgogliosi per questo risultato e dall’altro sentiamo tutta la responsabilità del futuro. Dobbiamo essere tutti orgogliosi di questo progetto».

Per la Fondazione ha parlato Silvia Bocci, da sempre vicina all’Emporio fin dagli inizi. «Da questo bilancio emergono due elementi fondamentali: il concetto di rete e la dignità – ha affermato –, al di là dei numeri che vi raccontiamo e che danno l’idea del lavoro messo in campo dalla città, non ci dimentichiamo mai che stiamo parlando di persone, di famiglie e di bisogni concreti della nostra gente. Per la Fondazione – ha concluso Bocci – continuare a finanziare l’Emporio significa investire sul futuro della nostra città».

«Siamo cresciuti rispetto all'anno passato, i numeri lo dicono chiaramente – ha detto il coordinatore dell’Emporio Umberto Ottolina –, abbiamo incrementato il numero e il valore dei prodotti distribuiti, è aumentato il numero delle famiglie aiutate e abbiamo aumentato del 20% i punti destinati ai piccoli nuclei familiari composti da una o due persone. Il trend è confermato anche dai primi risultati del primo quadrimestre del 2017 – conclude Ottolina –, attualmente frequentano il supermercato di via del Seminario il 12% in più delle famiglie rispetto allo scorso anno».

Alla presentazione erano presenti la direttrice della Caritas Idalia Venco, l’assessore ai servizi sociali del Comune Luigi Biancalani e il curatore del bilancio Marcello Turrini. Ha moderato gli interventi la vice presidente della Provincia Paola Tassi.

Aumenta il contributo degli enti promotori. Per funzionare il progetto Emporio, composto da una zona supermercato, un grande magazzino e da una complessa ed efficiente organizzazione di gestione, approvvigionamento e distribuzione, ha un costo che supera i 200mila euro annui. Questi oneri sono coperti per il 66% dagli enti promotori del servizio: Diocesi (attraverso la Caritas, suo braccio operativo), Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.

Nel 2016 questi soggetti hanno aumentato il proprio contributo economico a favore dell’Emporio. La Fondazione è passata da 40mila a 70mila euro, il Comune da 20mila a 50mila, mentre la Caritas ha confermato la propria adesione per 20mila euro. La quota della Provincia, non avendo più disponibilità economica, è stata assicurata dal Comune ma l’ente contribuisce comunque in maniera importante concedendo in comodato gli spazi di via del Seminario. Mentre il 34% dei costi sono stati sostenuti grazie a donazioni di privati.

A chi vengono distribuiti i prodotti. Come detto sono state 1895 le famiglie assistite nel 2016. Il numero è andato ad aumentare negli anni di apertura dell’Emporio in modo costante e graduale. Nel 2008, anno di inizio del progetto, erano poco più di 400.

Torniamo allo scorso anno. Gli italiani costituiscono il 50% del totale, calano leggermente rispetto al 2015, quando erano il 51,2%. Albania, Marocco, Nigeria e Romania sono le nazioni più rappresentate tra gli utenti del supermercato solidale. Ci sono anche pakistani, bengalesi, peruviani e ucraini, ma in misura minore. Quasi assenti le richieste di aiuto da parte della comunità cinese di Prato.

Oltre alle famiglie, il servizio si rivolge alle mamme per l’assistenza dei neonati fino ai 18 mesi di vita. L’utenza viene segnalata dal Centro di Aiuto alla Vita e a questa è dedicato un apposito settore all’interno del negozio, dove si trovano prodotti per la prima infanzia come pannolini, omogeneizzati, pappe e minestrine. Nel 2016 sono state attivate 256 «tessere neonato», grazie alle quali sono stati distribuiti prodotti per un contro valore di 76mila euro. La provenienza delle mamme vede al primo posto la Nigeria (29%), poi il Marocco (24%) e a seguire altre nazionalità. Le italiane sono state il 9% del totale.

Cosa e quanto è stato distribuito. Nel 2016 sono stati erogati complessivamente 1.257.285 prodotti, corrispondenti a 719.716 punti Emporio, per un valore commerciale stimato di 2 milioni e 271mila euro. Tra gli scaffali del supermercato solidale si possono trovare carne e pesce, frutta e verdura, pasta, riso, scatolame ma anche pane prodotti per l’igiene personale e per la casa.

L’approvvigionamento è arrivato per il 58% da aziende, per il 18% dalla Coop e per il 12% dall’Agea (agenzia europea di aiuti alimentari). Hanno contribuito anche i privati (5%) e le raccolte (3%).

 La redistribuzione sul territorio. Nella missione dell’Emporio non c’è solo il sostentamento delle famiglie in difficoltà, ma anche la lotta allo spreco. Da questa deriva la volontà di rimettere in circolo tutti quei prodotti arrivati in via del Seminario, ma che per vari motivi (uno su tutti le scadenze ravvicinate) non posso essere immessi sugli scaffali del supermercato solidale. Così 331mila prodotti per un valore stimato di 580mila euro sono stati consegnati a enti, associazioni e movimenti caritativi e solidali del territorio pratese e non solo. Come ad esempio l’Associazione Giorgio La Pira, il Banco Alimentare, Casa Betania, l’Oratorio di Sant’Anna, la comunità Eli-Anawim di Viaccia, ma anche le Caritas di Firenze, Pistoia e naturalmente Prato. Da sottolineare la collaborazione tra gli Empori a livello nazionale come quelli di Pisa, Modena e Parma.

 Emporio come luogo di formazione. Tra i suoi obiettivi il progetto ha sempre avuto quello di formare i propri utenti all’uso consapevole della propria tessera a punti. Per accedere al servizio infatti occorre aver frequentato un corso obbligatorio nel quale vengono spiegate le «regole» dell’Emporio. Parallelamente, la Caritas propone tutta una serie di iniziative, come i corsi sugli «stili di vita», pensati per imparare a gestire il proprio bilancio familiare, l’igiene della casa e la corretta alimentazione del bambino.

L’Emporio è inoltre un ambiente utile agli studenti delle scuole superiori, tra questi anche i ragazzi del Dagomari, per svolgere l’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro. Qui prestano servizio anche i ragazzi autistici dell’Opera Santa Rita, mentre i detenuti hanno la possibilità di dare una mano scontando in via del Seminario la pena alternativa al carcere. Infine ricordiamo che grazie alle Acli, presso l’Emporio è stato aperto uno sportello di patronato rivolto alle famiglie.

Fonte: Comunicato stampa
Prato, bilancio sociale per l'Emporio: nel 2016 aiutate 8.500 persone
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