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Prato, la campagna «Bolletta sospesa» della diocesi: tante le richieste per avere, ma anche per dare

L’appello lanciato nei giorni scorsi in cattedrale dal vescovo di Prato Giovanni Nerbini a dare un contributo per alimentare il fondo del Buon Samaritano ha creato una immediata mobilitazione in città. La campagna «Bolletta sospesa» promossa dall’associazione Insieme per la Famiglia che gestisce il fondo è iniziata nel migliore dei modi. 

Presentazione Bolletta sospesa

«Abbiamo ricevuto tantissime telefonate e il calendario degli appuntamenti per un colloquio viaggia al ritmo di sette incontri a settimana, ma non siamo stati contattati solo per delle richieste di aiuto, non pochi sono stati quelli che ci hanno chiamato per donare», afferma Idalia Venco, presidente di Insieme per la Famiglia, realtà nata in seno alla Caritas diocesana per intercettare tutte quelle famiglie che improvvisamente si sono trovate in un momento di bisogno. Nelle ultime settimane queste situazioni sono diventate sempre più diffuse a causa del fortissimo aumento del costo delle utenze di gas e luce. Una nuova crisi arrivata dopo i tanti danni causati dalla pandemia. «Negli ultimi tre mesi abbiamo pagato utenze e altre spese come rate di mutuo e di affitto per oltre 37mila euro – dice ancora Venco –, il problema di queste famiglie è la perdita del lavoro, oppure la cassa integrazione che comporta una diminuzione del reddito. Insieme agli assistenti sociali cerchiamo di accompagnare chi si trova nel bisogno a uscire da una situazione di difficoltà».

«La Chiesa pratese da tanti anni è a fianco della comunità pratese – dichiara il vescovo Giovanni Nerbini – e di fronte al grido di aiuto delle famiglie non possiamo rimanere insensibili. Il primo passo deve essere quello dell’ascolto, poi occorre dare un sostegno concreto. Per questo abbiamo creato il fondo del Buon Samaritano e chiediamo a tutti quelli che possono dare un contributo di farlo secondo le proprie possibilità. Io ad esempio – prosegue mons. Nerbini – rinuncio a una parte del mio stipendio per darla a questa iniziativa. Si avvicina Natale e non per tutti sarà un giorno di festa, il nostro desiderio deve essere quello di non far mancare a nessuno quello di cui ha bisogno».

Don Enzo Pacini, direttore della Caritas diocesana di Prato, conferma le difficoltà crescenti dell’ultimo periodo: «Tutti i giorni nei nostri centri d’ascolto accogliamo singoli o famiglie che ci chiedono un aiuto. Ci sono tante situazioni non conosciute, che non fanno rumore e per questo non le vediamo nella vita di tutti i giorni. Con il fondo solidale vogliamo intervenire anche nelle problematiche più nascoste, ma forse più bisognose di un intervento immediato». «Tutti siamo chiamati a un supplemento di ascolto e di carità, non solo in questo periodo d’Avvento, ma oltre Natale, fino a quando ci sarà bisogno», conclude il Vescovo.

Come nasce il Fondo. Fu proprio per dare una boccata di ossigeno a chi aveva perso il lavoro a causa del Covid che nacque il fondo di solidarietà. In due anni il «Buon Samaritano» ha distribuito 270mila euro a 205 famiglie: per tanti questo intervento messo in campo dalla Chiesa e alimentato dalla generosità dei pratesi, ha rappresentato un’ancora di salvezza e ha evitato che le situazioni più fragili potessero oltrepassare la linea della povertà.

Il progetto del sostegno prevede un contributo a famiglia fino a 1500 euro a fondo perduto che vengono utilizzati per pagare, oltre alle utenze, anche rate del mutuo, affitti o altre spese valutate e approvate da una apposita commissione. I colloqui e la concessione dell’aiuto economico sono gestiti dall’associazione Insieme per la Famiglia.

Come dare una mano. È possibile dare un contributo al fondo con un versamento all’iban IT81Y0503421565000000001079 c/o Banco Bpm. Quanto donato è detraibile a fini fiscali. Per informazioni rivolgersi a Insieme per la Famiglia, scrivendo una email a segreteria@insiemeperlafamiglia.it oppure chiamando il numero 350-1110527 da lunedì a venerdì (escluso il mercoledì) dalle 10 alle 12.

Fonte: Comunicato stampa
Prato, la campagna «Bolletta sospesa» della diocesi: tante le richieste per avere, ma anche per dare
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