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Primarie dell'Unione, la Toscana con Prodi

Grande partecipazione al voto in tutta la Toscana, con lunghe file ai seggi per l'intera giornata, e netta affermazione per Romano Prodi, che ottiene, con il 79,5%, un risultato superiore alla media nazionale. In diversi seggi si è dovuti ricorrere alle fotocopie delle schede, perché tutte quelle preparate erano finite. Commenti entusiastici nel centrosinistra e nel centrodestra c'è chi chiede ora le primarie anche della Casa dlele Libertà.

Primarie dell'Unione, la Toscana con Prodi

Grande partecipazione al voto in tutta la Toscana, con lunghe file ai seggi per l'intera giornata, e netta affermazione per Romano Prodi, che ottiene un risultato superiore alla media nazionale. In diversi seggi si è dovuti ricorrere alle fotocopie delle schede, perché tutte quelle preparate erano finite.

Questi i risultati in Toscana delle elezioni primarie dell'Unione, tenutesi ieri, domenica 16 ottobre. Il leader dell'Ulivo ha ottenuto 381.600 voti su 482.150, pari al 79,5%. Al secondo posto Fausto Bertinotti con 75.666, pari al 15,8% dei consensi. Seguono poi Antonio Di Pietro con l'1,8% (8.480), Alfonso Pecoraro Scanio con l'1,5% (7.084), Clemente Mastella con lo 0,6% (2.728), l'indipendente Ivan Scalfarotto con lo 0,5% (2.527) e la no-global Simona Panzino con lo 0,3% (1.632).

A livello nazionale, secondo quanto comunicato da Vannino Chiti, coordinatore dell'ufficio di presidenza delle Primarie, quando sono stati scrutinati il 97,7% dei seggi italiani, la previsione è «di arrivare a 4 milioni 400 mila persone che hanno votato alle primarie» con Prodi al 74,4%. Un risultato davvero notevole, se si tiene conto che nel 2001 i voti validi alla Camera (quota proporzionale) furono 40.246.874 e che l'Ulivo raccolse circa 16 milioni di voto. In pratica un elettore su 10 e uno su quattro tra quelli che avevano votato Ulivo si sonor ecati ai seggi per le primarie.

Ecco nel dettaglio i dati forniti da Chiti: Romano Prodi 3.103.334 milioni di voti, con una percentuale del 74,4%; Fausto Bertinotti 609.394 mila voti (14,6%); Antonio Di Pietro 137.244 mila voti (3,3%), Ivan Scalfarotto 25.670 (0,6%); Simona Panzino 18.818 mila voti (0,5%); Alfonso Pecoraro Scanio 89.769 mila voti (2,2%); Clemente Mastella 187.167 mila voti (4,5%). Sono 18 mila gli italiani che hanno votato nei 170 seggi allestiti all'estero divisi tra 21 nazioni. Dai risultati mancano ancora i voti degli Usa ma, stando dalle percentuali elencate dal senatore Danieli, responsabile del voto all'estero, le percentuali attestano anche lì un Romano Prodi al 74,5%, perfettamente in linea con i voti raccolti in Italia.

«E' un risultato che mi carica di una grande responsabilità. Se è vero che i consensi sono oltre il 70% è un carico da novanta», ha commentato Romano Prodi alla diffusione dei primi dati. Positivi anche i commenti degli altri leader del centrosinistra e anche di Fausto Bertinotti, che pure non è riuscito ad erodere il consenso di Prodi. L'unico dato negativo è dato dallo «strappo» di Clemente Mastella. Il leader dell'Udeur, candidato pure lui alle primarie, ha denunciato un boicottaggio degli alleati ai suoi danni, facendo arrivare in Campania un numero troppo basso di schede e ha annunciato che la sua formazione sarà solo alleata dell'Unione e non parte integrante.

Euforici anche i commenti degli esponenti toscani del centrosinistra. «Il risultato delle primarie è uno straordinario potenziale d'alternativa al malgoverno della destra e di rinnovamento dell'Italia», ha commentato Così il segretario regionale dei Ds, Marco Filippeschi. «La grande partecipazione è un fatto di democrazia e non è una delega in bianco. Prodi e i dirigenti dell'Unione ora devono essere all'altezza delle attese e spenderla bene».

«Le primarie di ieri segnano uno straordinario risultato di partecipazione e danno una indicazione chiarissima sulla leadership di Romano Prodi - commenta Antonello Giacomelli, coordinatore regionale della Margherita Toscana -. I dati vanno al di là delle aspettative ed offrono l'immagine di un paese reale deciso a chiudere la parentesi berlusconiana ed investire la propria fiducia su Romano Prodi e sull'Unione. In questo contesto il risultato toscano appare tra quelli trainanti ed il consenso a Romano Prodi arriva a sfiorare quell'80%, da molti giudicato troppo ambizioso, che avevamo dichiaratamente indicato come obiettivo». «Appare evidente, anche ai profani o ai distratti, - continua Giacomelli - la differenza, il divario di mobilitazione, di partecipazione dell'opinione pubblica, oltre che la capacità di coinvolgere la società civile, che c'è tra gli appuntamenti analoghi che riguardano, o che hanno riguardato, singole forze politiche, e il risultato ottenuto nel corso di queste primarie che hanno visto mobilitarsi tutte le forze della coalizione Prodi e dell'Unione. Bisogna ora evitare un rischio ed accettare invece una sfida. Il rischio è quello di vanificare il risultato con patetici tentativi di intestarlo all'uno o all'altro partito e riaprire elucubrazioni su modalità elettorali, liste e tecnicismi di vario genere».

Fortemente critico il centrodestra. Il ministro leghista Roberto Calderoli ha definito le primarie come «il più grande inganno politico-mediatico della storia ai danni del popolo, tra l'altro quello della sinistra», mentre Isabella Bertolini (FI) le chiamate «una sceneggiata da avanspettacolo».

Ma in Toscana il presidente del gruppo di Alleanza Nazionale in Consiglio regionale, Maurizio Bianconi, arriva a invocare «Primarie anche per il centrodestra» perché ritiene «fondamentale recuperare il rapporto con gli elettori sentendo il loro parere e tenendolo in conto». «Le primarie dell'Unione – afferma infatti Bianconi – costituiscono un insegnamento e la riprova che anche il centrodestra dovrebbe ricorrere al medesimo strumento. Come il centrosinistra ha mobilitato e sentito il polso al suo elettorato, altrettanto potrebbe fare la destra. In questo modo, potrebbe valutare la propria tenuta organizzativa e l'appeal di tutti i suoi leader benché, così come a sinistra non era in discussione la leadership di Prodi, a destra non lo sia quella di Berlusconi».

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I risultati nel sito dell'Unione

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