Toscana

Pronto Badante, superati a Firenze i 2500 utenti

Un’improvvisa caduta che fa perdere in parte l’autonomia all’anziano. Basta poco, ad una certa età, per vedersi crollare il mondo addosso. Per questo si conferma sempre più necessaria la ‘ciambella di salvataggio’ del Pronto Badante, il servizio avviato nel marzo 2015 dalla Regione Toscana e realizzato dal volontariato fiorentino, che vede come capofila il consorzio Cos.

Ogni dodici ore, un nuovo anziano chiede di essere aiutato. Un boom di domande, che ha fatto lievitare a quota 2500 le persone, residenti nel capoluogo toscano, che hanno usufruito dell’opportunità.

Trovandosi in un momento d’improvvisa necessità, si sono rivolte al numero verde 800593388 per ricevere supporto. Spesso, sono gli stessi anziani a chiamare il Pronto Badante. Lo fanno anche per non disturbare i figli, sempre più presi dietro al lavoro che talvolta li porta lontani dalla casa dei genitori. Capita poi che a telefonare sia un vicino di casa o un conoscente.

Il Pronto Badante, quando i casi sono particolarmente complessi, collabora anche coi servizi sociali del Comune per cercare di mitigare le situazioni di abbandono e di emarginazione. Purtroppo, il 25% dei nostri anziani risulta privo di una rete di sostegno. E dato che un fiorentino su quattro ha oltre 65 anni, è evidente quanto possa fare la differenza un servizio tempestivo e concreto come quello del Pronto Badante, una mano sempre tesa per aiutarci a superare un momento complesso e di disorientamento qual è quello della perdita dell’autonomia da parte di un nostro caro.

Oltre a ricevere direttamente a casa entro 24-48 ore dalla chiamata le prime informazioni necessarie, grazie al progetto i cittadini possono anche ottenere un contributo di 300 euro. Una boccata d’ossigeno non da poco, in tutti i sensi.

«Pronto Badante –  sottolinea Alberto Ceccherini, direttore di Cos, Consorzio fra Misericordie e Pubbliche Assistenze fiorentine, – si è rivelato un servizio che, visto il numero delle richieste ed il favore riscontrato, intercetta un bisogno molto sentito dalla popolazione anziana: inoltre, coinvolgendo attivamente le realtà sane del territorio, contribuisce a  mantenere viva la coesione sociale. Il suo gradimento è ben testimoniato dal fatto che vi si accede in gran parte col passaparola, che rappresenta anche la migliore forma di gratificazione  per i volontari».

E conclude: «Pochi altri progetti come il Pronto Badante, anticipando lo spirito della riforma legislativa, hanno dato la possibilità al terzo settore di dare vita ad un lavoro comune con gli enti pubblici per programmare e progettare insieme gli interventi da realizzare».

Un po’ di numeri sul servizio Pronto Badante: oltre il 55% degli utenti ha più di 85 anni. Per più del 60%, si tratta di donne. Soprattutto, le richieste arrivano dai Quartieri 5 (32,7’%) e 2 (22,62%), seguiti dal 4 (20,57%), dal 3 (13,02%) e dall’1 (11,09%). Il 20% degli anziani bisognosi ha tra i 90 e i 94 anni. C’è anche un 8% che ha superato i 95.