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Protesta Elba, Rossi: «Lavoriamo insieme». I sindaci: «Avanti per 20 giorni»

Il presidente della Toscana: «La sanità toscana dispone di 600 milioni in meno. Ma non vogliamo rinunciare a offrire servizi di qualità. Per salvare il nostro welfare siamo obbligati a ridiscutere e rivisitare tutto il sistema. Questa è la realtà che dobbiamo affrontare. Le proteste, anche le più clamorose, non la cambiano»

Percorsi: Elba - Sanità - Toscana
Parole chiave: enrico rossi (422)

«Viviamo una situazione estremamente critica e difficile in cui nessun amministratore, comunale o regionale, ha più certezze sulla capacità di mantenere i servizi essenziali. Ma proprio agli amministratori spetta la responsabilità di affrontare i problemi con realismo, di contribuire alla loro soluzione con spirito costruttivo e – sarebbe utile – anche collaborativo». Così il presidente della Regione Enrico Rossi commenta l’iniziativa di protesta dei sindaci elbani, che manifestano sul tetto dell’ospedale contro i tagli ipotizzati per la struttura sanitaria e altri servizi pubblici (trasporti, scuole, uffici giudiziari). Protagonisti della protesta sono i sindaci Andrea Ciumei (Marciana Marina), Vanno Segnini (Campo nell'Elba), Luca Simoni (Porto Azzurro), Anna Bulgaresi (Marciana), Danilo Alessi (Rio nell'Elba) che poi sono stati raggiunti dal dimissionario Roberto Peria (Portoferraio).

«Non è vero che i sindaci dell’Elba sono stati abbandonati – prosegue il presidente –. Ieri ho contattato personalmente il sindaco di Portoferraio Roberto Peria, invitandolo a Firenze per un incontro. La scorsa settimana l’assessore regionale alla sanità Luigi Marroni ha incontrato i sindaci dell’isola d’Elba proprio per discutere con loro una nuova organizzazione sanitaria che tenga conto delle risorse disponibili. In quella occasione, e lunedì scorso anche con una lettera, l’assessore si è impegnato a definire in tempi rapidissimi (due mesi circa) un progetto sanitario specifico, che miri a tenere conto delle peculiarità dell’insularità e della qualità, quantità e sicurezza dei servizi sanitari. L’obiettivo è assicurare i migliori servizi ai cittadini».

«I tagli sistematici che il fondo sanitario ha subìto dal governo Berlusconi prima e Monti dopo – prosegue il presidente – rischiano di avere effetti disastrosi. La sanità toscana dispone di 600 milioni in meno. Ma non vogliamo rinunciare a offrire servizi di qualità. Per salvare il nostro welfare siamo obbligati a ridiscutere e rivisitare tutto il sistema, per individuare spazi di razionalizzazione e ottimizzazione delle strutture e dell’organizzazione. Questa è la realtà che dobbiamo affrontare. Le proteste, anche le più clamorose, non la cambiano. Lavorare insieme invece aiuterebbe».

Ma i sindaci hanno detto che continueranno la protesta per 20 giorni, 24 ore su 24. «Venti giorni - hanno spiegato - sono il tempo simbolico che ci separa dal termine ultimo per il ritiro delle dimissioni del nostro collega di Portoferraio, Roberto Peria. Siamo arrivati a questo punto, all'iniziativa mediatica, perché l'Elba, terza isola d'Italia, sta subendo tagli su tutto».

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