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RIFIUTI: CONVEGNO FA PUNTO SU TECNOLOGIE E STRATEGIE IN TOSCANA

Percorsi: Regione

I termovalorizzatori come base necessaria del presente ma anche la sperimentazione di nuove tecnologie, come la dissociazione molecolare, e tutte le strategie per affrontare la questione dei rifiuti e scongiurare possibili emergenze future in Toscana. Questo il tema al centro di un convegno organizzato oggi a Firenze dalle commissioni territorio e ambiente e sanità del Consiglio regionale. Durante il convegno è stato annunciato che in Toscana sarà realizzato, per la prima volta in Italia, un impianto sperimentale per la dissociazione molecolare. Tra gli interventi il presidente della commissione territorio e ambiente Erasmo D'Angelis (Pd) secondo cui "la Toscana è pronta a sperimentare nuove tecnologie, ma strutturalmente occorre partire dai termovalorizzatori che sono già in programma o in cantiere". D'Angelis ha poi ricordato come "oggi tutta la Toscana è al lavoro affinché i rifiuti non siano più un problema ma una grande risorsa. Questo significa ridurre i 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani che produciamo ogni anno, e i 7,5 milioni di tonnellate di speciali. Il nuovo piano regionale - ha aggiunto - punta alla riduzione e al recupero, passando dal 33% di raccolta differenziata al 65%, grazie al porta a porta". "Occorre poi - ha concluso - aprire il mercato delle materie ricicle, far rispettare 40% degli acquisti verdi per enti pubblici e aziende private". Per Fabio Roggiolani (Verdi), presidente della commissione sanità, "una Toscana senza cassonetti si può avere, attraverso la svolta della raccolta porta a porta. Occorre lavorare sul riuso della materia attraverso le nuove tecnologie per il recupero che lavorano a temperature più basse degli inceneritori permettendo un maggiore riciclo". Secondo Roggiolani "le nuove gare per gli impianti di smaltimento finale devono essere aperte anche alle nuove tecnologie e non solo agli inceneritori. Le discariche - ha concluso - saranno le miniere del futuro a patto di non ridurre tutto in un cumulo di cenere da cui non si recupera più niente". Tra gli interventi anche Ugo Bardi, della commissione interministeriale per le tecnologie di gestione e smaltimento dei rifiuti, che ha ricordato come "in Italia caschiamo sempre nel dibattito inceneritori sì o no, ed è un dibattito banale. Bisogna cambiare mentalità, comprendendo che il riciclo è una grande opportunità per la nostra industria grazie alle cosiddette materie prime seconde". (ANSA).

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