Toscana
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Regione: per cooperative comunità bando da 400.000 euro

Mano tesa alle cooperative di comunità. Annunciato all'inizio di aprile, il bando della Regione Toscana è stato pubblicato da qualche giorno: 400.000 euro a disposizione di quelle cooperative, costituite in genere dagli abitanti di un paese o di un borgo, che si mettono insieme per produrre beni e servizi per la loro comunità.

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Monticchiello, preso ad esempio con il suo Teatro povero per le cooperative di comunità

Per partecipare alla gara non è importante che siano costituite o ancora da costituire, l'essenziale è che abbiano un progetto per contribuire a mantenere vive e valorizzare comunità locali a rischio di spopolamento, in particolare in territori montani e marginali, o che si occupino di tutelare il paesaggio e l'ambiente. Ogni cooperativa potrà presentare un solo progetto: il termine per farlo, on line, sono le 23.59 di giovedì 21 agosto 2018.

Il contributo della Regione potrà arrivare fino al 70% della spesa, da un minimo di 5.000 euro ad un massimo di 50.000. L'unico limite è che chi riceve il finanziamento non ne abbia avuti, da enti pubblici, per più di 200.000 negli ultimi tre anni. «Come sperimentazione partiamo con 400.000 euro», spiega l'assessore alla Presidenza Vittorio Bugli. L'obiettivo, aggiunge, «è mantenere vive o valorizzare comunità locali sostenendo l'avvio di progetti che possano poi reggersi sulle proprie gambe». Sarà, inoltre, «un bando particolare rispetto ad altri, poiché su ogni progetto apriremo un confronto con gli enti locali, per migliorarlo eventualmente e valutare quali altre risorse possono essere adatte a sostenerlo, mettendo insieme competenze e risorse».

Il caso in Toscana che forse meglio aiuta a capire cosa sia o può essere una cooperativa di comunità è l'esperienza del «Teatro povero» di Monticchiello, paese del senese colpito dalla crisi della mezzadria all'inizio degli anni Sessanta e che allora ha scelto di aggregarsi intorno ad un'idea di teatro di piazza che costituisce oggi un'economia importante per la comunità. Oppure Succiso, sul versante emiliano dell'Appennino, che dai mille abitanti che contava negli anni Cinquanta è arrivato ad averne appena sessantacinque ed ha deciso a quel punto, nel 1991, di ricominciare tutto dall'apertura di un bar e dall'acquisto di alcune pecore, dopo di ché sono arrivati un agriturismo, una bottega di alimentari e una filiera legata alla produzione dei formaggi. Le cooperative di comunità «rappresentano una grande opportunità per alcuni territori della nostra regione», aggiunge Alessandro Giaconi, presidente dell'Alleanza delle cooperative italiane della Toscana, ovvero Agci, Confcooperative e Legacoop. «Sono - prosegue - lo strumento principale per impedire lo spopolamento di alcuni borghi, consolidare l'esistenza di comunità coese e stabili e creare opportunità di lavoro soprattutto per i giovani». 

Fonte: Agenzia Dire
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