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Riordino Province: sindacati, non si gioca sulla pelle dei lavoratori

Cgil, Cil e Uil della Toscana sottolineano la superificialità di alcuni dati emersi su quanti dipendenti delle province rischiano il posto a seguito dei processi di accorpamento. «Abbiamo inoltre chiesto alla Regione Toscana - sottolineano i sindacati - di assumere il ruolo di cabina di regia con le altre istituzioni coinvolte: Upi ed Anci».

Percorsi: Lavoro - Province - Sindacati - Toscana
Parole chiave: cisl (95), cgil (9), uil (7), lavoratori (3)
Riordino Province: sindacati, non si gioca sulla pelle dei lavoratori

I sindacati toscani entrano a gamba tesa sul riordino delle Province e lanciano un monito: non si gioca sulla pelle dei lavoratori. "Ci sconcerta, ma non ci stupisce, - sottolineano Cgil, Cisl e Uil della Toscana - l’uscita in questi giorni di articoli di stampa che con buona dose di superficialità si sono "prodigati" a dare i numeri su quanti dipendenti delle province rischiano il posto a seguito dei processi di accorpamento dettati dal decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di province e città metropolitane. Superficialità che si traduce in una informazione che suscita solo allarmismo verso i lavoratori e le lavoratrici delle province, visto che continua ad essere d’obbligo il "condizionale"».

«Ci piacerebbe sapere - continuano - sulla base di quali criteri considerando che ad oggi non abbiamo ancora certezze su funzioni, servizi, criteri di virtuosità e soprattutto come si concluderà l’iter di conversione del decreto legge. Abbiamo sopportato in questi ultimi due mesi lo squallido dibattito che la politica ha consegnato agli organi di stampa su confini e capoluoghi, non siamo disponibili però ad accettare che si giochi sulla pelle dei lavoratori, l’anello debole di tutta questa vicenda».

«Siamo consapevoli della complessità di questi processi e per tale ragione abbiamo rivendicato, con il presidio del 19 ottobre scorso, un tavolo istituzionale di livello regionale   quale sede naturale per affrontare seriamente le ricadute sui servizi ai cittadini e sul personale (ma non in termini di esuberi). Abbiamo inoltre chiesto alla Regione Toscana - concludono i sindacati regionali - di assumere il ruolo di cabina di regia con le altre istituzioni coinvolte: Upi ed Anci».

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