Toscana

SANITÀ, ACCORDI CON 8 AZIENDE FARMACEUTICHE PER SPERIMENTAZIONI CLINICHE

Cresce in Toscana l’attività di sperimentazione clinica dei farmaci. Nelle strutture del servizio sanitario regionale se ne avviano circa 700 l’anno, finanziate per la maggior parte dall’industria privata e autorizzate dai comitati etici delle Aziende sanitarie. Ad oggi ben 8 grandi imprese del settore hanno sottoscritto uno specifico protocollo con la Regione Toscana: sono Boehringer Ingelheim Italia, Eli Lilly Italia, Glaxo Smith Kline, Menarini, Novartis Farma, Sanofi-Aventis, Amgen Dompè e Abiogen Pharma. Con altre sono in corso i relativi contatti. Le strutture sanitarie pubbliche possono così utilizzare, nell’interesse dei pazienti e in modo sicuro e controllato, i più recenti ritrovati della ricerca sui nuovi medicinali. «Agli investimenti per una ricerca di qualità – spiega l’assessore per il diritto alla salute Enrico Rossi – abbiamo affiancato un impegno per costruire un rapporto corretto e proficuo con le industrie farmaceutiche. I pazienti, il servizio sanitario e l’intero sistema economico toscano non possono che beneficiarne».Una svolta importante a questa attività è stata impressa dalla diminuzione dei tempi con i quali i comitati etici e gli uffici amministrativi delle Aziende sanitarie rispondono alle richieste delle industrie, tempi che nel giro degli ultimi due anni si sono dimezzati, passando da 6-7 mesi a 2-3 mesi, e in qualche caso, come per l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Siena e la Asl di Livorno, non superano i 30 giorni. La velocizzazione già ottenuta ha consentito di incrementare di circa il 20% una attività che fa registrare investimenti delle industrie farmaceutiche per 5 milioni di euro l’anno, parte dei quali vanno ai professionisti sperimentatori e parte direttamente al Servizio sanitario regionale.Una nuova delibera, approvata dalla giunta regionale, contribuirà a rendere ancora più fluido e produttivo il sistema. La delibera individua nel direttore generale delle aziende sanitarie e ospedaliere il responsabile di una attività di facilitazione e supporto delle sperimentazioni cliniche. I DG (o i loro delegati) dovranno in pratica risolvere tutti quei problemi gestionali (reclutamento dei pazienti, raccolta dei dati) che possono nascere nel corso delle sperimentazioni, garantendone uno svolgimento corretto e sicuro. L’intero processo ha preso le mosse dalla delibera n.788 del 2006, che dettava indirizzi per il buon funzionamento dei comitati per la sperimentazione clinica e approvava quello schema di protocollo per accordi tra Regione Toscana e aziende farmaceutiche per la promozione di ricerca di qualità che le imprese hanno sottoscritto. (cs- Susanna Cressati)