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SCUOLA, ALLARME CISL: IN TOSCANA 1600 INSEGNANTI IN MENO

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La scuola toscana rischia il prossimo anno di trovarsi con 1.600 insegnanti in meno. Il grido d'allarme arriva dalla Cisl toscana e dalla Cisl Scuola regionale, che hanno confrontato l'incremento di alunni previsto – 3.456 secondo i dati del Ministero dell'Istruzione – con le proposte di riduzione degli organici per il 2003-2004. Incrociando così i dati risultano, rispetto all'anno in corso, 746 posti in meno per gli insegnanti di sostegno, 708 in meno nella scuola secondaria, 89 in quella media e 143 in quella elementare. Invariato il totale per le scuole dell'infanzia, dove però restano in lista d'attesa, e quindi esclusi dal servizio, oltre 5 mila alunni in tutta la regione.

«Siamo profondamente preoccupati – dice il segretario generale della Cisl toscana, Gianni Salvadori – per le linee di politica scolastica assolutamente negative perseguite dal governo che stanno procurando danni irreversibili alla scuola pubblica, mentre l'esecutivo viene meno anche alle promesse effettuate per la scuola parificata».

Ma non c'è solo questo. «Il governo – spiega Paolo Mazzoni, segretario della Cisl Scuola toscana – sta portanto avanti un'azione che tende a relegare la scuola pubblica statale, gestita con ottusi criteri contabili dal Ministero del Tesoro anziché con i criteri di ampliamento delle opportunità formative che dovrebbero essere propri del Ministero dell'Istruzione, ad un ruolo subalterno e marginale, vanificando anche quelle iniziative di crescita della qualità che hanno contraddistinto la scuola toscana, ma che tagli di organico e riduzioni delle risorse, –43%, stanno deteriorando in modo irreversibile, con una negazione di fatto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche. Queste infatti verranno a trovarsi praticamente paralizzate o, peggio ancora, costrette a richiedere contributi alle famiglie degli alunni».
Mazzoni denuncia anche come le riduzioni delle risorse economiche «per la maggior parte non sono previste da alcuna disposizione legislativa ma frutto di una politica di gestione economica assolutamente sorda alle esigenze della scuola e contraddistinta da una totale insensibilità nei confronti della parte più debole dell'utenza, come dimostrano le odiose misure nei confronti degli alunni handicappati e della 3ª area professionalizzante, per le quali sono stati praticamente azzerati i finanziamenti, per non parlare poi delle riduzioni operate sulla formazione del personale e sulle competenze accessorie (ad oggi non sono state ancora pagate le spettanze dei docenti che hanno svolto i corsi abilitanti riservati del 2000)».
Cisl Toscana e Cisl Scuola esprimono anche parere negativo sulla legge di riforma recentemente approvata dalla Camera, «che nasce – dice Maurizio Petriccioli, della segreteria regionale Cisl – senza che sia stato svolto un dibattito approfondito e completo, né a livello parlamentare né a livello delle scuole, del personale e dei genitori; una riforma che nasce sin dall'inizio senza risorse; una riforma talmente poco condivisa anche dalla maggioranza che la ha votata da richiedere oltre 40 ordini del giorno correttivi; una riforma priva di una definizione filosofico-pedagogica dell'alunno e della “mission” della scuola; una riforma unicamente di struttura, vuota e senz'anima».
«Non possiamo – concludono Cisl e Cisl Scuola – subire inerti un colpo così micidiale al sistema dell'istruzione pubblica toscana e prenderemo tutte le iniziative necessarie per impedirlo».
S.P.

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