Toscana

STRAGE IN IRAQ, IL CORDOGLIO DEL PAPA

“Ho appreso con profondo dolore la notizia del vile attentato a Nassiriya, in Iraq, dove carabinieri e soldati italiani hanno perso la vita nell’adempimento generoso della loro missione di pace”: così Giovanni Paolo II ha espresso al presidente italiano Carlo Azeglio Ciampi il suo cordoglio per l’attacco di questa mattina contro la base dei carabinieri a Nassiriya, costato finora la vita a 14 italiani e almeno 8 iracheni. “Esprimo la più ferma condanna per questo nuovo atto di violenza, che, aggiungendosi ad altri efferati gesti compiuti in quel tormentato Paese, non ne aiuta la pacificazione e la ripresa – ha aggiunto il Papa -. Nell’elevare la mia fervida preghiera per le vittime, invoco dal Signore cristiano conforto per i familiari ai quali mi sento particolarmente vicino in quest’ora di grande tristezza. Le chiedo, signor presidente, di voler far giungere ai militari e ai civili, impegnati nell’arduo compito a servizio di quella popolazione così provata, l’espressione della mia orante solidarietà”.

“Sono profondamente addolorato per quanto accaduto ai militari italiani a Nassiriya: gli iracheni apprezzano il loro lavoro e li rispettano. Ho avuto occasione più volte di rendermi conto che la nostra gente è contenta per la presenza dei vostri connazionali”. E’ stata la MISNA ad informare l’arcivescovo dei caldei di Bassora, monsignor Djibrail Kassab, dell’attentato di Nassiriya. Raggiunto telefonicamente a Bassora, 200 chilometri a sud di Nassiriya, il presule ha espresso sconcerto: “Voglio porgere le mie condoglianze al popolo italiano. Sono pronto a recarmi sul posto per capire meglio e portare, se serve, il mio contributo. Certamente pregheremo per loro”. Monsignor Kassab spiega che la comunità caldea di Nassiriya conta soltanto otto famiglie: “Per ora è impossibile parlare con loro per aver ulteriori notizie su cos’è accaduto, perché non hanno il telefono”. Misna