Toscana

STRAGE IN SPAGNA: LO SDEGNO E IL CORDOGLIO DEL NUNZIO, E DEGLI ARCIVESCOVI DI MADRID E DI BARCELLONA

“Ripugnante. Quello che è accaduto è un fatto di una gravità inaudita. Siamo tutti sconvolti dal dolore”. E’ il secco commento, rilasciato al Sir, del Nunzio apostolico in Spagna, mons. Manuel Monteiro De Castro, agli attentati che, questa mattina, hanno sconvolto Madrid facendo esplodere tre convogli nelle stazioni di Atocha, Santa Eugenia e El Pozo, causando – il bilancio è ancora provvisorio – quasi 200 vittime e 1000 feriti. Alla vigilia delle elezioni politiche di domenica l’auspicio del Nunzio è che “il popolo spagnolo si unisca ancora di più contro la minaccia portata da una esigua minoranza di persone”. “La coscienza civile e politica del Paese – ha dichiarato – deve emergere”. Gli stessi partiti in lizza per le elezioni “sono uniti nella ferma condanna di questi attentati”. “In questo momento – ha concluso – non resta che pregare per le vittime e per i loro familiari chiedendo al Signore che simili atti non debbano ripetersi mai più”.

“Le notizie di questa mattina sono tremende ed hanno causato un enorme dolore. Ci sono molti morti e feriti. Le esplosioni sono state enormi”. L’arcivescovo di Madrid, il card. Antonio Marìa Varela, ha rilasciato al Sir un commento alla strage di questa mattina a Madrid. “Non ci aspettavamo un attentato di questa natura – ha detto il cardinale – era molto tempo che il terrorismo dell’Eta non colpiva la Spagna con un attentato di questa natura. Solo poche settimane fa – ha aggiunto – la polizia aveva bloccato un’azione di questo tipo. La condanna del terrorismo dell’Eta era già stata formulata dalla Conferenza episcopale spagnola a novembre del 2002”. Una dichiarazione che “ha tutto il significato di una condanna corale del terrorismo e di tutti quelli che vi collaborano in qualsiasi forma”. “Ora bisogna restare vicino a tutte le vittime del terrorismo di oggi e degli anni passati, pregare anche per i familiari” è l’invito del cardinale.

“Sono diversi anni che la Spagna, colpita dal terrorismo dell’Eta, per questo è necessaria la conversione dei cristiani alla legge di Dio invocando la sua misericordia per tutti quelli che hanno sofferto”. Secondo l’arcivescovo di Madrid “non esiste terrorismo buono o cattivo. Il terrorismo non si può giustificare. Va condannato chiaramente”. Per far ciò “bisogna tagliare ogni radice, spazzare via ogni ragione che giustifica il terrorismo e scoprire la falsità e la malvagità di questa posizione”. L’antidoto al terrorismo esiste: “l’uomo deve considerare tutti gli altri uomini come fratelli, rispettare la dignità della persona e il diritto fondamentale alla vita. Convertirsi a fondo a Cristo affinché l’uomo sappia rispondere al male e al peccato commesso nei confronti dei suoi fratelli”.

La condanna degli attentati di Madrid e la richiesta all’Eta “di annunciare il suo scioglimento e smettere di uccidere” viene dal card. Ricardo Maria Carles, arcivescovo di Barcellona, in un messaggio inviato all’arcivescovo di Madrid, card. Rouco Varela. “Commosso per la tragedia che si è abbattuta oggi sulla popolazione dell’arcidiocesi di Madrid sconvolta dagli attentati di questa mattina – scrive il card. Maria Carles -, esprimo la pena e la solidarietà mia personale e della mia diocesi per tutti voi”. “Ancora una volta – dice il card. Carles – condanniamo questi attentati e ripetiamo all’Eta che l’unica cosa da fare è annunciare lo scioglimento e smettere di uccidere. Lo chiediamo in nome di Dio e in nome del rispetto dei diritti umani più elementari, come quello alla vita”. Il cardinale ribadisce inoltre la condanna, espressa già in diverse occasioni dalla Conferenza episcopale spagnola, “a quanti, in qualunque forma, appoggiano o legittimano il terrorismo”. “In questa terra che ha subito molti attentati – si legge ancora nel messaggio – ci sentiamo profondamente solidali con quanti ancora patiscono questo flagello, e specialmente con le nuove vittime, i feriti e i loro familiari, gli amici e i colleghi di questo popolo pacifico che di buona mattina si recava al lavoro”.Sir