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Sanità, mieloma multiplo: arriva a Firenze la campagna Ail «Ti sfido»

Ogni anno in Toscana vengono diagnosticati 250 nuovi casi di mieloma multiplo, una forma aggressiva di tumore del sangue. Ail (associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma) insieme a La Lampada di Aladino porta anche a Firenze la campagna nazionale di sensibilizzazione «Mieloma ti sfido- io non mi lascio cadere».

Presentazione dell'iniziativa in Regione

L'iniziativa intende far conoscere la malattia, ma anche i modi più efficaci per combatterla come la terapia di mantenimento dopo il trapianto di cellule staminali. Fino al primo febbraio nel capoluogo toscano resterà allestita l'installazione 'I duellantì in piazza della Repubblica. Per veicolare il messaggio del bisogno di battersi per piegare la patologia le due associazioni hanno scelto la metafora della scherma e come testimonial due che di duelli, almeno in senso sportivo, se ne intendono: Aldo Montano e Elisa Di Francisca, ori olimpici rispettivamente nella sciabola e nel fioretto. Il mieloma multiplo, spiega il presidente nazionale di Ail, Sergio Amadori, "é una patologia ancora poco conosciuta, spesso diagnosticata non tempestivamente per il carattere specifico dei suoi sintomi. Aumentare in generale la conoscenza di questo tumore ematologico per migliorare la consapevolezza e la qualità della vita dei pazienti è fondamentale". È altrettanto importante, chiarisce, "dare ai pazienti un messaggio di speranza ed essere al loro fianco".

L'incidenza di questa forma di tumore è di 5 casi ogni 100 mila abitanti. La causa scatenante spesso è legata ad alcuni prodotti usati, specie un tempo, nel mondo dell'artigianato. "In passato- spiega alla Dire Alberto Bosi, docente ordinario all'università di Firenze di malattie del sangue- la popolazione maggiormente esposta era rappresentata soprattutto dai lavoratori addetti alla lavorazione del pellame, di borse, ai calzaturifici perché usavano il benzolo". Adesso, fa notare, "il benzolo è stato eliminato, ma non è escluso che altri elementi tossici ambientali possano avere un ruolo. Infatti il mieloma è maggiormente presente in età più avanzata, quindi in pazienti che sono stati maggiormente esposti". Il tumore viene individuato oggi anche fra i giovani e questo del resto può essere ricollegato al numero crescente di casi scoperti "molto precocemente".

Rispetto ad alcuni anni fa, inoltre, si registra un cospicuo progresso delle cure, grazie all'arrivo di farmaci biologici e nuove tecnologie. "Si tratta- dichiara Elisabetta Antonioli, medico del dipartimento di Ematologia dell'ospedale di Careggi- di farmaci ben tollerati e che non sono più associati alla chemioterapia di vecchia generazione, alla nausea, al vomito, alla perdita di capelli". Un salto di qualità per i pazienti che ha già iniziato a dispiegare effetti importanti: "La sopravvivenza è più che raddoppiata negli ultimi 10 anni. Peraltro non si vedono ancora gli effetti dell'utilizzo dei nuovi farmaci".

Nel prossimo decennio la curva della mortalità associata al mieloma multiplo dovrebbe continuare a flettersi in misura sensibile. In ogni caso sarebbe un errore abbassare la guardia. È quello che consiglia la campagna lanciata da Ail e La Lampada di Aladino che invita collettivamente a unirsi alla battaglia anche con l'hashtag ufficiale #iotisfido. Chi si è già aggregato sono Aldo Montano ed Elisa Di Francisca protagonisti di uno spot nel quale con un duello di scherma raccontano la battaglia e l'auspicio di vittoria per i pazienti. "Quando mi hanno proposto di mettere in associazione uno sport con un tipo di malattia- spiega Montano- non vedevo quale potesse essere la similitudine. E invece studiando il problema, il mieloma, le problematiche che dà, direi che è calzante".

Un campione di scherma "deve lottare quotidianamente per una medaglia d'oro alle Olimpiadi, ai mondiali. Il paziente deve lottare per una medaglia ben più importante, che è quella della vita". In palio ci sono due trofei dal valore non comparabile reciprocamente ma, sottolinea Montano, "la particolare attenzione che abbiano noi nella scherma per l'attacco, la difesa, il non saper mai quando si riesce a chiudere un match, vincente o perdente, è molto calzante con quello che deve affrontare il paziente durante tutto il decorso della malattia".

Fonte: Agenzia Dire
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