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Siccità, la Toscana ha dichiarato lo stato di emergenza

La Toscana è sotto la morsa dell'afa e della siccità. Il presidente della Giunta regionale, Enrico Rossi ha firmato ieri la dichiarazione di stato d'emergenza. Un atto formale al quale seguirà la richiesta alla presidenza del Consiglio dei ministri di dichiarare lo stato d'emergenza nazionale

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Una task force composta da Regione, autorità idrica, autorità di bacino distrettuali oltre che da Asl e Comuni presenterà entro un mese un piano di interventi straordinari per mitigare la mancanza di acqua nei fiumi e nelle riserve. La situazione d'emergenza risulta dai dati del settore idrologico regionale. Del resto, la situazione non cambierà a breve, in base alle previsioni stagionali del Lamma. All'inizio della prossima settimana la task force proporrà a Rossi le prime misure da adottare. «Quando tre mesi fa abbiamo lanciato l'allarme sulla siccità non lo facevamo con leggerezza- commenta il governatore-. Da tempo andiamo dicendo che si tratta di un'emergenza da non sottovalutare. D'altra parte, ormai ci troviamo ad affrontare eventi di questa gravità con una cadenza meno che quinquennale, imparando sulla nostra pelle quali sono gli effetti dei cambiamenti climatici». Rossi auspica interventi strutturali pubblici e privati. Già nei prossimi giorni «potremo avviare le misure per ridurre gli impatti sugli usi idropotabili e produttivi», informa l'assessore all'Ambiente, Federica Fratoni. Mentre il titolare della delega all'Agricoltura, Marco Remaschi svela la propria preoccupazione per il settore e rende noto di voler indirizzare al governo «la richiesta di stato di calamità in deroga», come nel 2012, per garantire una copertura alle colture assicurabili.

E adesso in campo entra anche l'Autorità idrica regionale. Lo fa attraverso una nota, con la quale prescrive ai sindaci l'emanazione di ordinanze per il divieto dell'uso dell'acqua potabile per attività non strettamente necessarie (come il lavaggio dell'auto, l'innaffiamento di orti e giardini). L'altra raccomandazione è per le società che gestiscono gli acquedotti, affinché recuperino le perdite nelle tubature, anche attraverso la limitazione della pressione notturna. Ad oggi, l'isola d'Elba e la Lunigiana a quanto si apprende rappresentano le due zone di crisi grave per scarsità di acqua potabile. In una condizione di crisi media, invece, si trovano Massa, Carrara, la Val di Cecina, il territorio che va da Volterra fino al mare, con situazioni di disagio diffuse in tutta la regione. «Sono mesi che stiamo monitorando il territorio toscano- dichiara Alessandro Mazzei, direttore generale dell'Ait- e oggi siamo consapevoli che soltanto la dichiarazione dello stato di emergenza idropotabile può aiutarci ad attuare misure o interventi necessari a fronteggiare un'estate che potrebbe diventare tra le più secche e siccitose degli ultimi due decenni. Per questo invitiamo tutti i cittadini a non sprecare acqua fin da subito». Per quanto riguarda la questione della scarsità diffusa di risorsa idropotabile l'autorità ha stabilito, in collaborazione con i gestori, gli interventi più urgenti che riguardano l'attivazione di pozzi di captazione idrica: 10 nella provincia di Livorno, 5 nel pisano, 3 lungo la provincia di Grosseto e anche nel senese, 2 nell'aretino. Inoltre, un altro pozzo sarà attivato in provincia di Pistoia, e 4 nell'area fiorentina.

Fonte: Agenzia Dire
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