Toscana
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Dal n. 39 del 3 novembre 2002

Social forum, troppa paura

«Si parla più di violenza che di problemi», lamenta il segretario regionale della Cisl toscana, Gianni Salvadori. Così facendo il Social forum «rischia di diventare perdente già in partenza». È l'ordine pubblico, infatti, il tema su cui si è concentrato il dibattito e trascinata la polemica politica tra i governi locali di centrosinistra (Comune di Firenze e Regione Toscana) e il governo nazionale di centrodestra. Anche dopo l'intervento di martedì alla Camera del ministro dell'interno Giuseppe Pisanu, i poli sono rimasti divisi.

Social forum, troppa paura

Si parla più di violenza che di problemi», lamenta il segretario regionale della Cisl toscana, Gianni Salvadori. Così facendo il Social forum «rischia di diventare perdente già in partenza».

È l'ordine pubblico, infatti, il tema su cui si è concentrato il dibattito e trascinata la polemica politica tra i governi locali di centrosinistra (Comune di Firenze e Regione Toscana) e il governo nazionale di centrodestra. Anche dopo l'intervento di martedì alla Camera del ministro dell'interno Giuseppe Pisanu, i poli sono rimasti divisi. «Sulla manifestazione di Firenze gravano – a detta del ministro – rischi che ora recepiamo con sufficiente chiarezza e che destano viva preoccupazione. Tocca agli amministratori locali assumere una scelta in tempi brevi».

Si tratta di affermazioni «sconcertanti», ha replicato il parlamentare toscano Vannino Chiti (Ds): «Il ministro dice che ci sono dei rischi, ma fa appello alle istituzioni locali chiedendo loro di decidere se tenere o meno l'incontro a Firenze. Ma la legge non prevede niente del genere. Una manifestazione come questa può essere sospesa solo se il governo dice di non essere in grado di garantire la sicurezza della città, dei cittadini e di chi partecipa alla manifestazione». A questo proposito il sindaco di Firenze Leonardo Domenici ha parlato di «scaricabarile». Ma Forza Italia e il deputato toscano di Alleanza nazionale Riccardo Migliori hanno ribadito che l'«atto irresponsabile» è stato compiuto all'inizio della vicenda da parte del presidente della Regione Claudio Martini e dello stesso sindaco.

Alle polemiche interne, destinate a non finire comunque vadano le cose, si aggiungono gli allarmi che arrivano da fuori, come quello lanciato dagli Sati Uniti a proposito di Camp Darby, la base militare statunitense tra Pisa e Livorno verso la quale, da San Piero a Grado, si dirigerà un corteo di protesta nel giorno di apertura del Social Forum che, a giudizio della Margherita fiorentina e toscana, andrebbe sospeso al primo grave incidente. Gli esponenti locali del raggruppamento di centrosinistra invitano le associazioni e i promotori a «tirarsi indietro al primo atto di violenza e ad isolare i violenti per non essere in qualunque modo coinvolti e non dare alibi agli irresponsabili». L'appello è stato rivolto a nome della Margherita dal segretario regionale Erasmo D'Angelis e da quello fiorentino Matteo Renzi, che hanno proposto «a governo, organizzatori del Social forum, Comune e Regione, un Patto per Firenze» nel quale è appunto contenuto l'impegno ad interrompere i lavori in caso di incidenti.

L'appello della Margherita è rivolto anche «alle forze politiche perché si confrontino sui temi che saranno oggetto del Social forum». A questo proposito il raggruppamento ha organizzato un seminario internazionale, in programma il 5 novembre dalle 10 alle 19 nella Sala consiliare del Comune di Prato, sul tema «L'economia sociale nella globalizzazione. Movimenti collettivi e azione comunitaria». Il dibattito, che sarà moderato da Gianni Rossi, coordinatore della nostra redazione pratese, si svolgerà intorno al tema di una possibile economia che tenga conto di uno sviluppo umano e sostenibile. Dopo i saluti delle autorità e dei portavoci locali della Margherita, sono previsti numerosi interventi, tra cui quelli di Franca Bimbi, Rosy Bindi, Enrico Letta, Lapo Pistelli, Ermete Realacci (parlamentari della Margherita), Francesco Bicciato (Banca Etica), Mariarosa Cutillo (Mani Tese), Cecilia Dall'Oglio (Focsiv), don Antonio Dell'Olio (Pax Christi), Lorna Gold (economista dell'Università di York), Pierre Khalfa (Attak Francia), Maria Eletta Martini (presidente del Centro nazionale per il volontariato), Riccardo Moro (presidente Fondazione Giustizia e solidarietà), Edo Patriarca (presidente Forum terzo settore), Alberto Zoratti (Rete Lilliput - Roba dell'altro Mondo), Bernard Pinaud (Comitato europeo Social forum).

Intanto, anche il Comune di Firenze, in preparazione al Social forum, ha promosso un'iniziativa in collaborazione con la Federazione mondiale città unite (Fmcu), che porterà nel capoluogo toscano, tra il 3 e il 4 novembre, 150 sindaci per discutere di «Autorità locali europee, diritti globali e inclusione sociale».

Cos'è il Forum sociale europeo
Il «Social forum» o «Forum sociale europeo», in sigla Fse, è il primo incontro continentale europeo che segue al Forum sociale mondiale di Porto Alegre.
Come si legge nel sito ufficiale (www.fse-esf.org) , il Forum sociale europeo «è un appuntamento antiliberista, contro la guerra, antirazzista, per una nuova democrazia e nuovi diritti di cittadinanza» e «si configura come uno spazio d'incontro aperto per un dibattito democratico e approfondito di idee, formulazione di proposte, libero scambio di esperienze e pianificazione di azioni congiunte tra entità e movimenti della società civile che vogliono costruire una società planetaria centrata sull'essere umano».
Il Forum, dunque, «rappresenta una tappa del Social forum mondiale», perciò, «come a Porto Alegre, dovrà ospitare soggetti diversi (donne, giovani, lavoratori, studenti, immigrati ...) con una attenzione particolare al coinvolgimento dei soggetti socialmente emarginati (immigrati senza permesso, senza-tetto, disoccupati...) e alle lingue diverse (non solo per quanto riguarda i dibattiti politici ma anche, ad esempio, per quanto riguarda gli eventi culturali)».

Tra i punti principali, a livello europeo, di cui si occuperà il Forum: «il processo verso una Carta sociale dei diritti e della cittadinanza; il processo di costruzione dell'Unione europea; la responsabilità dell'Europa nei riguardi del mondo». Attualmente al Forum hanno aderito circa 450 associazioni. Ogni giorno sono previste 150 iniziative tra seminari e work shop.

Quattro giorni di incontri e dibattiti
Quelli del Social forum saranno quattro giorni di incontri, dibattiti, conferenze, workshop e finestre sul mondo. Di seguito i principali appuntamenti.

MERCOLEDI 6
Inaugurazione del Forum sociale europeo alle 18 in Piazza Santa Croce con un concerto bandistico con formazioni da tutta Europa.

GIOVEDì 7 e VENERDì 8
9,00-13 sei conferenze plenarie in contemporanea sui tre temi del Forum: Liberismo, Guerra, Democrazia e Diritti. Previsti 3 mila partecipanti ciascuna.
14,30-17,30 sessanta seminari e 80 workshop.
18-20 finestre sul mondo. Il movimento si confronta con le istituzioni, i partiti, i sindacati. Spazi di approfondimento su altri continenti.
La sera di venerdì alle 21 Forum dei Comuni.

SABATO 9
9-13 sei conferenze plenarie in contemporanea sui tre temi del Forum come i giorni precedenti.
15 manifestazione europea per la pace e contro tutte le guerre. Al termine grande concerto di chiusura.

Social forum, il contributo dei cattolici -- DI ALBERTO MIGONE

I cattolici e il social forum

Documento dell'associazionismo fiorentino

Pace e sviluppo, tornano le «sentinelle»

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