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Strade. Sindaci: ok riapertura E45 a mezzi leggeri, ma non basta

La riapertura del viadotto Puleto al solo traffico leggero non basta per aiutare le imprese, bisogna riaprire anche la statale tiberina 3 bis per quello pesante e lavorare per rimettere in sesto al più presto la E45. Lo affermano i sindaci del territorio romagnolo, commentano i «rumors in terra toscana» che darebbero per imminente il dissequestro del viadotto.

Il viadotto che è stato sequestrato sulla E45

Se è vero che la Procura di Arezzo vuol riaprire il viadotto sulla E45 solo al traffico leggero, è «una notizia positiva, ma non basta per risolvere i problemi del sistema delle imprese e dei trasporti». Lo affermano oggi i sindaci del territorio romagnolo interessato dalla chiusura della strada, commentando «i rumors in terra toscana», che «paiono confermare come la Procura aretina stia valutando la riapertura del viadotto Puleto, chiuso il 16 gennaio perché ritenuto a rischio».

Per i primi cittadini non si tratta di una sorpresa, visto che «non più tardi di martedì scorso, durante l'incontro con il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, di fronte a Comuni, Province e Regioni, l'amministratore delegato di Anas Massimo Simonini ha detto che 'per noi l'opera è pienamente fruibile'». Però, sottolineano Marco Baccini (Bagno di Romagna), Enrico Cangini (Sarsina), Paolo Lucchi (Cesena), Monica Rossi (Mercato Saraceno), Enrico Salvi (Verghereto), «non basterebbe la sola riapertura al 'traffico leggerò, perché di questo pare si stia parlando, per risolvere i problemi giganteschi nei quali sono precipitati i nostri cittadini e le nostre imprese».

La riapertura al traffico leggero, sottolineano «garantirebbe una risposta facilitante al trasporto dei pendolari e forse anche una via d'accesso ai turisti verso di noi», anche se «il danno d'immagine procurato in questi giorni a causa delle naturali paure naturali indotte dalla chiusura di un viadotto alto più di 100 metri, non è certo recuperabile in poco tempo». Però, non sarebbe una risposta «per il sistema delle imprese, dei trasporti di merci e persone».

Per questo, i primi cittadini confermano le loro richieste «e cioé che Anas, anche in presenza di una riapertura parziale del viadotto, comunque si faccia carico del recupero totale della strada statale 3 bis Tiberina, che rappresenta una alternativa viaria indispensabile e che certo lo resterà anche in futuro, per non trovarci di nuovo isolati come lo siamo oggi».

Anas, ricordano, «lo ha garantito in presenza del ministro Toninelli e non accetteremmo mai una retromarcia rispetto a questo». Quello che serve al territorio, comunque, «é la riapertura totale al traffico dell'E45, nell'ambito di interventi strutturali che evitino per il prossimo futuro di gettare il territorio della Valle del Savio nello stato di prostrazione nel quale è precipitato dal 16 gennaio. Su questo le nostre comunità non sono disponibili ad accettare alcuna ambiguità».

Detto ciò i primi cittadini chiedono che che i percorsi nazionali e regionali avviati per il sostegno alle imprese, ai lavoratori, alle famiglie «che stanno subendo danni ingentissimi in questo periodo, vengano confermati». La presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini a Cesena già venerdì per confrontarsi con le parti sociali sugli interventi regionali, «ci pare già un segnale di concreta vicinanza ai nostri territori e non abbiamo dubbi che anche il vice premier Luigi Di Maio saprà reagire in fretta con la stessa disponibilità dimostrata dal Governo sulle questioni collegate alla viabilità», concludono.

Fonte: Agenzia Dire
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