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TERREMOTO INDONESIA: A NIAS RICERCA SOPRAVVISSUTI SOTTO MACERIE; ARRIVANO PRIMI AIUTI

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“Da questa mattina (30 marzo, ndr) i militari indonesiani, arrivati sull'isola di Nias, stanno lavorando per le strade con gruppi di volontari per cercare di salvare eventuali sopravvissuti sotto le macerie delle loro case e per raccogliere i morti, così da evitare problemi sanitari”: lo ha detto alla MISNA padre Raymond Laia, frate cappuccino che ha vissuto personalmente gli interminabili minuti del sisma che due giorni fa ha raso al suolo una parte dell'isola. “Non sappiamo quante possano essere vittime, poiché è certo che vi siano ancora persone sotto le macerie. Camminando per le strade di Gunung Sitoli, la capitale, si vede ovunque gente che scava tra i resti delle loro case alla ricerca di parenti o amici dispersi. I militari stanno evacuando in queste ore i feriti e stanno trasportando le vittime nei luoghi in cui saranno sepolte, così da evitare complicazioni sanitarie” ha aggiunto il missionario, al termine di una telefonata resa difficoltosa dai cattivi collegamenti e dalla mancanza di energia elettrica che impedisce di ricaricare gli apparecchi telefonici.

Aiuti di vario genere stanno arrivando in queste ore nell'isola di Nias e nelle altre località indonesiane colpite dal terremoto di lunedì scorso. Il ‘Catholic Relief Services' (Crs), ente ufficiale della comunità cattolica statunitense impegnato negli aiuti in 90 Paesi del mondo, sottolinea che in questo momento “le necessità primarie sono aiuti sanitari, cibo e provviste essenziali”.

Da Banda Aceh, capoluogo dell'omonima provincia duramente colpita dal maremoto del 26 dicembre scorso, il Crs ha inviato a Nias un traghetto con un migliaio di kit di emergenza contenenti utensili, lenzuola, tappetini e altri oggetti. Inoltre l'organismo sta mandando nell'isola decine di esperti sanitari e forniture mediche.

Anche l'Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) è impegnata a spedire a Nias una ventina di camion con i soccorsi. Gli autoveicoli carichi di acqua, latte, generi alimentari e medicinali sono spediti a bordo di imbarcazioni dalla città portuale di Sibolga con destinazione Gunung Sitori, principale centro dell'isola di Nias. Due squadre delle Nazioni Unite – composte da personale dell'Onu, di organizzazioni non governative e da esponenti del governo dell'Indonesia – sono già arrivate a bordo di elicotteri a Nias e Simeulue per verificare le condizioni dei residenti, condurre una ricognizione aerea, avviare un sistema di comunicazioni e iniziare le operazioni umanitarie.

Anche alcuni governi di nazioni asiatiche hanno mostrato disponibilità a intervenire nei luoghi del disastro. Il Giappone ha inviato oggi 11 medici che resteranno a Nias due settimane e forniranno assistenza ai feriti. La presidente delle Filippine, Gloria Macapagal Arroyo ha presentato le proprie condoglianze alle vittime della catastrofe e ha promesso aiuti umanitari, senza però fornire indicazioni concrete. L'esercito dell'Australia, Paese leader nel Pacifico meridionale, ha inviato aerei militari con tonnellate di farmaci e personale medico per un'eventuale evacuazione dei sopravvissuti. Il governo cinese ha detto che donerà 500.000 dollari in contanti. La Commissione europea, infine, ha affermato che invierà una propria squadra sul posto per verificare l'entità dei danni e, se necessario, fornirà un ulteriore aiuto finanziario. (Misna)

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