Toscana
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Dal n. 12 del 26 marzo 2006

Toscana: la contesa degli aeroporti

Basta conflitti: l'invito perentorio del presidente della giunta regionale, Claudio Martini, riguarda i due aeroporti di Firenze e Pisa, impegnati in una pluridecennale contesa. Meno conflitto c'è, più ci guadagna la Toscana, ha poi precisato il presidente. La chiusura per lavori dell'aeroporto fiorentino – riaprirà l'8 aprile – ha riacceso le discussioni sul ruolo dei due scali.
DI ENNIO CICALI

Toscana: la contesa degli aeroporti

di Ennio Cicali
Basta conflitti: l'invito perentorio del presidente della giunta regionale, Claudio Martini, riguarda i due aeroporti di Firenze e Pisa, impegnati in una pluridecennale contesa. Meno conflitto c'è, più ci guadagna la Toscana, ha poi precisato il presidente. La chiusura per lavori dell'aeroporto fiorentino – riaprirà l'8 aprile – ha riacceso le discussioni sul ruolo dei due scali.

L'aeroporto fiorentino «Vespucci», stretto fra l'autostrada e monte Morello, è da sempre «condannato» a non sviluppare la pista. Decine di progetti hanno esaminato nel tempo – il primo risale ai primi anni '60 – varie possibilità di ampliare la pista di atterraggio: spostarla parallela all'autostrada, oppure interrare l'autostrada stessa, ma poi non se n'è fatto di nulla. Ora si guarda a una diversa collocazione del sistema radar per utilizzare la pista in senso bidirezionale. Attualmente le procedure di atterraggio sono consentite solo nel senso autostrada – monte Morello e quelle di decollo da monte Morello verso l'autostrada. Lo sviluppo dell'aeroporto è stato penalizzato, da decenni, dalle scelte urbanistiche fiorentine. Ma non è finita, nella piana di Sesto si prospettano altre destinazioni: dal termoregolarizzatore, agli insediamenti scientifici, al parco. La conclusione è ovvia.

Al contrario, Pisa, grazie alla sua posizione strategica – monti relativamente lontani, ampi spazi sul mare, piste militari supercollaudate negli anni – può guardare al futuro senza problemi, come dimostra la facilità con cui ha accolto i voli dirottati dallo scalo fiorentino. Un collaudo importante per lo scalo pisano, che utilizza due piste militari – una di 2800 metri, l'altra di 3100 – anche in vista delle prossime ristrutturazioni. La pista principale, ulteriormente allungata di 200 metri, potrà accogliere qualsiasi tipo di aereo. Inoltre, con la cessione delle piazzole militari passerà, entro il 2007, dalle attuali 9 a 23 piazzole di sosta per gli aerei.

I due scali, Firenze e Pisa, hanno ottenuto nello scorso anno lusinghieri risultati di esercizio. Nel periodo gennaio–dicembre 2005 i passeggeri partiti e arrivati su voli di linea e charter dall'aeroporto di Firenze sono stati 1.692.760, un record per lo scalo fiorentino. Risultati ottimi anche per il «Galilei» di Pisa che ha superato quota 2 milioni 300 mila passeggeri, con 40 destinazioni e 51 voli al giorno, una quota destinata ad aumentare fino ad arrivare ai 6 milioni di passeggeri l'anno.

Il sistema aeroportuale toscano comprende altre realtà, seppure di più limitate possibilità. L'aeroporto di Grosseto, nato come struttura militare, è stato aperto al traffico civile nei primi anni '60 per rispondere alle esigenze delle nascenti strutture turistiche. Nel 2000 è stata inaugurata la nuova aerostazione, ampliati il piazzale aerei e il parcheggio auto, con un movimento complessivo di circa 100 mila passeggeri l'anno. Attivo dal 2000 l'aeroporto di Siena Ampugnano, anch'esso di origine militare, è aperto al traffico strumentale diurno e notturno, voli charter, executive e di linea. L'aeroporto di Lucca Tassignano è aperto al traffico commerciale e turistico. Traffico turistico anche per l'aeroscalo di Marina di Campo (isola d'Elba) con voli di linea per varie destinazioni. Dedicato all'attività sportiva l'aeroporto di Arezzo, anche se ogni tanto si chiede il suo ampliamento o addirittura la costruzione di una nuova struttura: tante voci a favore e altrettante discordi. Aperto all'attività aeroturistica anche l'aeroporto di Massa Cinquale.

Il rapporto tra la Toscana e il numero degli aeroporti è sufficientemente favorevole. Però il sistema aeroportuale regionale è caratterizzato da aeroscali monopista – unica eccezione Pisa – con la difficoltà a interagire fra loro con collegamenti efficienti. Per superare questi ostacoli è all'opera da tempo il gruppo di lavoro che dovrà migliorare l'integrazione fra gli aeroporti toscani. Creato dalla Regione è guidato, a titolo personale, dal presidente degli industriali toscani, Sergio Ceccuzzi, con la partecipazione dei presidenti delle società di gestione degli scali di Firenze, Pisa, Grosseto e Siena. Alla presentazione del «masterplan» per l'aeroporto di Pisa, il presidente Martini ha spiegato come «singolarmente presi Pisa e Firenze sono in una zona media nella graduatoria degli aeroporti italiani, visti insieme sono la terza - quarta potenza aeroportuale nazionale». Da qui l'invito a superare antiche rivalità, perché se uniti si vince, da soli si conta poco.

La scheda
• Pisa
Galileo Galilei
Due piste: m. 3100x 60, m. 2800 x 60
Fondo: asfalto

• Firenze
Amerigo Vespucci
Una pista: m. 1770x60
Fondo: asfalto

• Grosseto
Una pista: m. 3007x45
Fondo: asfalto

• Siena Ampugnano
Una pista: m. 1500x60
Fondo: asfalto

• Lucca Tassignano
Una pista: m. 910x18
Fondo: asfalto

• Elba
Marina di Campo
Una pista: m. 1095x22
Fondo: asfalto

• Arezzo
Una pista: m. 750x20
Fondo: asfalto

• Massa
Cinquale
Una pista: 720x50
Fondo: terra battuta

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Aldo Barsali 09/12/2017 05:29
La storia vive
Arroganza e demagogia nel dna dei fiorentini, come la volpe con l'uva: "Se non lo possiamo fare noi, gli altri devono morire!". Basterebbe un treno espresso come in tutte le città serie ... ma tanto i soldi sono dei contribuenti!
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andrea 26/03/2006 00:00
Ciao mi chiamo Marco e vi scrivo da Milano, amo la Toscana e mi piace questo sito, a proposito degli aeroporti toscani, ho avuto l'occasione di atterrare sia a Pisa che a FIrenze. Sinceramente devo dire che ho riscontrato più competenza ed organizzazione nello scalo di Pisa. Secondo me la soluzione potrebbe essere lasciare Firenze come city airport con qualche collegamento in europa e destinare a Pisa il resto del traffico, potenziando i collegamenti ferroviari.

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