Toscana
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Toscana zona rossa: chiese aperte per la Messa, autocertificazione per recarsi in chiesa

Da domani la Toscana sarà zona "rossa": sarà possibile proseguire a celebrare la Messa con partecipazione di popolo, garantendo, ovviamente, il pieno rispetto di tutte le misure di sicurezza messe in atto finora. Per muoversi all’interno delle zone rosse (e dunque anche per recarsi nelle chiese) è necessaria un’autocertificazione da mostrare in caso di controlli delle forze dell’ordine.

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Rispondendo alle richieste di chiarimento dei giornalisti legate al Dpcm del 3 novembre 2020, nei giorni scorsi il direttore dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana, Vincenzo Corrado, aveva precisato che circa le celebrazioni, il testo precisa nuovamente che anche per le regioni ad alto rischio “l’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro” (art. 1 comma 9 lettera p). Come già nei precedenti Dpcm viene chiarito che le celebrazioni con la partecipazione del popolo si svolgono nel rispetto del protocollo sottoscritto dal Governo e dalla Conferenza Episcopale Italiana, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico (articolo 1 comma 9 lettera q).

Nessun cambiamento, dunque. Nelle zone rosse però, per muoversi (e quindi anche per partecipare a una celebrazione o recarsi in un luogo di culto) deve essere compilata l’autocertificazione. Vale poi il divieto di non uscire dal proprio comune di residenza o domicilio per usufruire di servizi disponibili all'interno del territorio: anche per la Messa quindi l'indicazione è di recarsi nella chiesa più vicina.

Circa la catechesi e lo svolgimento delle attività pastorali, alla luce delle indicazioni del Dpcm, la Segreteria generale della Cei consiglia una consapevole prudenza; raccomanda l’applicazione dei protocolli indicati dalle autorità e una particolare attenzione a non disperdere la cura verso la persona e le relazioni, con il coinvolgimento delle famiglie, anche attraverso l’uso del digitale.

Già l’Ufficio catechistico nazionale con il documento “Ripartiamo insieme” aveva suggerito alcune piste operative. In particolare, per le zone rosse, la Segreteria generale invita a evitare momenti in presenza favorendo, con creatività, modalità d’incontro già sperimentate nei mesi precedenti e ponendo la dovuta attenzione alle varie fasce di età.

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