Toscana

Trasporto pubblico locale, la Regione riapre il bando. Pdl: «Decisione inspiegabile»

«Una decisione immotivata, inspiegabile e foriera di rischi e conseguenze negative per la Regione stessa e i comuni minori, penalizzati dai parametri introdotti nel nuovo bando. La Giunta Rossi faccia chiarezza sulle ragioni che hanno di fatto condotto all’annullamento della prima gara, a distanza di pochi mesi dalla sua chiusura».

Così i consiglieri regionali del PdL componenti della commissione Mobilità Paolo Ammirati, Jacopo Ferri e Giovanni Santini (vicepresidente della commissione stessa) assieme al capogruppo PdL Alberto Magnolfi e al vicepresidente della commissione Attività produttive Nicola Nascosti annunciano la presentazione di un’interrogazione incentrata sulla riapertura del bando di gara per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale regionale. Al primo bando – risalente all’agosto scorso e i cui termini per la presentazione delle manifestazioni d’interesse erano fissati al 31 ottobre 2012 – avevano risposto sette soggetti aziendali operanti a livello nazionale e internazionale. A distanza di neanche quattro mesi – la delibera della Giunta risale al 27 febbraio scorso – il governo regionale decide di «integrare e ripubblicizzare l’avviso per l’individuazione degli operatori economici con conseguente riapertura dei termini per la presentazione di ulteriori manifestazioni di interesse”.

«I dubbi che pretendiamo siano chiariti – spiegano gli esponenti del Popolo della Libertà – riguardano diversi aspetti, a partire da quello procedurale: le manifestazioni di interesse sono atti che rendono irreversibili le gare. La riapertura dei termini apre la strada a ricorsi da parte delle sette società che hanno manifestato interesse a partecipare alla gara entro i termini fissati nel primo avviso. E a motivare la riapertura della selezione non sembra bastare la modifica dei parametri fissati, poiché sia il numero di chilometri che l’ammontare delle risorse economiche indicati nel primo avviso risultavano comunque sufficienti, nonostante la riduzione dei trasferimenti nazionali», proseguono Ammirati, Ferri, Santini e Magnolfi e Nascosti.

«Come se non bastasse, a peggiorare la situazione ci si mette un’ulteriore modifica: l’intenzione della regione di includere nel bando di gara anche le linee deboli, equiparandole alle forti. La conseguenza di questa unificazione comporterebbe esiti negativi per i piccoli comuni – naturalmente interessati alle linee deboli e pronti a gestirle con un proprio impegno finanziario – che si troverebbero a dover contribuire al finanziamento dell’intero sistema di trasporto pubblico regionale e non alle sole linee di diretto interesse. Un’ulteriore tegola che non fa altro che aumentare i dubbi e la contrarietà nei confronti della decisione della Giunta», concludono gli esponenti del PdL.