Toscana
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Dal n. 35 del 6 ottobre 2002

Treni, viaggiare è sempre più difficile

«Così non si può andare avanti», poche parole per riassumere il giudizio del comune di Prato sul trasporto ferroviario regionale. Il giudizio negativo parte dalla constatazione che i collegamenti non sono adeguati alle esigenze di una comunità che ogni giorno vede quattromila persone andare e venire da Prato a Firenze, senza contare poi quelle dirette verso altri centri. E la Fit-Cisl conferma la situazione di disagio con il 20% dei treni che accumula ritardi, soprattutto per le carenze di personale.
DI ENNIO CICALI

Treni, viaggiare è sempre più difficile

di Ennio Cicali
«Così non si può andare avanti», poche parole per riassumere il giudizio del comune di Prato sul trasporto ferroviario regionale. Il giudizio negativo parte dalla constatazione che i collegamenti non sono adeguati alle esigenze di una comunità che ogni giorno vede quattromila persone andare e venire da Prato a Firenze, senza contare poi quelle dirette verso altri centri. Inoltre, Prato funge da nodo di scambio per i treni regionali che viaggiano sulla direttrice Firenze–Viareggio – toccando quindi Pistoia e Lucca – e quelli in arrivo e in partenza da e per Bologna (linea Direttissima).

Nasce da lontano la protesta di Massimo Carlesi, assessore alla mobilità dell'amministrazione pratese, che l'11 luglio ha scritto all'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato e alla Regione Toscana esprimendo le più vive rimostranze circa i continui disservizi che caratterizzano la circolazione dei treni regionali in un tratto di ferrovia che si appresta a divenire una linea metropolitana di superficie ad alta frequenza di collegamenti.

Venti giorni dopo risponde l'amministrazione ferroviaria: «Nella maggior parte dei casi si è trattato di problemi originati da eventi eccezionali e imprevedibili – dice – ai quali si è cercato di dare soluzione con la massima tempestività possibile».

Una risposta che non piace al Comune di Prato che ribatte, punto su punto, sulla situazione critica del trasporto ferroviario regionale: dalla ricorrente scarsa puntualità dei treni regionali alla carente pulizia e decoro delle carrozze. Inoltre, lamenta inconvenienti tecnici come i continui blocchi delle porte, i fastidiosi rumori determinati dalle cosiddette «ruote quadre», il blocco del sistema di ventilazione/condizionamento e, d'inverno, del riscaldamento. Inconvenienti dovuti, secondo il Comune di Prato, più che alla vetusta del materiale alla carente manutenzione. Inoltre, lamenta la carenza dell'informazione al pubblico e della pulizia nelle due stazioni pratesi.
Successivamente, in un incontro tra amministrazione comunale pratese e i rappresentanti delle segreterie provinciali e regionali dei ferrovieri (Fit-Cisl, Filt-Cgil e UilTrasporti) sono state poste le basi per unificare gli sforzi e la collaborazione tra i sindacati dei ferrovieri, associazioni degli utenti e amministrazioni locali affinché siano eliminati, a livello locale e nazionale, situazioni di disservizio e criticità originate dall'abbandono e dal degrado di un buon numero di stazioni e aree ferroviarie in genere e dalla manutenzione non continuata dei rotabili ferroviari.

Tra gli obiettivi concordati al termine della riunione è la necessità di innalzare il livello della qualità del servizio: i treni devono essere puntuali, efficienti e puliti; anche le stazioni devono essere locali di accoglienza e quindi comode e sicure.

Di disservizi, ritardi, condizioni di lavoro dei ferrovieri, pulizia delle carrozze, proteste dei pendolari si è parlato recentemente anche in una seduta congiunta di tre commissioni del consiglio regionale (territorio e ambiente, trasporti integrati e lavoro). La Regione Toscana è parte interessata alla «questione ferroviaria» anche se il servizio è gestito direttamente dall'azienda. E i mezzi a disposizione della Regione per migliorare il servizio sono: le sanzioni, il contratto di servizio in fase di rinnovo, i contributi per l'acquisto di nuovi treni locali (alcuni sono entrati in funzione da poche settimane), le gare. Sui problemi dei lavoratori l'assessore regionale Conti si è tirato fuori: «È una vertenza sindacale – ha affermato alle tre commissioni – Fa parte della fisiologia democratica e non sono in corso licenziamenti: la Regione non può entrare nel merito».

Da Prato al Valdarno: martedì 1 ottobre, il treno in partenza alle 6,55 da Arezzo è soppresso. Mentre nelle varie stazioni si alzano le proteste dei viaggiatori, tutti pendolari – lavoratori e studenti – sul teleschermo degli orari appare la scritta «le Ferrovie augurano buon viaggio». E la storia continua…

Cisl: carenza di personale, disagi e ritardi per i viaggiatori
Centosessantaseimila viaggiatori nei giorni feriali, 100 mila il sabato, 75 mila nei giorni festivi, 44 mila chilometri percorsi ogni giorno, 620 treni nei giorni feriali, 550 in quelli festivi: sono questi i numeri del sistema ferroviario regionale sul quale si appuntano le critiche di enti locali e viaggiatori. Ritardi e disservizi sono all'origine delle proteste. Lo scorso giugno sono stati soppressi 145 convogli: 96 per la mancanza del personale di macchina, 25 per guasto locomotore, 24 per problemi di manovra. Inconvenienti scesi a 122 in luglio e 101 ad agosto, ma il traffico era diminuito per il periodo feriale.

La Fit-Cisl Toscana (il sindacato dei lavoratori dei trasporti) denuncia la situazione negativa, relativamente ai disagi che i viaggiatori devono sopportare, ma anche per le innumerevoli ripercussioni sulle condizioni dei lavoratori delle Ferrovie.

«I ritardi dei treni tra i 5 e 15 minuti si aggirano ogni giorno intorno al 20% dei treni viaggiatori, mentre le soppressioni sono mediamente di un centinaio il mese – dicono Ciro Recce, segretario generale della Fit Cisl Toscana, Stefano Boni e Fabrizio Giorgetti, segretari del settore ferrovieri –. Questa situazione si è creata principalmente per le carenze di personale; sia di macchinisti e di capitreno. sia di addetti alla manutenzione carrozze e locomotori. La carenza di personale, denunciata ormai da anni, si può quantificare in circa 200 persone. di cui 50 macchinisti, 60 capitreno 90 operai. Alcune volte, per mancanza di personale di bordo, le ferrovie sono costrette a far circolare i treni con alcune carrozze chiuse, mentre magari le altre sono strapiene di pendolari. A causa di questa situazione, denunciata ormai da tempo, sono stati promossi gli ultimi scioperi e iniziative regionali, insieme ai comitati dei pendolari che sono in piena sintonia con rivendicazioni da noi promosse. Questa nuova alleanza, che vogliamo rafforzare anche per il futuro, è un segno evidente che come sindacato ci stiamo muovendo nella direzione giusta, in difesa dei diritti generali, per migliorare il servizio, la qualità e puntualità del treno».
«Con le ultime azioni di lotta – è la conclusione – abbiamo sostenuto l'apertura di un tavolo di concertazione con tutti i soggetti interessati, Ferrovie, Enti Locali, Associazioni dei pendolari, sindacati, per un esame approfondito del trasporto locale su ferro in Toscana, per il rilancio del trasporto passeggeri e per il rispetto degli accordi sottoscritti, dove ognuno, a partire dalla Regione, faccia la propria parte».

Treni, viaggiare è sempre più difficile
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ROBERTO 22/05/2003 00:00
Vedi l'articolo pubblicato a questo indirizzo: http://www.bloggers.it/socioweb/articolo_leggi.cfm?idArticolo=d20m5a2003h21m0
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Daniele 01/01/1970 01:00
Vogliamo + controllo da parte della forza pubblica sui treni.
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Alessandro albano 01/01/1970 01:00
Vergogna! Sono un'assiduo fruitore dei servizi ferroviari italiani e non posso non essere daccordo con quanto detto anzi, a sostegno dell'articolo appena letto voglio anche sottolineare il fatto che non e' possibile nel duemila e tre esistano stazioni come quella di prato..... Una vergogna per noi pratesi ma ancor di più per i vari turisti (pochi purtroppo) che arrivano nella nostra città e che sicuramente vengono subito messi a dura prova dalla scarsissima funzionalità dei vari sportelli della stazione ferroviaria della città di Prato. Ancora vergogna!

Totale 3 commenti

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