Toscana

UNA «CARTA» PER LA MONTAGNA TOSCANA

Con la sottoscrizione della Carta delle montagne toscane, documento che fissa impegni, obiettivi e percorsi condivisi per il varo del Piano d’azione che vedrà la luce nel 2003, si è conclusa la seconda giornata di «Montagne di Toscana», la conferenza regionale organizzata da Regione ed Uncem, punto di arrivo di un percorso di riflessione e confronto che si è snodato nell’arco di tutto l’anno.

È stato l’assessore al coordinamento delle politiche per la montagna, Tommaso Franci, ad illustrare i contenuti della Carta – a cui hanno aderito i rappresentanti degli enti locali e delle associazioni di categoria – ricordando come i punti programmatici siano stati concertati con tutti i soggetti interessati. Basata su quattro principi cardine – sussidarietà istituzionale e sociale, defiscalizzazione, semplificazione e sostenibilità ambientale – il documento individua anche una serie di obiettivi specifici, con la finalità, tra le altre cose, di contrastare i processi di abbandono e degrado attraverso il miglioramento delle condizioni di vita, di lavoro e di accessibilità ai servizi, di rafforzare gli incentivi alle attività economiche montane, sia tradizionali che innovative, di migliorare l’efficacia delle azioni di protezione degli ecosistemi, con particolare riguardo alla prevenzione del rischio idrogeologico, alla tutela della biodiversità e della risorsa idrica.

A conclusione dell’illustrazione della Carta l’assessore Franci ha auspicato che la montagna abbia un’adeguata considerazione anche nel nuovo Statuto regionale. Ai lavori della Conferenza è intervenuto il presidente della giunta Claudio Martini che si è chiesto come finanziare nuove politiche per la montagna, quando la disponibilità delle risorse pubbliche è in evidente declino. «Siamo chiamati a definire una politica di sviluppo per la nostra montagna, e non solo per una questione di equità, ha detto Martini, perché cioè un cittadino del Casentino o dell’Appennino Pistoiese ha gli stessi diritti di chi vive nel centro di Firenze, ma anche perché la buona salute della montagna è un presupposto essenziale per la buona salute della pianura. Questo però richiede nuove risorse in un quadro di segno completamente opposto per il drastico ridimensionamento dei fondi europei dopo il 2006, per i tagli alle aree montane e ai piccoli comuni previsti dalla Finanziaria, per la crisi dei grandi settori industriali, che inevitabilmente sottrarrà finanziamenti ad altre realtà. Eppure proprio quello delle risorse sarà il banco di prova decisivo per le politiche per la montagna».

Martini ha preannunciato una fase di lavoro straordinario proprio su questo tema, affrontando sia la questione della quantità delle risorse che della qualità del loro uso, ma anche le opportunità che possono scaturire da politiche intersettoriali e dall’integrazione tra pubblico e privato. «La montagna – ha concluso il presidente – non ha bisogno di politiche assistenziali, perché questo è di fatto un depauperamento, ha bisogno di stare dentro i circoli virtuosi dell’eccellenza».(ANSA)