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Il parere di Massimo Passamonti, presidente di Sistema Gioco Italia

Gioco d'azzardo, parlano gli imprenditori: «Il nostro settore legale e controllato»

Tra gennaio e maggio la spesa effettiva è stata di 426 milioni, mentre le vincite hanno superato 1,8 mld: ogni toscano ha speso nei giochi in media 134 euro, e l’Erario ha beneficiato di oltre 220 milioni.

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gioco d'azzardo e imprenditori

Cresce il giro d’affari del gioco legale in Toscana: nei primi cinque mesi del 2012, secondo i dati diffusi a Firenze da Sistema Gioco Italia, si registra una crescita del 15% in termini di raccolta. Se il trend si manterrà costante il 2012 potrebbe chiudersi con incassi per 5,4 miliardi di euro contro i 4,77 miliardi del 2011. Tra gennaio e maggio la spesa effettiva è stata di 426 milioni, mentre le vincite hanno superato 1,8 mld: ogni toscano ha speso nei giochi in media 134 euro, e l’Erario ha beneficiato di oltre 220 milioni.

La fetta di incassi più consistente in termini di incassi arriva dagli apparecchi per slot machines e lotterie istantanee, il 58,6% del mercato complessivo; seguono i giochi online come poker e casino (13,9%) e i Gratta&Vinci (11,7%). Nei primi cinque mesi dell’anno è cresciuta la raccolta media mensile procapite soprattutto dei giochi online come il videopoker (+118%), ma anche degli apparecchi (+10,5%) e dei giochi a base sportiva (+7,6%); calano il Superenalotto (–13,7%) e i giochi ippici (–24,2%).

«Si cominciano a sentire segni negativi per la raccolta in diversi comparti – ha osservato Massimo Passamonti, presidente di Sistema Gioco Italia – è il segnale che la crisi è molto forte, e che non è vero che la gente gioca di più quando c’è crisi». Secondo Passamonti, al vertice della federazione costituita di recente in seno a Confindustria, «dobbiamo tenere competitivo il gioco legale, perché se così non fosse si scivolerebbe nell’illegalità». C’è poi l’aspetto dell’occupazione. Le imprese del settore in Italia sono 5.800 con un bacino occupazionale di oltre 100 mila addetti: oltre 20 mila operatori direttamente impiegati nel settore e più di 80 mila all’interno dei punti vendita. «La filiera del gioco e dell’intrattenimento – spiega Passamonti – si configura come un vero e proprio settore industriale, caratterizzato da grande dinamicità, con prospettive di sviluppo e condizioni di crescita ancora a due cifre».

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