Vita Chiesa

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«Oggi vogliamo contemplare il Crocifisso proprio in questa veste: come il prototipo e il rappresentante di tutti i reietti, i diseredati e gli ‘scartati’ della terra, quelli davanti ai quali si volta la faccia da una altra parte per non vedere». È l’inizio dell’omelia tenuta da padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, durante la celebrazione della Passione del Signore, presieduta questo pomeriggio dal Papa nella basilica di San Pietro.

Un appello a farsi carico dei «nuovi crocifissi» di oggi e dei «troppi calvari sparsi per il mondo». A lanciarlo è suor Eugenia Bonetti, nelle meditazioni scritte per la Via Crucis su incarico del Papa. Le storie di madri, bambini, migranti, vittime delle tratta e di trafficanti senza scrupoli, mentre noi ci rintaniamo nelle nostre «cittadelle blindate», sono un invito a farsi carico di queste «vie dolorose» rompendo il circolo colpevole del silenzio, dell'ipocrisia e dell'indifferenza. Tutti siamo responsabili, ognuno di noi può fare qualcosa. Soprattutto le donne

«Il vescovo non è il più importante, il vescovo deve essere il più servitore». Perché «la regola di Gesù, la regola del Vangelo» è «la regola del servizio». Con queste parole, pronunciate a braccio come tutta l’omelia, il Papa ha spiegato il gesto della lavanda dei piedi a 12 detenuti del carcere di Velletri, che ha compiuto subito dopo.

«Il Giovedì Santo è giorno di gratitudine per il dono che abbiamo ricevuto come presbiteri e di ribadito impegno nell’esercizio fedele e generoso del ministero ricevuto per i nostri fratelli e sorelle». Lo ha ricordato il cardinale arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, all’inizio della Messa crismale celebrata questa mattina nella cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Nessun permesso è stato concesso da Israele ai cristiani di Gaza per permettere loro di uscire dalla Striscia e recarsi a Gerusalemme per pregare durante le feste pasquali. A dichiararlo al Sir è Wadie Abunassar, responsabile per i media dei leader delle Chiese cristiane in Terra Santa. 

Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) sarà insignita del Path to Peace Award. L'annuale riconoscimento conferito dalla Missione permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New York e dalla Path to Peace Foundation è assegnato nel 2019 alla Fondazione pontificia «in riconoscimento del sostegno umanitario e pastorale offerto da Acs ai cristiani perseguitati in tutto il mondo».