Vita Chiesa

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Il lockdown ha fatto emergere potenzialità  e carenze, grande generosità e chiusure, vitalità e fatica, balzi in avanti e ritardi. Abbiamo visto soluzioni pastorali interessanti,  l’uso di linguaggi nuovi:  tutto questo non deve essere «sprecato». La comunità monastica di Camaldoli
ha organizzato un convegno di quattro giorni per cercare di scorgere le ferite  da rimarginare e i segni di speranza

Nell'omelia della Messa per il Corpus Domini, il Papa ha spiegato che l'Eucaristia "guarisce la nostra memoria ferita, la nostra memoria orfana, la nostra memoria negativa, la nostra memoria chiusa". "Con Gesù possiamo immunizzarci dalla tristezza", ha assicurato: "E' urgente ora prendersi cura di chi ha fame di cibo e dignità, di chi non ha lavoro e fatica ad andare avanti", l'appello finale

«La Chiesa pratese c’è: le nostre porte sono aperte e i nostri tavoli sono disponibili, nella libertà e nella distinzione dei ruoli. Questa città che ha le risorse per ripartire e ripartire prima degli altri, come è stato scritto bene, deve fare uno scatto adesso, immaginando il proprio futuro». È un vero e proprio appello a Prato quello lanciato dal vescovo Giovanni Nerbini nell’omelia della messa del Corpus Domini celebrata questa sera in piazza Duomo.

“Il Comitato tecnico scientifico (Cts, ndr) richiama, anche per i riti religiosi che prevedono una processione all’esterno di strutture ecclesiastiche e luoghi di culto – ferme restando l’adozione delle misure relative al distanziamento fisico, all’uso delle mascherine e all’osservanza della corretta ‘etichetta respiratoria’ e delle altre misure igienico-sanitarie come il lavaggio frequente delle mani –  il rigoroso rispetto delle misure precauzionali al fine di evitare ogni tipo di aggregazione o assembramento dei fedeli”. Lo riporta la risposta del ministero dell’Interno al quesito posto dalla Segreteria generale della Cei.

“La violenza è ovunque nelle nostre società” ma “nulla può giustificare pratiche ispirate al razzismo”. Chiudendo l’assemblea plenaria dei vescovi francesi, il presidente e arcivescovo di Reims, mons. Éric de Moulins-Beaufort, prende la parola sulle manifestazioni che, sulla scia degli Stati Uniti, si stanno svolgendo in Francia in nome di Adama Traoré, il ragazzo di 24 anni nero morto due anni fa, a seguito – così ha stabilito un’inchiesta – della tecnica di immobilizzazione adottata dai gendarmi, quella del “placcaggio ventrale”.