Vita Chiesa

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«Se tu dici di amare tuo fratello ma in verità non lo ami, lo odi, tu sei un bugiardo». È il monito del Papa, nell'omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta, il cui tema è stato la «lotta di tutti i giorni» contro lo spirito del mondo, che è «bugiardo», è uno «spirito di apparenze, senza consistenza», mentre «lo Spirito di Dio è veritiero». 

È la logica del dono l'antidoto alla «cultura dello scarto e dell'indifferenza», come ci insegna Madre Teresa, «modello» di carità verso i poveri e i bisognosi. Lo scrive il Papa, nel messaggio per la prossima Giornata mondiale del malato, in programma l'11 febbraio in forma solenne a Calcutta. La vita è un dono di Dio, non è «proprietà privata», il monito, insieme al «grazie» ai volontari e all'invito a dire no all'aziendalismo e al profitto ad ogni costo, rivolto alle istituzioni sanitarie cattoliche.

Dio «fa il primo passo» e ama «l'umanità che non sa amare», perché ha compassione e misericordia, mentre noi anche se siamo buoni, tante volte non capiamo i bisogni degli altri e restiamo indifferenti, «forse perché l'amore di Dio» non è entrato nei nostri cuori. Così Papa Francesco nell'omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta, offerta in suffragio dell'arcivescovo Giorgio Zur, già nunzio apostolico in Austria, «che abitava in questa Casa» e «che è venuto a mancare ieri a mezzanotte», ha detto Francesco, secondo quanto riferisce Vatican news.

Si è aperto ieri mattina a Lione il processo contro l'arcivescovo della città, il card. Philippe Barbarin, accusato di aver coperto, lasciandolo al suo posto per parecchio tempo, padre Bernard Preynat, reo confesso di abusi sessuali su oltre 70 minori durante il periodo in cui era responsabile del gruppo scout, tra il 1970 e il 1980.