Vita Chiesa

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«Il formale è un'espressione del reale», ma devono procedere «insieme», altrimenti si finisce per vivere un'esistenza di «apparenze», una vita «senza verità» nel «cuore». Lo ha detto Papa Francesco nell'omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta, come riferisce «Vatican News».

«Non dobbiamo mai cessare di metterci reciprocamente in guardia dalla tentazione dell'autosufficienza e dell'autocompiacimento, quasi fossimo Popolo di Dio per nostra iniziativa o per merito nostro. Questo ripiegamento su noi stessi è molto brutto e ci farà male sempre: sia l'autosufficienza nel fare o il peccato dello specchio, l'autocompiacimento». Lo ha detto Papa Francesco incontrando ieri mattina, nella Basilica Papale di San Giovanni in Laterano, i parroci e i sacerdoti della diocesi di Roma per il tradizionale appuntamento di inizio Quaresima.

«Con cuore fraterno e paterno invitiamo tutti gli uomini e le donne della Toscana, i fedeli e le popolazioni delle nostre terre con le loro istituzioni, a rispondere generosamente e di persona a questo invito: Quest'anno... la Toscana da san Francesco!». È questo l’invito che i Vescovi toscani rivolgono in un messaggio con cui annunciano che saranno i Comuni della Toscana ad offrire, quest’anno, l’olio per la lampada che arde dinanzi alla tomba di San Francesco, ad Assisi.

«Quando il cuore si volge indietro, quando prende una strada che non è quella giusta - sia indietro sia un'altra strada, ma non va per la strada giusta -, perde l'orientamento, perde la bussola, con la quale deve andare avanti. E un cuore senza bussola è un pericolo pubblico: è un pericolo per la persona e per gli altri». Lo ha detto il Papa, nell'omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta.

Durante l’udienza generale in piazza San Pietro, davanti a 10 mila fedeli, Papa Francesco riprende il ciclo di catechesi dedicate al «Padre Nostro», soffermandosi sulla seconda invocazione con cui ci rivolgiamo a Dio: «Venga il tuo Regno». Nei saluti in lingua, ha ricordato l’inizio della Quaresima, tempo «della penitenza, del digiuno e della rinuncia».