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1º maggio: Cei, «la sfida più formidabile è la tutela della dignità del lavoro»

Nel messaggio in occasione del 1° maggio, festa dei lavoratori i vescovi italiani sottolineano l'importanza «di promuovere un'equa distribuzione delle risorse, di favorire l'inclusione di chi viene ‘scartato', di tutelare l'ambiente e difendere il lavoro».

Percorsi: Cei - Lavoro
Donna al lavoro (Foto Sir)

«Viviamo in un sistema economico che ha dimostrato capacità eccezionali nel creare valore economico a livello globale, nel promuovere innovazione e progresso scientifico e nell'offrire ai consumatori una gamma sempre più vasta di beni di qualità. Il rovescio di questa medaglia sta nella difficoltà di promuovere un'equa distribuzione delle risorse, di favorire l'inclusione di chi viene ‘scartato', di tutelare l'ambiente e difendere il lavoro». Lo scrivono i vescovi italiani nel messaggio in occasione del 1° maggio, festa dei lavoratori. Il titolo del testo è «Il capitale umano al servizio del lavoro».

In questo contesto, si legge, «la sfida più formidabile, soprattutto nei paesi ad alto reddito dove i lavoratori avevano conquistato con dolore e fatica traguardi importanti, è proprio quella della tutela e della dignità del lavoro. Dignità che è essenziale per il senso e la fioritura della vita umana e la sua capacità di investire in relazioni e nel futuro. La situazione è resa particolarmente difficile perché richiede la capacità di adattarsi e di rispondere a due trasformazioni epocali: quella della globalizzazione e della quarta rivoluzione industriale». Per i vescovi, «la rete, le macchine intelligenti e le nuove opportunità d'interazione tra le stesse e con gli esseri umani aumenteranno sempre più la nostra capacità di fare e modificheranno la nostra capacità di agire». Dal messaggio della Commissione episcopale Cei per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, si apprende che «il progresso scientifico e tecnologico è un dono e un frutto dell'operosità dell'ingegno umano che può diventare benedetto o avvelenato a seconda della maggiore o minore capacità di porlo al servizio della persona».

«Abbiamo sempre più bisogno di competenze culturali e politiche all'altezza della sfida, per cogliere gli elementi fondamentali e guidare nel modo più efficace il Paese in questo difficile percorso, per promuovere ciò che ci nobilita e per scartare ciò che ci umilia», proseguono i vescovi. «Appare del tutto evidente, da questo punto di vista, l'importanza di costruire politiche che favoriscano l'investimento in due direzioni principali», proseguono i vescovi: «Da una parte la formazione, l'istruzione e le competenze che saranno sempre più importanti per favorire la riqualificazione del lavoro ed andare ad occupare i tanti spazi aperti dalle nuove potenzialità create. Dall'altra l''umanità' diventerà una delle chiavi di successo principali dei mondi del lavoro futuri, perché l'arte della collaborazione (fatta di fiducia, cura interpersonale, reciprocità, prossimità), i servizi alla persona e le relazioni saranno sempre più qualificanti e decisive. La capacità di fare squadra, producendo capitale sociale, sarà una delle chiavi del successo professionale ed assieme della fioritura umana e spirituale della vita».

«La sfida affascinante della vita del Paese (e quella su cui ci giochiamo il futuro del lavoro) può essere vinta solo superando la carestia di speranza, puntando su fiducia, accoglienza ed innovazione e non chiudendosi nella sterilità della paura e nel conflitto. Comprendendo che l'altro non è colui che mi contende una ricchezza data ma è un dono e un'occasione per costruire una ‘torta' più grande. La storia del progresso umano - concludono i vescovi - insegna che il benessere economico e sociale non è un'acquisizione data ed acquisita su cui lottare per la spartizione. Il vero tesoro di una comunità (e quindi del nostro Paese) e garanzia per il suo futuro è la somma delle fatiche e delle competenze, dell'impegno a contribuire al progresso civile e della capacità di cooperare e fare squadra dei propri cittadini. Se sapremo preservare ed arricchire questo tesoro riusciremo anche a vincere la sfida della dignità del lavoro di oggi e del futuro».

Fonte: Sir
1º maggio: Cei, «la sfida più formidabile è la tutela della dignità del lavoro»
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