Vita Chiesa
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Arezzo, concluse le celebrazioni in onore del santo patrono

Mons. Riccardo Fontana: «San Donato ci ricorda che l’unità si raggiunge solo se ciascuno cede qualcosa di proprio per costruire una storia comune». Conferito il diaconato a Francesco Polizzi. Consegnati gli elaborati dei tre Circuli maiores del Sinodo. Le nomine di san Donato.

Mons. Riccardo Fontana

«Il Patrono san Donato ci dà la misura dell’agire comune. Il suo stesso nome dice l’identità di questa Chiesa, che si fonda sulla generosità di ciascuno ed è dono per tutti. Il Santo Martire ci ricorda questa sera, che l’unità si raggiunge soltanto se ciascuno cede qualcosa del proprio, pur di costruire una storia comune. Il Martire ci insegna che solo con il sacrificio ad immagine di Gesù, si passa alla fatica del vivere d’ogni giorno alla Resurrezione, una rinascita che è dono dello Spirito. In questa logica il Ministero del Diaconato che, questa sera, conferiamo al nostro fratello Francesco Polizzi della comunità di Bucine». Con queste parole - pronunciate all’inizio dell’omelia della Santa Messa stazionale, celebrata in Cattedrale - mons. Riccardo Fontana ha sintetizzato il significato profondo dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono della nostra Diocesi e, rivolgendosi al nuovo diacono Francesco Polizzi, lo ha ringraziato perché il conferimento dell’Ordine sacro del Diaconato dà l’occasione a tutti noi di riflettere sul servizio che la Chiesa deve offrire al mondo.

 «L’Assemblea è, questa sera, arricchita anche dalla presenza dei Circuli maiores del nostro Sinodo – ha continuato il presule - che, dopo un lavoro davvero impegnativo, riconsegnano elaborati i progetti, le aspettative dei cinquecento sinodali, che – da mesi – sono impegnati nella preghiera, nella ricerca della volontà di Dio, per rinnovare la pastorale di questa Chiesa diocesana».

«Lo scopo di questo Sinodo diocesano che stiamo celebrando è ricostruire il progetto del rinnovamento della nostra pastorale, con la forza dello Spirito. La nostra comune preghiera deve trovare nel Signore la forza del cambiamento, perché si individuino i linguaggi nuovi e più adatti, i segni eloquenti, perché la proposta del Vangelo, confermata dai molteplici segni di carità, torni a ridire, con sobrietà e rispetto, che Gesù è in mezzo a noi».

 «Affidiamo quindi a san Donato – ha continuato il vescovo Riccardo – la nostra volontà di servire con attenzione soprannaturale la nostra Chiesa. Chi vuole imitare il Pastore Buono deve provvedere al gregge, anche se rischia di non essere compreso da qualcuno. Sarebbe invece da mercenario lasciare che le cose vadano avanti come sono e raccogliere facili plausi».

Infine, la riconferma di un impegno continuo e costante da parte del vescovo: «Voglio assicurare tutti che come pastore di questa Chiesa desidero ascoltare tutti, essere vicino specialmente a chi ha opinioni diverse dalla maggioranza e proseguire lo stile sinodale, felicemente iniziato, raccogliendo l’invito del Papa».

 È ormai tradizione invalsa che, in occasione della S. Messa stazionale che conclude i festeggiamenti in onore di S. Donato, siano rese note le nomine dei nuovi Parroci della Diocesi e di coloro, sacerdoti e laici, incaricati di ministeri e servizi particolari nella Chiesa diocesana. L’elenco dettagliato viene pubblicato sul sito della diocesi e dell’emittente diocesana TSDtv.

 Alla celebrazione in Duomo hanno partecipato i sacerdoti della nostra Diocesi e per sottolineare l’universalità della figura di san Donato e lo spirito ecumenico, proprio della nostra Diocesi, non è senza significato che abbiano partecipato alla celebrazione eucaristica anche rappresentanti di altre confessioni, tra cui: il proto presbitero della chiesa di Costantinopoli padre Octavian Tumuta della Chiesa ortodossa romena di San Giovanni Battista in San Bartolomeo ad Arezzo, padre Oleksander Volodymyrovych archimandita della Chiesa Russa Ortodossa, padre Thomas della chiesa ortodossa indiana e vari laici della chiesa ortodossa ucraina, serba e russa.

Fonte: Sir
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