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Arezzo, festa in diocesi per l'ingresso del nuovo vescovo Andrea Migliavacca

Una grande giornata di festa per la Chiesa di Arezzo-Cortona-Sansepolcro per l’inizio del ministero pastorale del nuovo vescovo, mons. Andrea Migliavacca. “Vorrei vivere in mezzo a voi cercando la vita, promuoverla anche nelle povertà, nelle fragilità, nel peccato, nelle diversità”.

Percorsi: Diocesi di Arezzo
Migliavacca

Una grande giornata di festa per la Chiesa di Arezzo-Cortona-Sansepolcro che ha vissuto oggi l’inizio del ministero pastorale del nuovo vescovo, mons. Andrea Migliavacca. Una giornata di gioia e speranza per questa Chiesa che, in obbedienza al Papa, ha accolto il suo nuovo Pastore, il quinto vescovo della diocesi, eretta il 30 settembre 1986 dall’unione delle precedenti tre Chiese.

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“Inizio oggi con voi, amata Chiesa di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, il mio cammino di Pastore e a tutti voi chiedo il dono della accoglienza, il dono della vostra benedizione, la cordialità della vostra amicizia. A tutti dico già il mio grazie più intenso” ha detto il nuovo vescovo nella sua omelia pronunciata in Cattedrale durante la celebrazione eucaristica che ha rappresentato il cuore dell’intensa giornata.

“Ci guidano le letture che sono state proclamate, perché come già ho scritto nel mio primo saluto alla diocesi ci guida la stella polare della Parola di Dio. Le tre pagine bibliche ci parlano anzitutto di attesa” ed “è con questo spirito di attesa che possiamo leggere anche l’inizio del mio ministero in mezzo a voi” ha voluto sottolineare il presule, che poi ha aggiunto: “Tante attese ci accompagnano nella vita e anche oggi, anche in questa celebrazione, anche nel mio cuore… E la Parola ci dice: viene il Signore, c’è vita per te…”.

Un secondo richiamo emerge dalla Parola proclamata dove figura “un incontro promesso”, accompagnato dall’attesa, “che è portatore di vita”, si tratta dell’incontro con Dio: “Cercare Dio – ha proseguito il vescovo Andrea – significa dunque cercare la vita vera, la vita donata da Lui. Vorrei vivere così da vescovo in mezzo a voi…: cercando la vita…, nell’incontro con il Signore e con tante storie di vita, le vostre. Lo stile è racchiuso un poco anche nel motto del mio stemma episcopale: ‘Maestro dove abiti?’ e poi la stella cometa che guida una ricerca… Cercare la vita. Desidero cercare, vedere, incontrare la vita, promuoverla lì dove si trova o dove va fatta rinascere, lì dove c’è anche una pur flebile esperienza di vita ed ogni sua espressione, nei luoghi ove è segnata da fragilità eppure è carica di pienezza. Cercare la vita… anche nelle povertà, nelle fragilità, nel peccato, nelle diversità… Vedere la vita che nasce, vedere la vita possibile, gustare la vita, accogliere, ascoltare, condividere. Così leggo per me oggi l’invito a vegliare: cerca la vita…, cogli ogni seme di vita… e indicala ai tuoi fratelli e sorelle, a voi, cari amici. L’Avvento potrebbe diventare tempo intenso in cui chiedere al Signore che egli non aggiunga soprattutto giorni alla nostra vita, ma vita ai nostri giorni”.

Il vescovo Andrea ha voluto concludere l’omelia con un’immagine evocativa, per interpretare il suo essere partito dalla Lombardia, terra di origine, per approdare in Toscana: “Il riferimento è ad un film dei fratelli Taviani, originari di San Miniato. Il film mostra la scena di un bimbo in auto… e, guardando dal finestrino, chiede: ‘Cos’è quella luce là in fondo?’. ‘La Toscana’, gli viene risposto. Cari amici, mi immagino su quell’auto. Anche io posso dire come quel bimbo: Cos’è quella luce là in fondo? E sento l’eco della risposta che mi dice… ‘È la Toscana’, dove sono vescovo, e per me anche San Miniato che è stato luce che mi ha accolto e ora… Arezzo. Cos’è quella luce là in fondo? La voce mi dice chiara…, ora…: Arezzo”.

La giornata si era aperta a Viciomaggio, nel Comune di Civitella in Val di Chiana alle 10.30 con l’arrivo del nuovo Vescovo per il primo incontro con gli ospiti dell’Istituto Medaglia Miracolosa, una realtà di eccellenza sul fronte della riabilitazione e gli alunni e le famiglie della scuola materna e primaria retta dalle suore di Santa Marta. La giornata era proseguita fino ad Agazzi, dove dal dopoguerra i padri passionisti gestiscono l’Istituto Madre della Divina Provvidenza, una realtà di prim’ordine sul fronte della promozione della disabilità e in molti ambiti sanitari.

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Mons. Andrea Migliavacca si è spostato poi alla Casa circondariale di Arezzo, dove ha incontrato i detenuti. Il Presule si è poi recato alla parrocchia di San Francesco Stigmatizzato in Saione, dove è rimasto fino alle 15. Qui ha visitato alcuni immigrati e conosciuto le realtà caritative che operano nella parrocchia, ha sostato brevemente con le sorelle di Gesù Povero e infine consumato un pranzo al sacco con i giovani, che si erano dati appuntamento dalla mattinata all’oratorio di Saione per celebrare la giornata diocesana della gioventù. L’incontro con i giovani è proseguito nella basilica di San Francesco, dove, dopo un momento di preghiera, il vescovo Andrea ha camminato insieme a loro fino al Palazzo del Comune, dove ha ricevuto i saluti istituzionali del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli e del Prefetto Maddalena De Luca. Nel tragitto ha fatto tappa anche alla Pieve di Santa Maria dove è contenuto il busto reliquiario del patrono san Donato.

Culmine della festa, in Cattedrale, con la presa di possesso canonico della diocesi e la celebrazione della Messa stazionale, insieme ai cardinali Giuseppe Betori, arcivescovo Metropolita di Firenze, Augusto Paolo Lojudice arcivescovo Metropolita di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino e vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, Gualtiero Bassetti, arcivescovo emerito di Perugia-Città della Pieve e Ernst Simoni, diacono di Santa Maria della Scala, oltre che a numerosi vescovi provenienti principalmente dalla Toscana e dalla Lombardia e al clero nel suo insieme, con cui condividerà una giornata durante il tempo di Avvento; molto grande l’affluenza di fedeli da ogni parte della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, come pure dalle diocesi di San Miniato, della quale mons. Migliavacca rimarrà amministratore apostolico ancora per qualche tempo, e dalla diocesi di Pavia, di cui il Presule è originario.

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