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Assemblea Cei: dai vescovi uno sguardo alla situazione del Paese

Comunicato finale sull'Assemblea. Due ore di «confronto a porte chiuse» con il Papa sulla riduzione delle diocesi. In politica serve «conversione culturale» per «dare continuità» al ruolo dei cattolici. «Simpatia critica» verso i «new media». Il cammino verso il Sinodo dei giovani.

L'Assemblea dei vescovi italiani aperta dall'intervento del Papa (Foto Sir)

«Un incontro prolungato di riflessione e dialogo tra il Santo Padre e i vescovi ha aperto la 71ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana», riunita nell'Aula del Sinodo della Città del Vaticano da lunedì 21 a giovedì 24 maggio 2018, sotto la guida del cardinale presidente, Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve. È quanto si legge nel comunicato finale, diffuso oggi.

L'intervento con cui il card. Bassetti ha introdotto i lavori «ha offerto ai pastori spunti per il confronto e l'approfondimento sulla situazione del Paese, nella volontà di rilanciare l'apporto della Dottrina sociale della Chiesa, quale strumento formativo per un autentico servizio al bene comune». Il tema principale dell'Assemblea ruotava attorno alla questione: «Quale presenza ecclesiale nell'attuale contesto comunicativo». I contenuti, affidati a una relazione centrale, sono stati approfonditi nei gruppi di lavoro - che hanno sottolineato «l'importanza di percorsi educativi e formativi per abitare da credenti questo tempo - e condivisi nella restituzione e nel dibattito conclusivo».

Nel corso dei lavori assembleari si è fatto il punto sui contenuti e le iniziative della Chiesa italiana nel cammino verso la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, dedicato a «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale» (Roma, 3 - 28 ottobre 2018). Sono stati eletti i rappresentanti della Cei, chiamati a prendervi parte.

L'Assemblea Generale ha approvato un aggiornamento del Decreto generale «Disposizioni per la tutela del diritto alla buona fama e alla riservatezza». Tale aggiornamento ha ottenuto la necessaria «recognitio» della Santa Sede. Si è dato infine spazio ad alcuni adempimenti di carattere amministrativo: l'approvazione del bilancio consuntivo della Cei per l'anno 2017; l'approvazione della ripartizione e dell'assegnazione delle somme derivanti dall'otto per mille per l'anno 2018; la presentazione del bilancio consuntivo, relativo al 2017, dell'Istituto Centrale per il sostentamento del clero.

Sono state anche aggiornate le Disposizioni concernenti la concessione di contributi finanziari della Cei per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto. L'Assemblea ha eletto, inoltre, mons. Erio Castellucci, arcivescovo abate di Modena-Nonantola, presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l'annuncio e la catechesi e mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti, presidente della Commissione Episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali. Distinte comunicazioni hanno riguardato la verifica e le prospettive del Progetto Policoro; un aggiornamento circa la riforma del regime amministrativo dei Tribunali ecclesiastici in materia matrimoniale; la situazione dei media Cei; la Giornata per la Carità del Papa (24 giugno 2018) e la Giornata Missionaria Mondiale (21 ottobre 2018). È stato presentato il calendario delle attività della Cei per il prossimo anno pastorale.

Hanno preso parte ai lavori 233 membri, 39 vescovi emeriti, il nunzio apostolico in Italia - mons. Emil Paul Tscherrig - 22 delegati di Conferenze Episcopali estere, 24 rappresentanti di religiosi, consacrati e della Consulta Nazionale per le Aggregazioni Laicali. Tra i momenti significativi vi è stata la Concelebrazione Eucaristica, presieduta dal card. Bassetti nella Basilica di San Pietro.

Sulla questione della riduzione delle diocesi - una delle tre «preoccupazioni» segnalate da Francesco nel suo discorso di apertura - «come sui molti sollevati dalle domande dei vescovi, il confronto con il Santo Padre è proseguito a porte chiuse per un paio d'ore». Negli interventi dei vescovi - seguiti all'Introduzione ai lavori, offerta dal cardinale presidente - ha preso volto «un Paese segnato da pesanti difficoltà», si lette nel testo: «Sono frutto della crisi economica decennale - con la mancanza di sicurezza lavorativa e mala-occupazione - e di un clima di smarrimento culturale e morale, che mina la coscienza e l'impegno solidale. Non si fatica a rinvenirne traccia nel sentimento d'indifferenza per le sorti altrui e nelle tensioni che incidono sulla qualità della proposta politica e sulla stessa tenuta sociale». Al riguardo, i vescovi hanno sottolineato che «la debolezza della partecipazione politica dei cattolici è espressione anche di una comunità cristiana poco consapevole della ricchezza della Dottrina sociale e, quindi, poco attiva nell'impegno pre-politico». Di qui la volontà di una «conversione culturale» - sulla scia dell'esperienza delle Settimane Sociali - che sappia «dare continuità alla storia del cattolicesimo politico italiano, testimoniata da figure alte per intelligenza e dedizione». In particolare, è stata ricordata l'attualità del beato Giuseppe Toniolo che - in un'analoga situazione socio-politica - «seppe farsi promotore di cultura cristiana, di un'etica economica rispettosa della persona, della famiglia e dei corpi sociali intermedi».

Con la disponibilità a riscoprire e «abitare» un patrimonio di documenti che testimoniano la particolare sensibilità della Chiesa italiana per l'aspetto politico dell'evangelizzazione, i vescovi si sono impegnati ad «aiutare quanti sentono che la loro fede, senza il servizio al bene comune, non è piena». La ricostruzione - è stato evidenziato - parte «da un'attenzione a quanti, a livello locale, con onestà e competenza amministrano la cosa pubblica, senza smarrire uno sguardo ampio e una cornice europea». A tale «duplice fedeltà» i pastori hanno richiamato anche i protagonisti dell'attuale stagione politica, ricordando loro che «per guidare davvero il Paese è necessario conoscerlo da vicino e rispettarne la storia, la tradizione e l'identità».

Anche la proposta, presentata dal card. Bassetti, di  Incontro di riflessione e spiritualità per la pace nel Mediterraneo, è stata «condivisa in maniera convinta» dall'Assemblea Generale. Nelle parole dei vescovi è emersa, inoltre, «la preoccupazione per tante situazioni di instabilità politica e di criticità dal punto di vista umanitario, a fronte delle quali come Chiesa si avverte l'importanza di porre segni che alimentino la riconciliazione e il dialogo». È stata espressa, infine, la volontà di costituire a breve un Comitato operativo, che valorizzi quanto già in essere e consideri con attenzione l'incontro che Papa Francesco vivrà a Bari il prossimo 7 luglio.

Di fronte allo scenario creato dai new media – si legge ancora nel comunicato -l'atteggiamento espresso dai vescovi è di «simpatia critica, intuendone sia i rischi che le opportunità». Approfondendo i contenuti della relazione principale - «Quale presenza ecclesiale nell'attuale contesto comunicativo», affidata al prof. Pier Cesare Rivoltella - e «nella consapevolezza di quanto la comunicazione interpelli la pastorale ordinaria», i gruppi di studio sono stati animati «dall'esigenza educativa, nell'intento di verificare come sia possibile articolare la comunicazione della e nella Chiesa ricavandone spunti per la riflessione teologica, l'attitudine educativa e la progettazione pastorale». I vescovi italiani, in particolare,  hanno evidenziato come «non si debba pensare che il problema della comunicazione del Vangelo nell'odierna società sia rappresentato dal mezzo, dal linguaggio, dalla capacità di utilizzo delle più moderne tecnologie, perdendo di vista l'essenziale, cioè l'esperienza evangelica». «C'è bisogno di ascolto come condizione permanente», è stato sottolineato: «c'è bisogno di raccontare la vita, le storie delle persone attraverso le quali passa il messaggio: oggi più di ieri è il tempo dei testimoni». Di qui la necessità di comprendere «come colmare il divario tra l'accelerazione della tecnologia e la capacità di afferrarne il senso profondo», partendo dalla consapevolezza che «le forme della liturgia della catechesi e più in generale della pedagogia della fede si trovano oggi di fronte a una dimensione antropologica nuova e presuppongono un'adeguata inculturazione della fede».

Tra le proposte emerse, «l'investimento in una formazione progressiva, sostenuta con la realizzazione di contenuti digitali di qualità e materiale didattico». Un'ipotesi percorribile, per la Cei, consiste nel «valorizzare, integrandolo saggiamente, il Direttorio ‘Comunicazione e missione'», rendendo anche il cinema, il teatro, le sale di comunità, un «veicolo di cultura e di possibile formazione».

È stato anche suggerito, durante l'assemblea, di «potenziare i servizi di collegamento e condivisione tra le parrocchie e le diocesi, creando gradualmente le condizioni per una nuova cultura della comunicazione nel servizio pastorale». Un'opportunità in tal senso potrà essere rappresentata dalla collaborazione tra gli Uffici della Cei e l'Università Cattolica nell'ambito della formazione. «In questa direzione alcune iniziative sono già in atto e altre sono in fase di progettazione per una sensibilizzazione delle comunità sul tema dell'educazione digitale», si legge nel comunicato. In sintesi, dai vescovi è emersa «la necessità e la fiducia di saper individuare in questo contesto nuove prospettive per essere comunità cristiana viva e attrattiva».

«Portale dedicato» per il Sinodo dei giovani. L'Assemblea generale della Cei ha fatto il punto sul cammino della Chiesa italiana verso il Sinodo dei Vescovi, che si terrà a Roma in ottobre, dedicato a «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». I vescovi confermano «la centralità dell'impegno educativo» e avvertono «la responsabilità di testimoniare ai giovani ragioni di vita, coinvolgendoli nell'esperienza cristiana; di curare legami ed affetti, qualificandoli con l'appartenenza ecclesiale; di favorire la crescita e la maturazione dei ragazzi aiutandoli a scoprire la ricchezza del servizio agli altri». In particolare, sulla scorta del Documento preparatorio e del Questionario, l'anno 2017 ha visto le diocesi promuovere «un discernimento pastorale, relativo alle pratiche educative presenti nel tessuto ecclesiale».

Una seconda tappa si è focalizzata maggiormente sull'ascolto delle nuove generazioni, anche attraverso un portale dedicato. A tale attenzione ha dato un contributo essenziale la riunione presinodale, convocata a Roma dal Papa nei giorni precedenti la Domenica delle Palme di quest'anno. Mentre a giugno è atteso l'Instrumentum laboris, 183 diocesi hanno accolto la proposta del Servizio nazionale per la pastorale giovani di organizzare pellegrinaggi a piedi, lungo itinerari che valorizzano la tradizione e la spiritualità locale. L'esperienza culminerà a Roma nell'incontro con Papa Francesco e i rispettivi Pastori (11-12 agosto 2018).

L'Assemblea generale ha eletto quattro vescovi membri effettivi e due vescovi membri supplenti in qualità di suoi rappresentanti alla XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei vescovi. Tra le comunicazioni, oltre alle «prospettive» del Progetto Policoro, una ha riguardato i media della Conferenza Episcopale Italiana, che quest'anno celebrano anniversari significativi: i cinquant'anni di Avvenire, i trenta dell'Agenzia SIR, i venti di Tv2000 e del Circuito radiofonico InBlu. Come sottolineava il card. Bassetti nell'udienza che all'inizio di maggio Papa Francesco ha concesso alla famiglia di Avvenire, «in un momento di repentine trasformazioni, queste tappe sono un richiamo a far sempre più nostre le indicazioni del Santo Padre a ricercare e promuovere una maggiore sinergia tra i nostri media, per una presenza qualificata e significativa, capace di informare e di formare». Di questa volontà è segno il nuovo portale www.ceinews.it, online dallo scorso 10 maggio.

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