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Assemblea Cei, comunicato finale: presenza missionaria e tutela dei minori al centro dei lavori

Il comunicato finale sui lavori della 73ª Assemblea generale della Cei. Approvate le «Linee guida per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili» e confronto sui prossimi Orientamenti pastorali della Chiesa italiana. Approvato dal Papa il nuovo Messale. Le preoccupazioni dei vescovi: riforma terzo settore, prossime elezioni, ricostruzione zone terremotate. La ripartizione dlel'8xmille.

Assemblea Cei

«La preghiera, presieduta dal Santo Padre, le sue indicazioni ai vescovi e un prolungato dialogo con loro hanno aperto la 73ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, riunita nell'Aula del Sinodo della Città del Vaticano da lunedì 20 a giovedì 23 maggio, sotto la guida del cardinale presidente, Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve». Lo ricorda il comunicato finale, diffuso oggi al termine dell'Assemblea Cei.

Il card. Bassetti, nell'introdurre i lavori, ha espresso a Papa Francesco «la gratitudine e la solidarietà della Chiesa italiana». Si è, quindi, soffermato su «alcune questioni legate all'attualità, riprese nel confronto tra i vescovi: la riforma del Terzo Settore, la situazione del dopo terremoto nel Centro Italia e il futuro dell'Unione europea».

Il tema principale dell'Assemblea ruotava attorno alla questione: «Modalità e strumenti per una nuova presenza missionaria». I contenuti, affidati a una relazione centrale, sono stati approfonditi nei lavori di gruppo e condivisi nella restituzione assembleare e nel dibattito conclusivo, anche in vista di una loro ripresa nel Consiglio permanente del prossimo settembre.

Nel corso dei lavori sono state approvate le «Linee guida per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili»; è stato condiviso un aggiornamento circa l'incontro di riflessione e spiritualità denominato Mediterraneo frontiera di pace (Bari, 19 - 23 febbraio 2020); si è avviato il confronto sui prossimi Orientamenti pastorali della Chiesa italiana.

L'Assemblea generale ha dato spazio ad alcuni adempimenti di carattere giuridico-amministrativo: l'approvazione del bilancio consuntivo della Cei per l'anno 2018; l'approvazione della ripartizione e dell'assegnazione delle somme derivanti dall'otto per mille per l'anno 2019; la presentazione del bilancio consuntivo, relativo al 2018, dell'Istituto centrale per il sostentamento del clero.

L'Assemblea ha eletto il presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute: Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia.

Hanno preso parte ai lavori 235 membri, 27 vescovi emeriti, il nunzio apostolico in Italia, mons. Emil Paul Tscherrig, 15 delegati di Conferenze episcopali estere, 47 rappresentanti di religiosi, consacrati e della Consulta nazionale per le aggregazioni laicali.

A margine dei lavori assembleari si è riunito il Consiglio episcopale permanente, che ha provveduto ad alcune nomine e all'approvazione del Messaggio per la 14ª Giornata nazionale per la custodia del Creato (1° settembre 2019) e del Messaggio per la 69ª Giornata nazionale del Ringraziamento (10 novembre 2019).

Alla 73ª Assemblea generale della Cei, riunita nell'Aula del Sinodo della Città del Vaticano da lunedì 20 a oggi, è stato annunciato che Papa Francesco ha approvato la terza edizione in lingua italiana del Messale Romano. Lo ricorda il comunicato finale dell'Assemblea diffuso oggi. «Sinodalità e collegialità, riforma dei processi matrimoniali e rapporto tra vescovo e sacerdoti» sono le questioni che Papa Francesco ha approfondito durante l'ampio dialogo con i vescovi, che ha aperto i lavori della Assemblea generale, prosegue la nota.

Innanzitutto, il Pontefice ha ricordato che «il cammino della sinodalità è dimensione costitutiva della Chiesa, attiene al suo modo di vivere e operare e trova la sua forma specifica nell'esercizio collegiale del ministero episcopale». Promuovere «sinodalità dal basso in alto» - quindi, con il coinvolgimento dei laici - è «la prima condizione anche per promuovere un Sinodo»; condizione completata dalla «sinodalità dall'alto verso il basso», rispetto alla quale il Papa ha rinviato all'intervento fatto a Firenze in occasione del Convegno ecclesiale nazionale, quando ha tracciato il piano per la Chiesa in Italia.

In secondo luogo, «il Santo Padre è tornato sulla riforma dei processi matrimoniali, sottolineando come essa richieda di trovare piena attuazione, quale segno di prossimità, celerità e gratuità delle procedure: modalità con cui la Chiesa si mostra madre a quanti sono segnati dalla ferita di un amore spezzato».

Infine, il terzo spunto di riflessione ha centrato il rapporto - «spina dorsale su cui si regge la comunità diocesana» - tra il vescovo e i sacerdoti. Al riguardo, il Papa ha richiamato al «compito inderogabile» della vicinanza: «Siate padri di tutti i vostri sacerdoti, interessatevi e cercateli, visitateli, sappiate trovare tempo per ascoltarli, perché ciascuno di loro si senta stimato e incoraggiato dal proprio vescovo».

Una triplice preoccupazione è stata al centro degli interventi dei vescovi italiani durante la 73ª Assemblea generale, che si è conclusa oggi. Dopo l'introduzione del cardinale presidente Gualtiero Bassetti, i presuli, ricorda il comunicato finale diffuso oggi, hanno ripreso innanzitutto la preoccupazione che si è venuta a creare con la riforma del Terzo Settore. «Si denuncia la mancanza del rispetto e della valorizzazione di quella società organizzata e di quei corpi intermedi, che sono espressione di sussidiarietà che spesso supplisce alle carenze dello Stato. Vi si riconosce anche un attacco al mondo cattolico e allo sforzo di prossimità con cui la Chiesa sostiene la speranza fattiva della gente», spiega il comunicato finale.

Alla vigilia delle elezioni europee, poi, «i vescovi - oltre a sottolineare che all'Europa unita non c'è alternativa - sono tornati a chiedere un'Unione più democratica e ‘leggera', non ricattatoria nei confronti dei Paesi più deboli». «Rispetto a un clima di paure e chiusure - riflesso nella polarizzazione ideologica che attraversa le stesse comunità ecclesiali - ci si è ritrovati nel richiamo del cardinale presidente a rivitalizzare, con il dialogo e la presenza nel dibattito pubblico, il patrimonio dell'umanesimo cristiano: un umanesimo che rimane il contributo più prezioso di cui l'Italia può essere portatrice in Europa; un umanesimo non selettivo, ma attento a promuovere - alla luce della Dottrina sociale - tutti i valori legati alla persona e alla sua dignità; un umanesimo che rimanda a un rinnovato impegno culturale per ridire la fede nelle categorie del presente, come per formare i giovani al servizio politico».

Tra gli altri temi portati all'attenzione dell'Assemblea, «l'impegno con cui molte diocesi stanno promuovendo le unità pastorali: forme nuove che, nel rispetto della storia delle singole parrocchie, aiutano a interpretarsi e lavorare insieme».

Rimane la preoccupazione per la situazione che, con il terremoto, è venuta a determinarsi nel Centro Italia: «La Cei chiede l'operatività delle ordinanze e la traduzione dei fondi stanziati in interventi concreti, anche per restituire alle comunità un luogo di culto, di riferimento e di aggregazione», precisa il comunicato finale.

Prima dell'introduzione del card. Bassetti è intervenuto il nunzio apostolico in Italia, mons. Emil Paul Tscherrig, che ha ricordato come «le istituzioni ecclesiali esistano in funzione della missione: in quanto tali, devono essere coinvolte in una riforma che le rinnovi, attualizzandone la metodologia e la prassi». «Lo stesso accorpamento di alcune diocesi - ha spiegato - è finalizzato a dare un nuovo impeto all'evangelizzazione e a unire le forze vive di uno specifico territorio». Si tratta di «un processo che necessita della collaborazione tra i vescovi delle relative diocesi, quindi l'unione di queste sotto la figura dell'amministratore apostolico, per concludere con la loro unione in persona episcopi».

«Modalità e strumenti per una nuova presenza missionaria» è stato il tema della relazione principale dell'Assemblea . Il tema - approfondito nei gruppi di studio (dove sono stati coinvolti quindici missionari) e nel dibattito assembleare - «ha offerto proposte per percorsi con cui rinnovare il volto missionario della Chiesa italiana», ricorda il comunicato finale diffuso oggi.

Punto di partenza rimane «il recupero di una spiritualità missionaria, centrata sulla Parola di Dio, sulla sobrietà come stile, sull'incontro e la fraternità: elementi che portano ad ‘uscire', a ‘stare con', a coinvolgersi e abitare la vita dell'altro, all'accoglienza delle genti che arrivano da altri Paesi». «Preziosa», allora, diventa «la valorizzazione del rientro di presbiteri e laici fidei donum. Ne è condizione il rapporto di cooperazione e scambio tra le Chiese: impostato come tale fin dall'inizio, è testimonianza che la missione non è mai azione individuale; si parte, piuttosto, in quanto inviati e sostenuti da una Chiesa in relazione con un'altra Chiesa sorella». Tale comunione è «vitale pure per qualificare la presenza in Italia di sacerdoti provenienti dall'estero».

Alcune delle prospettive emerse dal confronto sottolineano «gli elementi per una progettazione pastorale missionaria: la priorità della Parola, anche attraverso la costituzione di piccoli gruppi del Vangelo; un'attenzione alla vita spirituale delle nuove generazioni e all'accompagnamento degli adulti con proposte di fede e nuovi stili di vita; la promozione di esperienze di incontro con le povertà, come pure di periodi in missione, purché preparati con cura; la valorizzazione della religiosità popolare e delle missioni al popolo». «Decisivo - spiega il comunicato finale - rimane il lavoro di sensibilizzazione assicurato dal Centro missionario diocesano e dai gruppi missionari».

Nella consapevolezza che «l'azione missionaria è il paradigma di ogni azione della Chiesa», sono stati evidenziati alcuni aspetti su cui lavorare: «L'attrazione della comunità cristiana e l'apostolato fatto con cuore e opere evangeliche; la promozione di partenze di fidei donum in progetti condivisi tra Diocesi italiane; una particolare attenzione alla realtà delle famiglie in missione». Si avverte, infine, «l'importanza di favorire l'insegnamento della missiologia nei Seminari, la proposta ai giovani di un'esperienza in missione come, più in generale, il sostegno e la diffusione dell'informazione missionaria».

Il tema principale dell'Assemblea generale sarà ripreso e approfondito nel Consiglio permanente del prossimo settembre.

L'Assemblea ha approvato le Linee guida per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili. L'intelaiatura del testo, spiega il comunicato finale dell'Assemblea diffuso oggi, è costituita da tre interventi di Papa Francesco: la Lettera al Popolo di Dio (20 agosto 2018), il Discorso conclusivo al summit dei presidenti delle Conferenze episcopali (24 febbraio 2019) e il Motu Proprio Vos estis lux mundi (7 maggio 2019).

«Le Linee guida - chiarisce il comunicato finale - sono strutturate secondo alcuni principi: il rinnovamento ecclesiale, che pone al centro la cura e la protezione dei più piccoli e vulnerabili come valori supremi da tutelare, punto di riferimento imprescindibile e criterio dirimente di scelta; l'ascolto delle vittime e la loro presa in carico; l'impegno per sviluppare nelle comunità una cultura della protezione dei minori, di cui è parte la formazione degli operatori pastorali; una selezione prudente dei candidati agli ordini sacri e alla vita consacrata; la collaborazione con l'autorità civile nella ricerca della verità e nel ristabilimento della giustizia; la scelta della trasparenza, sostenuta attraverso un'informazione corretta, attenta a evitare strumentalizzazioni e parzialità; l'individuazione di strutture e servizi a livello nazionale, inter-diocesano e locale, finalizzati a promuovere la prevenzione grazie all'apporto di competenze e professionalità».

Ai principi guida fanno seguito numerose indicazioni operative e alcuni allegati (riferimenti normativi, regolamento del Servizio nazionale per la tutela dei minori, indicazioni circa i Servizi regionali e inter-diocesani…), che saranno integrati da altri strumenti, affidati alla cura del Servizio nazionale.

Durante i lavori è stato condiviso un aggiornamento circa l'incontro di riflessione e spiritualità denominato «Mediterraneo frontiera di pace» (Bari, 19 - 23 febbraio 2020) e si è avviato il confronto sui prossimi Orientamenti pastorali della Chiesa italiana. Rispetto all'appuntamento di Bari, si legge nel comunicato finale dell'Assemblea diffuso oggi, negli interventi durante l'Assemblea «è stata sottolineata l'importanza che l'incontro si collochi all'interno di una progettualità ampia e di un censimento delle tante iniziative che già si muovono secondo la medesima prospettiva; nel contempo, si chiede che non resti un evento isolato, ma contribuisca realmente a una cultura del dialogo e della pace nel segno della reciprocità».

Riguardo a una prima ipotesi di Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il quinquennio 2020-2025, «nel dibattito è emersa la condivisione per il tema dell'annuncio del Vangelo e la volontà di interrogarsi sulle azioni per portarlo avanti con uno stile di sinodalità, inteso quale metodo di riforma della Chiesa e di modalità di presenza al mondo».

Nel contempo, «i vescovi hanno sottolineato la necessità di essenzializzare la proposta, puntualizzando alcune priorità sulla base del contesto culturale e della realtà di vita delle stesse comunità cristiane; recuperare una sintesi di fede e opere, fino a cogliere come la comunione e la missione altro non siano che nomi dell'incontro con il Signore Gesù; assumere il linguaggio della prossimità, dell'accompagnamento e della testimonianza».

All'Assemblea generale sono state condivise, poi, alcune informazioni, la prima sul Mese missionario straordinario, indetto da Papa Francesco per l'ottobre di quest'anno. Alle iniziative della Santa Sede si aggiunge un Forum missionario (Sacrofano, 28 - 31 ottobre 2019), promosso dalla Fondazione Missio e dall'Ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese. Una seconda informazione ha riguardato la Giornata della Carità del Papa (30 giugno 2019). I dati della colletta italiana relativa al 2018 ammontano a 2.104.765,30 euro. A questa somma vanno ad aggiungersi i contributi devoluti ai sensi del can. 1271 del Codice di diritto canonico: si tratta di 4.025.275,00 euro, di cui 3.999.925,00 euro dalla Cei; 20.350,00 euro dall'arcidiocesi di Genova; 5.000,00 euro dalla diocesi di Lamezia Terme. Ulteriori 100.000,00 euro sono stati offerti dalla Cei alla Carità del Papa a favore di una specifica destinazione. Un'ultima comunicazione è stata relativa ai media della Cei (Agenzia Sir, Avvenire, Tv2000 e Circuito radiofonico InBlu), all'impegno per una loro presenza sinergica, volta a valorizzare la voce della Chiesa nel contesto culturale e sociale attuale. All'Assemblea generale, infine, è stato presentato il calendario delle attività della Cei per l'anno pastorale 2019-2020.

8xmille. «La 73ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, che si è conclusa oggi in Vaticano, ha preso atto che, come comunicato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (1), la somma relativa all'otto per mille dell'Irpef assegnata alla Chiesa cattolica per il 2019 risulta pari ad euro 1.133.074.425,15 determinati da euro 1.072.457.725,79, a titolo di anticipo per l'anno in corso, e un conguaglio sulle somme riferite all'anno 2016 di euro 60.616.699,36». Lo si legge nel comunicato finale dell'Assemblea diffuso oggi. I dati trasmessi dal Ministero dell'Economia e delle Finanze nell'anno 2019 e relativi alle dichiarazioni dell'anno 2016 (redditi 2015) indicano che la percentuale delle scelte a favore della Chiesa cattolica è stata pari al 79,94% (-1.28% rispetto all'anno precedente).

Considerate le proposte di ripartizione presentate dal Consiglio permanente, l'Assemblea generale ha approvato le seguenti assegnazioni: 436.473 euro alle esigenze di culto, di cui 156.000.000 alle diocesi (per culto e pastorale), 132.000 all'edilizia di culto (divisi tra esistente e nuova edilizia di culto 107.000 e tutela beni culturali ecclesiastici 25.000), 73.473 al Fondo per la catechesi e l'educazione cristiana, 13.500 ai Tribunali ecclesiastici regionali, 61.500 a esigenze di rilievo nazionale; 285.000 a interventi caritativi, di cui 150.000 alle diocesi (per la carità), 70.000 al Terzo Mondo, 65.000 a esigenze di rilievo nazionale; 384.000 al Sostentamento del clero; 27.601 all'accantonamento a futura destinazione per culto, pastorale e carità.

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